mar 28 apr 2026

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Bizzotto (Uil VdA): “Puntare su innovazione green e digitale per attrarre lavoratori”

(Ramira Bizzotto, segretaria della Uil Valle d’Aosta)

La segretaria del sindacato a CUOREECONOMICO: “Sono sfide per noi cruciali per la crescita economica, che devono trasformarsi anche in uno strumento utile a riportare lavoratori sul nostro territorio, in questa fase in cui il lavoro transfrontaliero sta crescendo in modo importante. Tanti, soprattutto in alcuni settori, hanno lasciato per andare a lavorare in Svizzera dove ci sono stipendi più alti”

L’importanza di sfruttare al meglio le risorse del Pnrr per favorire la mobilità sostenibile e l’approvvigionamento energetico green. Il ruolo chiave della formazione per diffondere in modo capillare la cultura della sicurezza sul lavoro.

E la necessità di accompagnare i cittadini, soprattutto le fasce più anziane, nella fruizione dei servizi online offerti dalle banche in uno scenario che vede chiudere sempre più filiali.

Di questi temi abbiamo parlato con la segretaria della Uil Valle d’Aosta, Ramira Bizzotto, che ha spiegato a CUOREECONOMICO come l’innovazione green e digitale rappresenti uno strumento chiave per attrarre lavoratori sul territorio, in una fase come quella attuale in cui sta crescendo notevolmente il fenomeno del lavoro transfrotnaliero.

Veniamo da una fase economica complessa che, dopo la pandemia e l’emergenza energetica, ora vede anche il forte aumento del costo del denaro. Come tutto questo sta impattando sull’economia della regione?

Facendo un bilancio, possiamo dire che le imprese valdostane, soprattutto quelle di maggiori dimensioni, si sono mostrate molto resilienti in questa complessa fase economica.

Un comparto che però ha sofferto è stato invece quello del turismo, che ora, dopo e difficoltà di pandemia e crisi energetica, deve gestire anche le criticità legate alla chiusura per lavori del tunnel del Monte Bianco che dureranno 2 o 3 mesi ogni anno per i prossimi 18 anni.

Un’altra questione è poi quella dei lavoratori transfontalieri, un fenomeno che in passato non ha mai rappresentato un problema, ma che oggi - anche a causa dell’aumento del costo del denaro - si è acuito, creando delle criticità in determinati settori professionali, soprattutto per la concorrenza con la vicina Svizzera.

In particolare molti dei nostri operatori sanitari si sono dimessi per andare a lavorare in Svizzera, perché lì hanno degli stipendi molto importanti, così come i lavoratori del settore trasporti, tra cui ad esempio gli autisti.

Si tratta di un trend  che viene favorito anche dall’elevato costo della vita in Valle d’Aosta. Una soluzione efficace per cercare di invertire questa tendenza sarebbe quella di innalzare i salari e abbassare il costo della vita”.

Sul fronte occupazionale qual è ia situazione nella regione?

Il livello dell’occupazione sta notevolmente aumentando. La Regione aveva aveva messo in campo delle forme di incentivazione per i datori di lavoro che assumevano sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato e questa scelta ha dato suoi frutti. A essere cresciuta è soprattutto l’occupazione femminile, cosa che ci fa ben sperare.

Tuttavia va segnalato che a i contratti sono principalmente a tempo determinato. Anche se oggi il posto fisso, in particolare quello nel pubblico impiego, ha perso di appeal, soprattutto per le giovani generazioni. I nostri ragazzi oggi sono molto più attratti da lavori flessibili. Sono aumentate molto le partite Iva”.

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Per quanto riguarda invece la sicurezza sul lavoro a che punto siamo?

Su questo tema stiamo lavorando tantissimo, ma ci sono diverse criticità. Ad esempio nella sede dell’Inail in Valle d’Aosta non abbiamo personale sufficiente e con i pensionamenti di quest’anno  il numero di dipendenti dell’ente si ridurrà ulteriormente.

Tutto ciò impatta in modo negativo sulla sicurezza del lavoro. A ciò si aggiunge anche la questione dell’accorpamento dell’ispettorato del lavoro della Valle d’Aosta con quello dell’area metropolitana di Torino”. 

In quali ambiti bisogna intervenire per garantire il più possibile la sicurezza sul lavoro?

E’ fondamentale fare formazione. Stiamo lavorando con Confindustria e con gli altri sindacati per rendere quest’ambito il perno di un approccio alla sicurezza che ponga al centro la prevenzione.

Come sindacato continuiamo poi a essere presenti e formare in modo mirato i nostri Rls (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza ndr).

Quando ci sono degli infortuni importante è infatti fondamentale avere delle figure adeguatamente preparate a individuare le diverse responsabilità in gioco. E’ un tema delicato a cui va dedicata molta attenzione. 

In generale la formazione riveste un ruolo di primo anche per andare incontro alle nuove sfide che stanno investendo il mondo del lavoro riscrivendone completamente gli assetti in modo molto rapido”.

Due sfide cruciali sono sicuramente quelle legate alla transizione ecologica e digitale. A che punto siamo in Valle d’Aosta da questo punto di vista e qual è l’importanza di realizzare una “transizione giusta” che non lasci indietro nessuno?

Si tratta di due sfide di primaria importanza su cui stiamo lavorando molto. C’è un tavolo dedicato alle politiche del lavoro che riunisce mensilmente rappresentanti della Regione, dei sindacati, del settore pubblico e privato, dell’industria e del mondo artigiano.

Tra i temi che di cui si discute c’è sicuramente la necessità di accompagnare le imprese in questi importanti percorsi di innovazione legati alla sostenibilità, al digitale. Non manca poi una riflessione sugli orizzonti legati all’intelligenza artificiale.

Si tratta di sfide per noi cruciali, che devono trasformarsi anche in uno strumento utile a riportare lavoratori sul nostro territorio, in questa fase in cui il lavoro transfrontaliero sta crescendo in modo importante.

Le imprese sono molto attente a questi temi e la Regione sta andando incontro a queste istanze. A gennaio inizieremo a lavorare, insieme alle diverse parti sociali coinvolte, su un progetto, attualmente ancora in fase di elaborazione, per favorire questi processi virtuosi di innovazione sostenibile e digitale”.

Come impatta invece la desertificazione bancaria sul territorio della regione?

Questo fenomeno genera problemi soprattutto nelle fase più adulte della popolazione, che hanno poca dimestichezza con gli strumenti digitali e che quindi hanno difficoltà a utilizzare l’home banking.

Come sindacato abbiamo organizzato dei corsi per dare supporto agli anziani che spesso hanno paura di frodi o semplicemente di fare degli errori nell’uso dell’app della banca”.

Infine il Pnrr. Quale opportunità può rappresentare il piano?

I Comuni stanno lavorando molto sul Pnrr. Il piano deve essere sfruttato per rilanciare tutti i diversi settori della regione e introducendo o potenziando tutti quei servizi che mancano sul territorio o che sono particolarmente carenti. Mi riferisco ad esempio al settore energetico, a quello della viabilità e in generale alla tutela ambientale.

In Valle d’Aosta abbiamo il grosso problema della viabilità. Si è puntato molto sul trasporto su gomma e sono state trascurate alternative più sostenibili. Il Pnrr può invece aiutare a promuovere progetti legati alla mobilità green. La nostra regione ha infatti un patrimonio naturale di altissimo valore e dobbiamo tutelarlo e valorizzarlo il più possibile”.

Di Monica Giambersio
(Riproduzione riservata)

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