Bce, i tassi crescono ancora. Lagarde: "Governi limitino aiuti, siano mirati"

La presidente della Banca Centrale Europea ha annunciato un nuovo di rialzo di 3 punti base, spiegando che non si fermeranno dopo Marzo. E sottolinea come "le banche della zona euro stanno riducendo i prestiti alle imprese"
La Banca centrale europea ha alzato di altri 50 punti base (0,50 punti percentuali) i tassi di interesse dell’area euro, con cui il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento sale al 3%, il livello più elevato dall’ottobre del 2008 (3,25%).
Inoltre, ha esplicitamente affermato che ha già deciso che a marzo “intende innalzare i tassi di interesse di altri 50 punti base, per poi valutare la successiva evoluzione della sua politica monetaria”.
L’indicazione si accompagna dal ribadire la generica indicazione che il Consiglio “continuerà ad aumentare i tassi di interesse in misura significativa a un ritmo costante e a mantenerli su livelli sufficientemente restrittivi da assicurare un ritorno tempestivo dell’inflazione al suo obiettivo del 2%”.
La mossa decisa dalla Bce era ampiamente attesa ed era stata sostanzialmente preannunciata dalla stessa istituzione, che ha deciso di procedere a dispetto dei nuovi rallentamenti della dinamica inflazionistica.
La crescita media dei prezzi al consumo nell’area euro, all’8,5% su base annua a gennaio, resta ben più elevata dell’obiettivo del 2% perseguito dalla stessa Bce.
Le parole di Lagarde
"C'è stato un accordo generale" sui rialzi di 50 punti adesso e e 50 punti a marzo "che erano legittimati dalla pressione dell'inflazione sottostante che sappiamo continuerà.
C'è stata un discussione e non un accordo pieno su come comunichiamo ma sulla dichiarazione di politica c'era un consenso molto molto ampio", ha spiegato la presidente della Bce Christine Lagarde in conferenza stampa.
"I rischi per lo scenario d'inflazione sono diventati "bilanciati": ha detto Lagarde abbandonando l'espressione, usata fino al Consiglio direttivo di dicembre, secondo cui tali rischi erano "al rialzo".
La Bce ha anche rivisto i rischi per la crescita economica, portandoli a "bilanciati" da "al ribasso. "La stretta alle condizioni creditizie, con i prestiti divenuti più costosi e difficili da ottenere, è "efficiente e necessaria", ha aggiunto spiegando anche che "non c'è ancora un processo di disinflazione.
Se guardiamo all'inflazione di fondo (al netto di alimentari ed energia, ndr), eravamo al 5% a novembre, siamo saliti al 5,2% a dicembre e siamo tuttora al 5,2%, il massimo storico".
Ma la numero uno della Bce ha spiegato anche come le banche dell'Eurozona stanno frenando i prestiti alle aziende.
L'attività economica nell'area euro, nonostante la crescita dello 0,1% nel quarto trimestre 2022, "è rallentata notevolmente e ci aspettiamo resti debole nel breve termine", ha proseguito Lagarde indicando nell'incertezza politica, nella guerra e nell'alta inflazione i fattori che continueranno a frenare la crescita, prima di una successiva ripresa.
Inotlre ha lanciato un monito: "Gli aiuti dei governi per proteggere l'economia dagli aumenti dei prezzi dell'energia dovrebbero essere "mirati e incentivare a consumare meno energia".
E "ora che diventa meno acuta la crisi energetica, è importante cominciare e ridurre le misure" di sostegno, perché le misure che "non rispettano questi principi, creano pressioni sull'inflazione e questo richiede una risposta di politica monetaria più forte".
Redazione Cuoreeconomico
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