Bolletta da mezzo milione, Caroli Hotels chiude quattro alberghi in Salento

La decisione arriva a fronte della difficoltà a far fronte al pagamento: 275 dipendenti licenziati. Neglia (Filcams Puglia): "Subito interventi a sostegno delle imprese". Federalberghi: "Rischia di non essere un caso isolato". Assohotel: "Politiche incisive, non palliativi"
Una bolletta da 500.000 euro è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Così la Caroli Hotels ha deciso di chiudere quattro alberghi fra Gallipoli e Santa Maria di Leuca: "Nonostante gli ottimi risultati in termini di affluenza di turisti, - dice Barbara Neglia - segretaria generale di Filcams Puglia - Caroli Hotels, non riuscendo a far fronte al pagamento dell'utenza di energia elettrica, decide di chiudere. Parliamo di una realtà con oltre cinquant' anni di storia e attività sul nostro territorio". Vengono così licenziati 275 dipendenti
"Ancora una volta - evidenzia - problemi di carattere gestionale ricadono sui lavoratori e sulle lavoratrici che hanno garantito il successo della stagione estiva con disponibilità, professionalità e flessibilità".
L'auspicio è che "ci sia un intervento delle istituzioni di sostegno alle imprese, ispirato dal confronto con parti sociali e associazioni datoriali, e che l'azienda possa ripensare a una scelta che metterebbe in forte difficoltà economica trecento famiglie, depaupererebbe l'offerta di un territorio a forte vocazione turistica e creerebbe un pericoloso precedente per gli altri operatori presenti in Salento".
Federalberghi e Assohotel: senza aiuti non sarà caso isolato
"Il caso degli alberghi del Salento non sarà l'unico, nel prossimo mese ne vedremo tanti altri, la situazione per il nostro settore è drammatica e non possiamo permetterci di aspettare il 2024 - dice Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi.
Bocca fa l'esempio del suo gruppo, Sina Hotels: "Spendiamo 100.000 euro al mese per ogni albergo, in pratica ci bruciamo le entrate di quest'anno con gli extra costi energetici da luglio a fine anno".
Da qui la protesta e l'appello: "Non si può chiedere alle aziende di lavorare in perdita e non si può dire che bisogna avere pazienza, perché nel 2024 saremo autonomi, a quella data bisogna arrivarci e per un'azienda non è facile".
Serve un intervento politico, insiste Bocca, e serve un intervento europeo come è stato per la pandemia da Covid.
"Altrimenti in Italia rischiamo di avere in piazza 1 milione di disoccupati perché le aziende costrette a chiudere saranno tante".
L'Italia, dice, "è l'anello debole della catena, i tedeschi hanno avuto il super investimento del governo, i francesi hanno il nucleare e noi rimaniamo con il cerino in mano, anche perché non possiamo sapere quando finirà questa crisi. Non è possibile che sia così: la politica intervenga e lo faccia subito".
Giancarlo De Venuto, presidente della sezione di Lecce di AssoHotel, ha lanciato un appello. "Invoco politiche incisive non metodi palliativi per evitare che altre imprese alberghiere gettino la spugna.
Bisogna reagire immediatamente, calmierare i prezzi in maniera sensibile, per evitare il rischio di avere i turisti ma non avere le imprese dove accoglierli", dice.
Redazione Cuoreeconomico
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