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14/11/2022

Bonomi (Confindustria): "Dl Aiuti, manca intervento strutturale su lavoro"

(Carlo Bonomi, presidente Confindustria)

Il numero uno degli imprenditori è intervenuto al Forum della piccola industria: "Col cuneo fiscale possibile grande risparmio su tasse. Trivellazioni necessarie per il Paese. Fringe benefit  è solo per pochi"

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi interviene al Forum della Piccola Industria toccando diversi temi. Il Dl Aiuti, prima di tutto: "Abbiamo visto del provvedimenti positivi, le risorse stanziate per contenere il caro bollette, il provvedimento sul gas release, l'intenzione comunque di la barra dritta sulla finanza pubblica. Quello che secondo noi sta mancando è un intervento strutturale sui temi del lavoro", dice.

Cuneo fiscale e inflazione

E rilancia sul taglio del cuneo fiscale: "Noi abbiamo un cuneo fiscale del 46% ed è lì che bisogna intervenire. Le urgenze che abbiamo fatto presente al governo oggi sono dedicare tutte le risorse sul caro bollette, avere un grande occhio alla finanza pubblica, e fare degli interventi importanti sul tema del lavoro, il primo dei quali è il taglio al cuneo fiscale", ha spiegato Bonomi.

"Se vogliamo rimettere soldi in tasca agli italiani, specialmente quelli con redditi bassi che hanno sofferto durante la crisi e stanno soffrendo i colpi dell'inflazione, bisogna tagliare le fasce", aggiunto.

"Un Paese che spende oltre mille miliardi all'anno di spesa pubblica può riconfigurare il 4/5% di questa spesa, quindi cinquanta/sessanta miliardi, e avere le risorse per fare questo intervento", ha concluso su questo punto.

Il presidente di Confindustria non è invece affatto convinto del provvedimento sui fringe benefit fino a 3000 euro che le aziende potranno erogare : "La platea dei lavoratori che ne potrebbero usufruire è molto ridotta, i primo conteggi parlano di circa il 17%.

E poi - ha proseguito Bonomi - non ci convince perchè si sposta la palla sul campo delle imprese, alcuni lo potranno fare ma altre imprese non avranno lo spazio di bilancio e di finanze per farlo. La soluzione di responsabilità deve essere da parte del governo: il taglio delle tasse sul lavoro".

Altro tema chiave, quello dell'inflazione: " Purtroppo vediamo il rischio di un credit crunch (una stretta sul credito ndr) dato anche dall' innalzamento dei tassi, specialmente per le politiche della Banca centrale europea che sta facendo una rincorsa da una parte di aumento dei tassi per cercare di calmierare l' inflazione ma dall' altra non tiene conto che la nostra è un' inflazione importata", aggiunge. 

Bonomi ha ricordato che l'inflazione Usa sulla quale sta intervenendo la Fed "è un' inflazione da crescita, mentra la nostra è un' inflazione dovuta all'aumento del caro energia perché se noi guardiamo la bilancia di pagamenti quest'anno, dopo undici anni, torna negativa per 60 miliardi ed è un importo quasi tutto dovuto all' energia.

Quindi - ha concluso - sul tema del credito una riflessione va fatta anche perché le piccole e medie imprese hanno necessità di fare investimenti per agganciare le transizioni e quindi hanno necessità di farvi ricorso".

Trivellazioni necessarie

Relativamente alla questione energetica esprime parere positivo alla riapertura delle trivellazioni: "Mi sembra che nel provvedimento - dice - sia stata identificata una zona ad oltre diciotto chilometri dalla costa che dovrebbe scongiurare quegli effetti di bradisismo che preoccupano.

Credo - ha aggiunto - che siamo in un momento in cui tutti stiamo soffrendo, abbiamo ricevuto tutti le bollette di conguaglio delle spese condominiali, non c' è una famiglia italiana che non sia stata colpita. Noi negli anni novanta avevamo una produzione nazionale di venti miliardi di metri cubi, oggi siamo a poco più di due".

"Poter pensare di avere un ulteriore impulso della produzione nazionale in sicurezza è nell' interesse di questo paese. Non sono un geologo - ha concluso Bonomi - quindi saranno i tecnici a dire quali giacimenti potranno essere utilizzati con sicurezza rispetto a eventuali impatti ambientali".

Redazione Cuoreeconomico
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