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27/10/2022

Berardi (Artigiani Trentino): «Caro-energia impatta su un settore che funziona. Dl Aiuti goccia nel mare»

(Nicola Berardi, direttore generale di Associazione Artigiani Trentino)

A colloquio col direttore generale dell’associazione regionale di categoria: «Bollette più che triplicate. Occorrono misure strutturali»

Rialzo dei tassi, decreto aiuti, transizione ecologica. CUORECONOMICO ha parlato con Nicola Berardi, direttore generale di Associazione Artigiani Trentino della situazione del comparto.

Il Trentino conta 150.000 aziende iscritte alla Camera di Commercio, di cui 13.000 nel settore dell’artigianato Preoccupano il caro bollette ed energia e secondo l’associazione il Governo deve farsi carico di questi oneri e deve diminuire le tasse.

L’artigianato è un settore molto importante per il Trentino: qual è la situazione del comparto e quali sono le prospettive?

«Quasi tutti i comparti del nostro mondo stanno lavorando e questo è un aspetto positivo perché nella nostra regione esistono tantissime aziende che appartengono al mondo delle costruzioni.

I provvedimenti del governo, con benefici fiscali, tra cui il 110%, hanno generato margini positivi nella filiera quindi per fortuna stanno producendo lavoro».

«Abbiamo però una situazione di grandissima preoccupazione, legata alla crisi energetica, che riguarda tutto il mondo economico ed iniziamo a vedere i primi impatti molto negativi che hanno colpito tutte le aziende.

Abbiamo verificato l’impatto della crisi sulle nostre società che sono generalmente piccole, micro e anche più strutturate, fino 50 dipendenti.

Abbiamo controllato i dati e se la bolletta di gennaio dell’anno scorso per una piccola ditta era di 6.000 euro, quest’anno alla fine del terzo trimestre era di 10.000 euro».

«Parlando di imprese più grandi che producono materie plastiche, nel luglio 2021, un’azienda ha pagato 64.000 euro, mentre l’anno successivo ha pagato più di 240.000 euro.

Questo denota che l’impatto è stato devastante. Le società non possono scaricare tutti i costi sul cliente finale, quindi, alcune delocalizzano la produzione perché cercano paesi dove hanno meno costi energetica».

Recentemente il presidente di Confartigianato Trentino ha lanciato un appello per favorire l’accesso al credito delle MPI dopo l’aumento dei tassi da parte della BCE. State riscontrando problemi?

«La notizia ovviamente è negativa, perché molte aziende durante il periodo Covid, hanno contratto mutui con le banche coi tassi di interesse del mercato che dureranno anni.

Vivendo in una provincia autonoma sfruttiamo però le competenze dello statuto dell’autonomia della provincia di Trento, come un disegno di legge provinciale in discussione che prevede l’abbattimento degli interessi dell’1,5% per i prossimi due anni sulle nuove linee di credito.

Lo facciamo per aiutare le aziende a recuperare le liquidità che servono per pagare le bollette».

Siete soddisfatti delle misure del Dl Aiuti Bis e Ter?

«La soddisfazione è moderata perché lavorare sull’azzeramento degli oneri di sistema delle bollette, piuttosto che sulla compensazione dell’acquisto dei crediti sugli oneri di energia, è solo una goccia nel mare che aiuta poco.

Abbiamo eseguito una simulazione sull’azzeramento degli oneri di sistema ed incide soltanto del 5%: purtroppo non è sufficiente».

La transizione ecologica tocca anche voi: cosa avete fatto per rimanere al passo coi tempi?

«Questo è un discorso più futuristico perché parlare di transazione ecologica e di sostenibilità ambientale sarà il prossimo futuro. Sosteniamo da sempre l’importanza dell’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia.

Per fortuna tanti imprenditori sono stati molto previdenti con l’utilizzo dei pannelli fotovoltaici e l’energia solare sui loro capannoni, e in alcune zone del Trentino, come nella Val di Non, questi pannelli sono stati sistemati molti anni addietro.

Stiamo spingendo perché la provincia legiferi su un’altra fonte di energia rinnovabile che è la biomassa rilevata dagli scarti del legname. Infine, questa è una terra ricca di acqua, con molti fiumi, e investiamo anche sull’utilizzo di questa importante fonte».

Cosa chiedete al nuovo governo?

«Al nuovo governo chiediamo molto ma se volessi soffermarmi sulla tematica principale in questo momento di emergenza non posso non citare la crisi energetica per aiutare il sistema economico e sociale.

La luce e i costi delle materie prime, sono un altro motivo, insieme alla filiera delle costruzioni e al 110%, perché tante aziende si trovano in una situazione problematica.

Infatti, coi lavori delle ristrutturazioni, di riqualificazione energetica e del 110%, molti imprenditori hanno acquistato crediti fiscali però non riescono a cederli alle banche.

Tutto ciò sta creando una crisi di liquidità non indifferente con aziende esposte per migliaia di euro. Deve essere sbloccata questa situazione, per creare nuovamente le condizioni di avere finanze. Poi occorre ripensare alle misure del 110% fiscale cercando di abbassarle e di renderle strutturali».

Di Andrea Rizzatello 
(Riproduzione riservata)

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