Bolognese (Confesercenti Sardegna): “La Manovra non aiuta il settore e il trimestre anti-inflazione non ha funzionato”

(Roberto Bolognese, Presidente di Confesercenti Sardegna)
Il presidente dell’associazione di categoria a CUOREECONOMICO: “Sul Pnrr occorre snellire la burocrazia, perché con i suoi tempi e con le sue procedure ha rallentato tante opere e già adesso la nostra regione sembra in ritardo nella spesa dei fondi rispetto ad altre”
Se è vero che il Pnrr è sta andando verso la quinta rata, il passaggio delle risorse verso i comuni risulta assai complicato e con i ritardi fin qui accumulati sulla realizzazione dei progetti.
D’altronde la Corte di Conti ha certificato che al di là della parificazione di Bilancio con un fondo cassa di 2,9 miliardi di euro le difficoltà di spesa e di programmazione risultano evidenti.
“Il Pnrr è uno strumento di portata storica per lo sviluppo della Sardegna, ma ci preoccupa la cattiva burocrazia perché con i suoi tempi e con le sue procedure ha rallentato tante opere e già adesso la nostra regione sembra in ritardo nella spesa dei fondi rispetto ad altre zonei”, dice Roberto Bolognese, Presidente di Confesercenti Sardegna.
“Ci auguriamo - continua - che il la Regione e il Governo vadano oltre i buoni propositi e si impegnino per migliorare il sistema dei bandi e della realizzazione delle opere”
Presidente, ora che la Bce ha imposto un limite al costo del denaro pensa che la situazione dei prestiti possa migliorare?
“Al di là dei proclami, il costo del denaro ha impattato duramente sulle famiglie e sulle imprese e oggi chiedere un prestito è diventato quasi impossibile. I tassi a doppia cifra hanno messo in difficoltà tutta la filiera commerciale e non basteranno certo pochi mesi per tornare alla situazione a cui eravamo abituati”.
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Per una regione come la Sardegna la preoccupa la desertificazione bancaria?
“Sì, perché per massimizzare il profitto le banche chiudono le loro filiali e questo coincide con la desertificazione dei servizi come la scuola e i centri di assistenza per gli anziani. Questa tendenza si registra soprattutto nei piccoli centri e con la denatalità il rischio di spopolamento è sempre più concreto.
Penso che le istituzioni debbano guardare al futuro dei piccoli comuni e attuare politiche per la tutela delle piccole attività perché non rappresentano solo una fonte economica ma hanno anche un valore sociale sui territori”.
Venendo alle politiche del Governo, come giudica la Manovra?
“In questi ultimi due anni il potere di acquisto delle famiglie è sceso e questa situazione di ristrettezza si è ripercossa anche nelle vendite al dettaglio, quindi ci saremmo aspettati di più dalla Manovra, a cominciare dalle detassazioni delle tredicesime in vista del Natale e di usare le risorse a disposizione per abbassare il costo del lavoro, che chiediamo da anni.
Ritengo che il Patto anti-inflazione con il carrello tricolore sia un flop perché favorisce le grandi catene che fanno promozioni sui prodotti esposti”.
Pensa che sia giusto posticipare i saldi?
“Certamente, perché il tempo è cambiato rispetto agli anni precedenti e quindi trovo giusto posticipare la stagione.
D’altronde molti prodotti come cappotti, sciarpe sono rimasti sugli scaffali e credo che si debba cambiare la legge sui saldi perché avvantaggia i gruppi commerciali che impongono sconti continuamente ma che in realtà sono solo strategie di marketing”.
Con l’istituzione della Zona economica unica, crede che la Sardegna possa dare nuove opportunità?
“Sì e la Regione sta facendo bene con i nuovi progetti. Giusta anche la politica sul fronte delle imposte che vanno dal 30 al 50 percento perché ha una sua logica e soddisfa le attività imprenditoriali in Sardegna. Non ci convince il fondo di 1,8 miliardi per tutto il Sud perché ciascuna regione ha le proprie specificità”.
Di Matteo Melani
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