mer 28 gen 2026

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Autonomia differenziata e Dl Sud, Uil all'attacco: "Spaccheranno il Paese"

(Ivana Veronese, segretaria confederale Uil)

Veronese: "Non ci possiamo permettere che i diritti di cittadinanza siano garantiti a seconda della zona geografica in cui si nasce o si risiede". Biondo: "L’impegno per il Sud rimane sulla carta, nella propaganda di chi governa, e il Mezzogiorno viene trattato come l’alunno indisciplinato che crea solo problemi"

Durissima la Uil nazionale sull'autonomia differenziata, che interviene in occasione dell'avvio odierno del dibattito in aula del Senato sul progetto di Legge sull’autonomia differenziata.

"I tempi contingentati per il suo via libera non sono proprio un buon presagio per il nostro Paese - dice Ivana Veronese, segretaria confederale - Si tratta di una riforma che rischia di scavare un’ulteriore profonda frattura tra i diversi territori e di accentuarne i divari, fino ad arrivare vicino alla “disgregazione” del nostro già fragile Stato nazionale, aumentando le disuguaglianze sociali e territoriali. Non ci possiamo permettere che i diritti di cittadinanza siano garantiti a seconda della zona geografica in cui si nasce o si risiede.

Il tutto con il paradosso che i Livelli Essenziali delle Prestazioni a garanzia dei diritti civili e sociali, come previsto in Costituzione, non sono ancora stati definiti; anzi, c’è stata una proroga al 31 dicembre 2024, dell'attività della Cabina di regia per la loro determinazione".

Le modalità di finanziamento

"Un’ulteriore criticità deriva dal fatto che il disegno di Legge prevede che le modalità di finanziamento delle funzioni attribuite, siano a finanza invariata - prosegue - Come si finanzierà l’erogazione dei Livelli essenziali di prestazione in modo uniforme su tutto il territorio nazionale?

Inoltre, non si prevede l’istituzione di un fondo perequativo a supporto dei territori più fragili, bensì ci si limita a stabilire l’unificazione delle diverse fonti aggiuntive o straordinarie di finanziamento statale.

Per noi ci sono diritti fondamentali delle persone che non possono e non devono essere oggetto di autonomia differenziata: ci riferiamo al diritto all’istruzione, al diritto alla salute e sicurezza, al diritto al lavoro.

Sono diritti centrali al pari di quelli civili del voto, della libertà, della partecipazione, del rispetto della dignità delle persone. Per questo siamo contrari a questo Disegno di Legge".

Maggiore attenzione al Sud

Sul tema del Meridione interviene anche l'altro segretario confederale, Santo Biondo: "Il Governo, da un lato, spinge sul pedale dell’acceleratore dell’autonomia regionale, dall’altro, sottrae alle stesse Regioni ampi margini di autonomia, quando dice loro di distogliere dai Por, dal Fesr, dal Fondo di coesione sociale e dagli stanziamenti nazionali le risorse destinate allo sviluppo del territorio.

Un atteggiamento incoerente da parte di un Governo bipolare che, inoltre, alla chetichella, consuma l’ennesimo scippo contro il Mezzogiorno cancellando dalla Legge di bilancio, con un tratto di bianchetto, 3,5 miliardi del Fondo perequativo infrastrutturale.

Una dote finanziaria, quest’ultima, che doveva servire per mettere in sicurezza ospedali e scuole, per costruire nuove strade e ferrovie, per rilanciare porti e aeroporti, per costruire nuove condutture di gas e acqua".

"Ancora oggi, poi - prosegue - non trova riscontro sui territori la clausola del 34 percento di investimenti ordinari dello Stato per le Regioni meridionali.

Per non parlare, infine, della decisione di portare a Palazzo Chigi la gestione delle otto Zes meridionali e di concentrarle in una Zes unica. L’impegno per il Sud rimane sulla carta, nella propaganda di chi governa, e il Mezzogiorno viene trattato come l’alunno indisciplinato che crea solo problemi.

Contro questo doppio registro, in merito al quale richiamiamo l’attenzione e sollecitiamo un impegno della deputazione parlamentare meridionale, non rimane altro da fare che costruire una ferma mobilitazione per evitare che si allarghi il gap tra Nord e Sud e che si allontani il Mezzogiorno dall’Europa".

Redazione Cuoreeconomico
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