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12/01/2023

Avvertenze su etichette vino, Uiv: "Non risolvono problema e fanno allarmismo"

(Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione italiana vini)

Il presidente dell'Unione Italiana Vini contro la decisione dell'Unione Europea. Anche Confagricoltura e Cia attaccano: "Disincentiva all'acquisto, penalizzando il settore"

 "Il silenzio assenso di Bruxelles a Dublino relativo alle avvertenze sanitarie in etichetta per gli alcolici rappresenta una pericolosa fuga in avanti da parte di un Paese membro.

Secondo Uiv, il mancato intervento della Commissione europea mette a repentaglio il principio di libera circolazione delle merci in ambito comunitario e segna un precedente estremamente pericoloso in tema di etichettatura di messaggi allarmistici sul consumo di vino".

Così il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, riguardo all'autorizzazione Ue concessa all'Irlanda che potrà adottare un'etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze come "il consumo di alcol provoca malattie del fegato" e "alcol e tumori mortali sono direttamente collegati". 

"Temiamo che la Direzione generale per la Salute - aggiunge - voglia adottare nei prossimi mesi questo approccio a livello europeo lasciando nel frattempo libera iniziativa ai singoli Paesi membri, al fine di sdoganare sistemi adottati senza un previo dibattito pubblico a livello europeo.

Questi fatti segnano uno scenario paradossale e ingovernabile, fatto di una babele di etichette all'interno dell'Unione europea che purtroppo non risolvono il problema dell'alcolismo, che dovrebbe essere basato su un approccio responsabile nei consumi di prodotti molto diversi tra loro".

Anche Cia contraria

Anche Cia-Agricoltori Italiani si dice contrario al provvedimento che "disincentivando, di fatto, il consumo di vino, rappresenta un pericoloso via libera ad allarmismi e disinformazione, nonché un precedente rischioso per l’Europa, andando contro la definizione dell’etichettatura comune"

Per Cia è sconcertante "lo scenario che si va ora delineando, con una mossa che sdogana l’autonomia decisionale dei singoli Paesi Ue e compromette il lavoro fatto fino ad ora a livello comunitario nell’ambito del Cancer Plan, proprio a tutela della salute dei cittadini, ma senza demonizzare il consumo, moderato e responsabile, di vino, da distinguere nettamente dall’abuso".

Nella nota, Cia esprime il suo disappunto non solo rispetto alle avvertenze irlandesi “il consumo di alcol provoca malattie del fegato" e "alcol e tumori mortali sono direttamente collegati", ma anche di fronte alla Commissione europea che sembra mostrare il fianco a facili associazioni vino-sigarette, lasciando inascoltati i pareri contrari di Italia, Francia, Spagna e altri sei Paesi Ue, e mettendo a repentaglio anche il principio di libera circolazione delle merci in Europa.

Al Governo italiano, da parte di Cia, la richiesta di tornare a sollecitare l’Europa sugli impegni già presi per promuovere uno stile di vita sano e una corretta informazione.  

Confagricoltura attacca

"Siamo particolarmente preoccupati per la deriva proibizionistica che il settore vitivinicolo europeo sta affrontando.

La Commissione non ha ascoltato le riserve che l'Italia, con altri numerosi Stati membri, ha manifestato per opporsi alle misure introdotte dalla normativa irlandese creando un grave precedente e un potenziale ostacolo al commercio interno".

Questo icommento del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, Il Governo italiano, ricorda Confagri, è stato il primo a trasmettere un parere circostanziato alla Commissione europea per manifestare la propria contrarietà a questa misura, che costituisce un pericoloso precedente per altre iniziative simili che potrebbero eventualmente essere presentate da altri Paesi.

"Occorre contrapporre a queste decisioni l'evidenza che è solo l'abuso di alcol, e non il consumo moderato, a poter determinare effetti nocivi sulla salute - conclude Giansanti - soltanto con strumenti di prevenzione ed educazione al consumo consapevole è possibile evitare i fenomeni dell'alcolismo".

Il compromesso di De Castro

La sintesi per un compromesso equo è offerta dal dem Paolo De Castro, membro della commissione agricoltura al Parlamento Europeo, secondo il quale la via da seguire è quella già indicata dal Pe: sistemi di etichettatura "più trasparenti" per un "consumo moderato e responsabile" e un 'no' categorico a equiparare il vino alle sigarette.

Ma con il sì di Bruxelles ormai in tasca, l'Irlanda attende solo la decisione dell'Organizzazione mondiale del commercio.

Redazione Cuoreeconomico
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