Bce, i tassi di interesse restano ancora fermi al 4,5 percento

Lagarde e il board: "Le condizioni di finanziamento restrittive frenano la domanda, contribuendo al calo dell'inflazione, ma il quadro geopolitico resta incerto. Previsto però una ripresa a breve del comparto economico"
Non ci si attendevano sorprese e non ce ne sono state. Nella prima riunione del 2024 di politica monetaria la Bce (Banca Centrale Europea) ha confermato il tasso di interesse al 4,5 percento, rimandando dunque i ribassi ai mesi che verranno
La presidente Christine Lagarde ha confermato che resta prematuro discutere di un taglio dei tassi di interesse, ribadendo che ogni decisione al riguardo sarà basata sull'andamento dei dati macroeconomici.
Pertanto, i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale sono stati confermati rispettivamente al 4,5 percento, al 4,75 e al 4 percento.
Le motivazioni
Il Consiglio direttivo ha evidenziato che le nuove informazioni hanno confermato sostanzialmente la valutazione precedente circa le prospettive di inflazione a medio termine.
In particolare, secondo la Bce, a parte un effetto base al rialzo sull’inflazione complessiva legato all’energia, la tendenza al ribasso dell’inflazione di fondo è proseguita e i passati incrementi dei tassi di interesse continuano a trasmettersi con vigore alle condizioni di finanziamento.
"Le condizioni di finanziamento restrittive frenano la domanda, contribuendo al calo dell’inflazione", ha aggiunto il Consiglio direttivo.
"Il Consiglio direttivo - prosegue la nota - è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell'inflazione all'obiettivo del 2 percento a medio termine.
In base alla sua attuale valutazione, ritiene che i tassi si collochino su livelli che, mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento di tale obiettivo. Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario".
Il board dei governatori ribadisce anche che "continuerà a seguire un approccio guidato dai dati nel determinare livello e durata adeguati della restrizione.
In particolare, le decisioni sui tassi saranno basate sulla sua valutazione delle prospettive di inflazione, considerati i nuovi dati economici e finanziari, della dinamica dell'inflazione di fondo e dell'intensità della trasmissione della politica monetaria".
Economia è debole ma in ripresa nel corso dell'anno
E' probabile che l'economia della zona euro sia stagnante nell'ultimo trimestre del 2023 e debole nel primo del 2024.
Ma alcuni indicatori puntano ad una ripresa più in là nell'anno. L'inflazione, scesa a 2,9 percento a dicembre, calerà ancora nel 2024. Lo ha detto la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde al termine della riunione del consiglio direttivo.
Redazione Cuoreeconomico
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