mar 28 apr 2026

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Benedetti (Confesercenti Liguria): “Pmi soffrono il caro-vita, subito defiscalizzazione e meno burocrazia”

(Marco Benedetti, presidente di Confesercenti Liguria)

Il presidente dell’associazione a CUOREECONOMICO: "Le imprese di piccole dimensioni, con volumi d’affari al di sotto dei 400.000 euro su base annua vanno sostenute nel contrasto all’inflazione. Si tratta di quei negozi di vicinato che stanno chiudendo sotto il peso di tutti questi oneri. Se si continua così i centri storici subiranno una desertificazione commerciale, con danni anche al turismo”

La defiscalizzazione degli aumenti contrattuali e di tutto quello che riguarda il welfare aziendale - abbinata a una generale riduzione della pressione fiscale per le realtà di piccole dimensioni - può rappresentare un importante strumento per dare fiato alle imprese del settore commerciale e turistico che stanno pagando il prezzo di una contesto economico gravato dai pesanti effetti della pandemia, della crisi energetica e dell'aumento del costo del denaro. 

A tracciare questo quadro è Marco Benedetti, presidente di Confesercenti Liguria, che ha spiegato a CUOREECONOMICO come sia fondamentale agire in modo mirato per impedire una vera e propria desertificazione commerciale” che vede le piccole realtà commerciali soccombere sotto il peso di una fiscalità troppo elevata e di una pesante burocrazia.

Queste imprese, che producono prodotti di elevata qualità, rappresentano invece il cuore pulsante del territorio e rivestono un ruolo chiave anche in termini di attrattività turistica. 

Quali effetti ha avuto sulle imprese del territorio questa fase complessa che ha visto il susseguirsi della pandemia, della crisi energetica e dell'aumento dei tassi dei mutui? 

Purtroppo la situazione è molto difficile da affrontare. Durante l’emergenza energetica le imprese hanno dovuto affrontare pesanti rialzi delle bollette e ora sono alle prese con l’aumento dei tassi di interesse, che attualmente superano il 10 percento.

Tutto questo ha impattato in modo molto negativo sui risultati economici, ma ancor prima ha influito in maniera negativa sulla fiducia dei cittadini e delle imprese nei confronti di una ripresa che sembrava poter accelerare dopo il periodo critico della pandemia.

In molti casi abbiamo purtroppo visto proseguire la chiusura di piccolissime imprese, soprattutto a conduzione familiare, che non riescono più a star dietro agli aumenti del caro vita”.

Quali settori hanno sofferto di più e quali invece si sono mostrati più resilienti?

Sicuramente i settori legati al turismo - ovvero gli alberghi e tutta la parte della ristorazione - hanno resistito meglio. Tuttavia quest’anno si è verificata nei mesi estivi una flessione delle presenze degli italiani rispetto all’anno scorso.

Fortunatamente c’è stato anche un aumento dei turisti stranieri che hanno salvato la stagione. In più, anche se non abbiamo i dati di settembre, possiamo dire che questo prolungamento della bella stagione dovrebbe portare ulteriori benefici al settore. 

Se il turismo ha retto bene, lo stesso non si può dire per tutti gli altri comparti, come l’abbigliamento e i beni durevoli. 

La stagione dei saldi non ha dato infatti i risultati sperati creando non poche difficoltà ai negozianti. Inoltre le strutture del settore alimentare sono state colpite in modo importante dall’inflazione, che in questo comparto ha registrato aumenti più consistenti rispetto alla media, impattando in modo importante sui consumi delle famiglie.

In generale, quindi  lo scenario si caratterizza per una profonda incertezza sul futuro, legata a un costo del denaro molto alto a  un calo dei consumi, causato da un'inflazione che erode il potere di acquisto delle famiglie. Tutto questo frena molto gli investimenti delle imprese”. 

Quali iniziative avete messo in campo per supportare le imprese in questa fase complessa?

Abbiamo collaborato con altre associazioni di categoria e con Regione Liguria, che, attraverso Cassa Commercio Liguria, ha stanziato fondi per sostenere gli investimenti delle imprese del settore del commercio con contributi per abbattimento dei tassi e in parte anche a fondo perduto.

Questa operazione ha dato un ottimo risultato e lassessore regionale allo sviluppo economico Andrea Benveduti ci ha assicurato che la regione riprenderà questa importante iniziativa anche nel nuovo anno, con la nuova programmazione dei fondi europei.

Questo è risultato più importante che abbiamo avuto quest’anno. Grazie a questa misura molte imprese hanno potuto fare investimenti importanti”.

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Quali interventi invece richiedete al governo per rilanciare il settore?

Servono meno oneri burocratici. Le imprese sono obbligate a rivolgersi a professionisti esterni sostenendo costi molto pesanti. Inoltre bisogna aiutare famiglie e imprese per rilanciare i consumi.

Alcune misure che il governo ha messo nella nota di aggiornamento al Def, come la defiscalizzazione degli aumenti contrattuali e di tutto quello che riguarda il welfare aziendale sono molto interessanti.

Bisogna vedere se questi temi si tradurranno in provvedimenti concreti, ma sicuramente il fatto che il Governo stia affrontando questi argomenti è molto importante. 

E’ necessario inoltre introdurre in generale una forte defiscalizzazione per le imprese di piccole dimensioni, ovvero quelle con volumi d’affari al di sotto dei 400.000 euro su base annua.

Si tratta in concerto di quei negozi di vicinato che stanno chiudendo sotto il peso di una fiscalità troppo alta e di una forte burocrazia. Se si continua così i centri storici subiranno una desertificazione commerciale e ciò avrà un impatto negativo anche sul turismo”.

Lei ha citato il concetto di desertificazione commerciale. Un altro tema di cui si parla molto è anche quello della desertificazione bancaria. 

Abbiamo assistito in questi anni a una riduzione della presenza delle banche sui territori, legata alla necessità di diminuire i costi. Ciò ha fatto sì che in molti Comuni non ci sia più uno sportello.

Sicuramente la maggior parte dell’operatività delle imprese si svolge online, tuttavia la presenza della banca sul territorio è un surplus importante, soprattutto se lo si interpreta nei termini di un rapporto più stretto con limpresa e con i suoi bisogni.

Oggi il rapporto banca/azienda tende a ridursi a dati e percentuali, mentre viene trascurato il rapporto di conoscenza con l’azienda, che avveniva in passato attraverso il direttore di banca presente sul territorio.

Oggi questa conoscenza non esiste più. Ciò rappresenta un danno per il nostro sistema economico, che è fondato sulle piccole e medie imprese”.

Invece in tema di transizione ecologica e digitale a che punto siamo sul territorio, ad esempio nel comparto turistico?

Il turismo è un settore in grande fermento. Il turista oggi è cambiato: prenota online, non fa più lunghe vacanze nello stesso posto, ma tende a spostarsi e a fare soggiorni brevi, a prediligere strutture green.

Per questo motivo è fondamentale avere un’offerta in linea con questo sentiment, potenziando tutti quegli aspetti legati al digitale o al green, tra cui servizi legati al benessere, trekking o noleggio di bici. 

Per quanto riguarda il commercio, invece la grande sfida è quella del digitale. In questambito è chiaro che c’è ancora molta strada da fare e noi come associazione stiamo accompagnando le imprese in questo importante percorso di innovazione.

Molte imprese però stanno già affiancando alla vendita in presenza l’e-commerce, uno strumento assolutamente utile se si colloca in determinate nicchie di mercato caratterizzate da livelli di qualità molto alti.

Questa scelta ha portato a un aumento dei fatturati. Un discorso analogo può essere fatto per il turismo, dove gli strumenti digitali sono sempre più richiesti”. 

Passiamo invece al Pnrr, quale opportunità rappresenta il piano per il Paese e quali ricadute positive ci possono essere per il vostro settore?

Il Pnrr è uno strumento indispensabile, perché mette in circolo nuova linfa nell'economia, rendendo disponibili risorse finanziarie per le aziende che a loro volta producono occupazione.

Inoltre il piano libera risorse per altri investimenti necessari, ad esempio, a un forte rinnovamento in ambito infrastrutturale, con investimenti specifici legati all’ammodernamento delle autostrade e della rete ferroviaria, che nella nostra regione hanno bisogno di importanti interventi. Questi settori sono cruciali per promuovere il turismo sul territorio”.

Di Monica Giambersio
(Riproduzione riservata)

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