Bonomi (Confindustria). "Pnrr non si attua tirando fuori i progetti fermi nei cassetti"

(Carlo Bonomi, presidente di Confindustria)
Il numero uno degli industriali all'assemblea di Ucima. "Qualsiasi progetto c'era lo abbiamo messo dentro senza una visione d'insieme e senza guardare un principio basilare. Mettiamo i fondi al servizio delle industrie che devono investire, come crediti di imposte"
"I fondi del Pnrr? Mettiamoli a servizio delle industrie, che devono investire, come crediti di imposta. Se cerchi di realizzare questi progetti da stazioni appaltanti quali Comuni, Province, Regioni, Città metropolitane... Serve una grande operazione di verità, dire al Paese: guardate queste sono le difficoltà e questo si può realizzare.
Visto che c'è l'industria manifatturiera che sta dimostrando di essere forte e strutturata, che deve investire su quello che l'Europa ci chiede, digitale e verde, date la possibilità di utilizzare dei fondi che non utilizzeremo".
Questa la ricetta che il presidente di Confindustria Carlo Bonomi suggerisce da Modena sull'utilizzo dei fondi del Pnrr.
"Diventa difficile accusare questo governo che non si riesce a realizzare il Pnrr perché questo è un piano sbagliato in origine. Per prendere tutti quei soldi - dice Bonomi parlando all'assemblea di Ucima in merito all'introduzione del Pnrr in Italia - si sono aperti i cassetti di tutti i ministeri e si è tirato fuori 'la qualunque'.
Cioè, qualsiasi progetto c'era lo abbiamo messo dentro senza una visione d'insieme e senza guardare un principio basilare.
Una rotonda in più o cinque chilometri di pista ciclabile non creano potenziale di crescita in più e quindi io sto indebitando le prossime generazioni. Noi stiamo indebitando gente che non è ancora nata e bisogna avere responsabilità nell'utilizzo di questi soldi".
Salario minimo: si sa bene chi paga poco
Bonomi interviene poi sulla questione del salario minimo, per il quale Confindustria ha mostrato aperture: "Ci sono effettivamente paghe basse? Sì. Sarebbe bello che i media andassero però a raccontare dove sono i salari bassi. - spiega - Quali sono i contratti sotto i nove euro lordi e chi li ha firmati.
Sarebbe interessante perché poi magari scopriamo che in Italia ci sono 44 contratti collettivi nazionali del lavoro dei metalmeccanici. Quarantaquattro".
"E se scopriamo magari che - continua Bonomi - qualche contratto che fa dumping sui metalmeccanici è firmato dagli stessi sindacati?
Bisognerebbe fare riferimento ai contratti maggiormente rappresentativi e qui viene il tema: perché in Italia non si fa legge sulla rappresentanza e la si misura? Ma è possibile che abbiamo più di mille contratti registrati al Cnel e solo il 22% firmati da Cgil, Cisl e Uil? Il problema non è l'industria.
Il problema sono il commercio, i servizi, le cooperative, le finte cooperative. Sappiamo chi paga poco, allora andiamo a colpire chi paga poco", conclude Bonomi.
Redazione Cuoreeconomico
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