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19/12/2024

Bezzi (Cisl Trentino): “Economia positiva. Le nostre sfide? Sicurezza sul lavoro, sostenibilità e il problema abitativo”.

(Michele Bezzi, Segretario generale Cisl Trentino)

La forte vocazione turistica del Trentino - Alto Adige mantiene positivi i dati sull’economia territoriale. Oggi le sfide si concentrano sulla qualità abitativa della regione, che spesso fa i conti con spopolamento e infortuni sul lavoro.

Di seguito l’intervista a Michele Bezzi, Segretario generale Cisl Trentino

Qual è la situazione attuale delle condizioni e della sicurezza dei lavoratori in Trentino? Quali sono le principali criticità riscontrate e come la CISL intende affrontarle per garantire maggiore tutela e prevenzione?

“Il 2024 è stato un anno in cui abbiamo registrato un aumento di infortuni, purtroppo anche mortali, e di malattie professionali. Come CISL riteniamo assolutamente necessario agire con maggiore incisività aumentando gli investimenti in formazione e informazione, assumendo più ispettori, potenziando i controlli non solamente con finalità punitiva ma soprattutto preventiva. Il problema principale rimane la composizione del nostro tessuto economico, rappresentato principalmente da micro imprese dove spesso non è presente un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Nel settore dell’artigianato, da molti anni, e ultimamente anche in quello del terziario sia riusciti a introdurre la figura dell’ RLST (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale) purtroppo rileviamo ancora molte difficoltà nell’introduzione di tale rappresentante nel settore edile e in agricoltura. Per garantire maggiore tutela ai lavoratori è assolutamente necessario continuare una azione formativa che porti una vera cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro a partire dal suo inserimento nei programmi scolastici. Lavoro e sicurezza sono diritti essenziali per la dignità di ogni persona”.

Come valuta l'andamento del tessuto imprenditoriale in Trentino, tra le sfide legate alla crisi economica e le opportunità offerte dai fondi europei? Quali settori ritiene stiano trainando o potrebbero trainare la ripresa economica regionale?

“I dati della nostra economia sono mediamente positivi anche se aumentano le differenze tra i vari settori. Soffrono maggiormente il manufatturiero, più legato a dinamiche globali, e l’edilizia mentre sono positivi i risultati del terziario e del commercio poiché maggiormente dipendenti dalla domanda interna. Il settore turistico sta attraversando un ottimo periodo ma è innegabile che per rimanere al passo con i cambiamenti climatici e con le mutate tendenze dovrà essere sempre più un turismo sostenibile e di qualità. La sostenibilità non sarà una sfida solo per il turismo ma per tutto il nostro tessuto imprenditoriale. Il nostro è un territorio molto piccolo posizionato tra le grandi Regioni del nord Italia e la Baviera per trainare la nostra economia è necessario che tutte le nostre imprese accrescano la capacità di fare rete e sistema puntando sulla qualità e l’innovazione. Abbiamo un’opportunità con la transizione ecologica e digitale se sapremo creare un modello “Trentino sostenibile” dove fare impresa significa essere attenti alla sostenibilità ambientale e alla coesione sociale, essere capaci di affrontare le sfide di domani valorizzando i lavoratori elevando la partecipazione degli stessi all’impresa sia nell’organizzazione sia nel capitale, salvaguardando l’ambiente ed il territorio potremmo guardare al futuro con ottimismo”.

Lo spopolamento di alcune aree del Trentino è un fenomeno che preoccupa molte comunità locali. Quali iniziative potrebbero essere messe in campo per contrastarlo e attrarre nuove generazioni, valorizzando al contempo il territorio e il suo potenziale economico?

“Il tema è assolutamente centrale ed è difficile affrontarlo in poche righe. Di sicuro per invertire la tendenza occorre risolvere prima di tutto il problema abitativo. Oggi in alcune zone, soprattutto in quelle a vocazione turistica, è difficile trovare soluzioni abitative in affitto poiché molti appartamenti sono utilizzati per locazioni brevi a uso turistico. Questo problema non riguarda solamente i potenziali nuovi residenti ma negli ultimi anni anche i lavoratori impiegati nelle stagioni turistiche o nell’agricoltura. Accanto il problema abitativo è necessario valorizzare i vantaggi del vivere in zone periferiche puntando prima di tutto sulla qualità della vita, le relazioni sociali e per farlo occorre potenziare soprattutto servizi alle famiglie così da mettere in secondo piano il disagio del trasferimento quotidiano verso il luogo di lavoro poiché la maggior parte delle imprese sono collocate nel fondo valle. Con uno slogan: “più case e più servizi in periferia”.

Di Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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