ven 20 mar 2026

Seguici su:

07/06/2023

Bonaccini (Regione ER): "Tenere unite emergenza e ricostruzione, economia locale vale 38 miliardi"

(da Sx Vincenzo Colla, Adolfo Urso e Stefano Bonaccini)

Il presidente della Regione Emilia-Romagna parla a margine dell'incontro col ministro delle Imprese. "L'area colpita dall'alluvione da sola vale 10 miliardi di export. Ora serve un confronto di sistema per ripartire". Urso: "Ho incontrato persone straordinarie che non si arrendono, che hanno deciso di rimboccarsi le maniche e ripartire nonostante i gravi danni e le difficoltà. Fase 2 già cominciata"

La grande sfida è passare dall’emergenza alla ripartenza, senza accusare il colpo e soprattutto, senza fermarsi. Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna parla da commissario alla ricostruzione post alluvione anche se questo incarico probabilmente non lo otterrà in questa fase.

Incontrando le imprese danneggiate, insieme al ministro Adolfo Urso, ha chiarito che “Dobbiamo tenere insieme il più possibile l'emergenza con la ricostruzione - afferma Bonaccini - perché abbiamo situazioni differenti di danni.

Dobbiamo agire per far sì che prima dell'autunno e dell'inverno si possa intervenire  per quanto riguarda le infrastrutture”.

Una fase nuova, quella che si apre per l’Emilia-Romagna, che il Governo ha voluto siglare con una nuova intesa che integra il piano per la banda ultra-larga in Emilia-Romagna - prima Regione a sottoscrivere l’Addendum - per un investimento complessivo che sale a oltre 103 milioni di euro, con 45 milioni di risorse aggiuntive.

Il Decreto del Governo approvato subito nei giorni successivi l’alluvione è un buon punto di partenza - afferma Bonaccini -, con i primi 2 miliardi stanziati e, in particolare, le risorse destinate alla salvaguardia del lavoro.

Ma con l’Esecutivo condividiamo la consapevolezza che per la ripartenza e la ricostruzione serviranno molti più fondi, fino a quattro, cinque volte di più.

C’è la voglia di fare presto e bene, come dimostra anche questa nuova intesa sulla banda ultra-larga, infrastruttura fondamentale per il nostro sistema sociale e produttivo”.

Si tratta di un altro tassello importante”, dice il presidente della Regione Emilia-Romagna, sottolineando che è “dal giorno dell’emergenza c’è stato un lavoro continuo, di squadra e a tutti i livelli. Perché è con le azioni concrete che si realizza la voglia di ricostruire”.

La locomotiva non vuole fermarsi

Bonaccini guiderà la delegazione che insieme ai sindaci del territorio ed a quelli di Marche e Toscana, con i rispettivi presidenti, è pronta ad incontrare il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, per fare il punto proprio su questo, ma intanto, insieme con Urso - e accompagnato dall’assessore regionale allo sviluppo economico Vincenzo Colla - ha fatto la conta dei danni.

Stiamo parlando di un’area - spiega Bonaccini -, che da sola vale 10 miliardi di export con circa 130.000 imprese, oltre 443.000 occupati, un valore aggiunto che supera i 38 miliardi di euro.

Questo grazie alle sue eccellenze nell’agroalimentare, nel settore vinicolo, in quello avicolo, nella moda e calzaturiero, nel fitness, ma anche nella meccatronica, oltre ovviamente all’industria del turismo”.

L’incontro è servito a fare il punto sulla situazione e le misure necessarie a favore delle attività produttive colpite dall’alluvione, anche in relazione alle misure già adottate dal Governo  per le aziende.

Previsto il rafforzamento degli interventi del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese che hanno subito danneggiamenti o che hanno dovuto fermarsi, anche solo parzialmente, e contributi a fondo perduto a sostegno delle imprese esportatrici.

Nonché la sospensione dei termini di versamenti - dal 1. maggio 2023 e fino al 30 giugno 2023 - di versamenti riferiti al diritto annuale, degli adempimenti contabili e societari, di rate di mutui e di finanziamenti di qualsiasi genere, dei pagamenti di canoni per contratti di locazione finanziaria aventi oggetto edifici divenuti inagibili.

GUARDA LA NOSTRA VIDEO INTERVISTA A BONACCINI

Subito un confronto di sistema

Ora serve un confronto di sistema - spiega Bonaccini - per individuare subito, insieme alle rappresentanze del territorio, le priorità degli interventi, compreso un piano di messa in sicurezza del territorio, dagli interventi di prima emergenza a quelli strutturali”.

La coesione e la collaborazione istituzionale - conclude il presidente della Regione - per noi qui sono una prassi consolidata e il lavoro fra Stato, Regione e Comuni deve proseguire affinché ognuno faccia la sua parte per dare risposte rapide, efficaci e durature.

Qui famiglie e imprese non vogliono assistenzialismo, ma la possibilità di riprendere subito la propria attività e di ottenere il pieno risarcimento dei danni subiti”.

Urso: vogliamo dare un segnale

"Noi vogliamo far ripartire" l'Emilia-Romagna che è la locomotiva del Paese, proprio per dare un segnale anche agli altri di come l'Italia, insieme, possa farcela", ha sottolineato il ministro Urso.

La seconda fase è già cominciata - aggiunge - Di quei 2 miliardi di euro stanziati con il decreto per l'emergenza alluvione in Emilia-Romagna, oltre la metà sono stati destinati da subito al sistema produttivo e sociale sia con interventi diretti sulle imprese come il fondo di garanzia, sia con interventi nel sistema sociale attraverso l'utilizzo ampio della cassa integrazione.

Si può fare di più, avendo preso atto quali sono le aree, i settori produttivi e le imprese maggiormente colpiti. Perché noi dobbiamo mirare bene gli interventi in modo che siano efficaci e tempestivi e con ottimi risultati".

Riattivare il tessuto produttivo

"Ho incontrato persone straordinarie che non si arrendono, che hanno deciso di rimboccarsi le maniche e ripartire nonostante i gravi danni e le difficoltà", ha concluso Urso, che oltre alla ricognizione ha effettuato anche un incontro con i rappresentanti delle associazioni di categoria, alla prsenza anche del viceministro delle infrastrutture Galeazzo Bignani, di Carlo Battistini, presidente della Camera di Commercio della Romagna, di Giorgio Guberti, a capo di quella di Ferrara e Ravenna e di Valerio Veronesi, numero uno di quella bolognese: “Ascoltare le istanze delle imprese del territorio - ha sottolineato il ministro - è fondamentale per la realizzazione della fase 2, dopo i provvedimenti di urgenza che abbiamo già messo in campo.

Dobbiamo fare ogni sforzo per accelerare la riattivazione del tessuto produttivo di un territorio che rappresenta uno dei più significativi e importanti centri trainanti dell’economia nazionale”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com