Bonomi (Confindustria): "Governo sia inappuntabile e coerente nelle scelte"

Parlando alla platea dei Giovani Imprenditori a Capri, il leader degli imprenditori sottolinea l'urgenza di intervenire sulle emergenze e sottolinea il valore delle nuove leve per il futuro
Ci sono "sfide drammaticamente urgenti" da affrontare, "attendiamo con impazienza la formazione del Governo per confrontarci", per presentare "la nostra visione".
Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, lo ha detto a chiusura del convegno dei Giovani Imprenditori a Capri
Il leader degli industriali italiani ha voluto lanciare un messaggio all’esecutivo che verrà: “Auspichiamo che si formi un Governo inappuntabile nelle persone che lo compongono, e fermo nella coerenza delle scelte necessarie per il Paese", avverte: siamo in una situazione che "non consente di perdere tempo", i nuovi ministri quindi "dovranno conoscere bene la macchina pubblica ed i dossier".
Giovani Imprenditori cruciali per il futuro del Paese
A Capri la politica è il convitato di pietra, al quale Bonomi e gli imprenditori si rivolgono: “Difenderemo industria e lavoro", aveva avvertito il leader dei Giovani imprenditori, Riccardo Stefano, impostando il dibattito: per l'emergenza inverno legata allo shock energia, ha stimato, serve "uno stanziamento fra i 40 e i 50 miliardi", anche con uno scostamento di bilancio se non interverrà l'Europa, "per salvare i posti di lavoro e le imprese che li creano".
Carlo Bonomi ha il compito di una sintesi alla chiusura della kermesse. Si sofferma in particolare sull' attesa "impaziente" per il Governo e sulla dialettica che dovrà esserci tra industriali e politica.
Si rivolge poi direttamente ai giovani per invitarli a non ripetere gli errori del passato: è un modo indiretto anche per ribadire l'urgenza di "riforme profonde".
Alla platea di giovani industriali dice: "Non dovete mai fermarvi di fronte all'idea 'questo non si può fare', perché non è vero.
Non dovete per forza seguire gli stessi falsi percorsi, dovete superare tutti i limiti di chi vi ha preceduto. Tocca a voi provarci: credeteci, dovete poter volare".
"Siamo ai primi giorni di una nuova legislatura", prosegue Bonomi, sottolineando che è "un momento importante" anche per gli imprenditori, "per ragionare insieme su analisi e proposte da trasmettere al futuro governo ed all' intera società italiani”.
Libera da preferenze partitiche, ma impaziente
Bonomi ricorda che Confindustria resterà come sempre "autonoma da qualunque preferenza partitica”. Ed evidenzia quindi "l'impazienza" per la formazione di un nuovo Governo per poter il prima possibile "confrontarsi sulle misure urgenti di cui ha bisogno questo Paese".
Per puntualizzare le 'regole del gioco' nei rapporti tra Confindustria politica, Bonomi cita Sergio Pininfarina (leader degli industriali dal 1988 al 1992), e ricorda una frase "rimasta - dice - nella mia testa e nel mio cuore e che è diventata una legge di Confindustria".
"Noi - queste le parole di Pininfarina - non facciamo campagne elettorali né vogliamo insegnare niente ai politici. Ma una cosa dobbiamo farla sempre: dire tutto quello che non ci convince delle misure assunte dalla politica e che è contrario non al nostro interesse ma a quello dell'Italia. E pazienza se ai politici non piace ciò che a noi sembra giusto".
"In questa frase c'è tutto lo spirito della nostra missione: mai cedere di un millimetro, non arretrate mai - dice alla platea di Giovani Imprenditori - perché servono le vostre energie quando suonano le campane dell'emergenza, non abbiate timore di dire ciò che secondo voi sarebbe meglio per il Paese perché servono le vostre energie per cambiare l'Italia".
Emergenza bollette subito
"L'urgenza - ha detto poi parlato al Tg1 - è il tema del caro bollette, per sostenere famiglie e imprese: questa la priorità dei primi 100 giorni del futuro governo.
Nel 2018 si pagavano 8 miliardi di euro, oggi 110 miliardi", ricorda dati alla mano. E per quanto riguarda la possibilità di fare maggior deficit, Bonomi parla di "estrema ratio, se l'Europa non fa quello che deve fare".
"Quello che auspico - ha aggiunto - è una spending review" per recuperare il 4-5% della spesa pubblica. Così avremmo risorse per affrontare l'emergenza".
Redazione Cuoreeconomico
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