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11/03/2023

Bonomi (Confindustria): “Serve nuovo patto di stabilità, Pnrr da rivedere, riforma fisco sia organica”

(Carlo Bonomi, presidente Confindustria)

Il presidente degli industriali a tutto campo a margine di un incontro con Anci: “Non possiamo stare sui mercati con il rischio di cui abbiamo parlato di tassi che aumentano, in una situazione così non ancora definita. Giusta la transizione, ma senza scelte imposte che condizionano le filiere. Fisco, cambiare il paradigma”

"Credo che bisogna affrontare diversamente: si parla di patto di stabilità e crescita, io farei il patto di crescita e stabilità, perché la crescita che ci porta la stabilità.

È ovvio che quelle che erano le regole prima della pandemia oggi non valgono più, bisogna pensare a un nuovo patto, ed è nell'interesse dell'Italia che si trovi un patto con delle regole per noi fondamentali, perché noi abbiamo un rapporto deficit-pil del 145%".

Lo afferma Carlo Bonomi, presidente di Confindustria a margine di un incontro con l'Anci sul Pnrr. "Quindi - aggiunge - non possiamo stare sui mercati con il rischio di cui abbiamo parlato di tassi che aumentano, in una situazione così non ancora definita.

La Commissione ha detto che entro il 2023 vuole arrivare alla definizione" del nuovo patto e "quindi dobbiamo partecipare al processo di definizione con delle regole ribadisco che guardino alla crescita".

Pnrr, necessario ma inserire modifiche

Sul Pnrr, dice Bonomi "certamente alcune modifiche sono necessarie perché rispetto a quando è stato varato il Piano, il mondo è cambiato.

Tuttavia, gli interventi non dovranno intaccare il processo di riforma ma agire sul versante degli investimenti. In questo senso il contributo degli attori sociali è determinante mentre ne stiamo osservando un sempre minore coinvolgimento".

"Per l'Italia l'attuazione del Pnrr è il banco di prova per dimostrare la propria credibilità in Europa", ha spiegato Bonomi.

"Ora quindi - ha aggiunto - auspichiamo che la nuova Cabina di Regia conservi e anzi rafforzi in modo sostanziale il contributo delle parti sociali e degli enti locali perché la collaborazione tra il sistema pubblico e quello privato è fondamentale per la realizzazione del Piano.

L'incontro di oggi con Anci va proprio in questa direzione perché si tratta di un metodo di lavoro e di condivisione che andrebbe applicato sempre e a maggior ragione sul Pnrr, che rappresenta un'agenda per il futuro".

Neutralità, ma senza scelte dall’alto

Sul fronte della neutralità carbonica e sulla direttiva europea che prevede lo stop alla vendita delle auto a motore endotermico dal 2035, Bonomi sottolinea: "Noi abbiamo sempre dichiarato che condividiamo gli obiettivi: tutti noi vogliamo un pianeta più pulito, più sostenibile e però lo spirito iniziale con cui avevamo condiviso questo percorso in Europa era della neutralità tecnologica.

Nel momento in cui, invece, si fanno delle scelte dall'alto, queste condizionano le filiere industriali, il che vuol dire mettere a rischio la sostenibilità sociale e allora se si fa questa scelta", occorre "avere il coraggio di dire qual è l'impatto sociale e come lo sosteniamo".

Sulla riforma fiscale

Sul tema della riforma fiscale invece avverte: “Ci aspettiamo innanzitutto una riforma organica, perché se si parla solo di rimodulazione di alcune aliquote non è questa la strada.

Ci aspettiamo un capovolgimento di quello che è il paradigma, cioè un fisco di impresa per la crescita perché siccome ho letto si pensa di utilizzare il fisco su strumenti come nuove assunzioni così, si sta sbagliando strada.

Per le assunzioni ci sono i contributi, il fisco di impresa deve servire come leva di competitività e quindi favorire investimenti e capitalizzazione, cioè crescita”.

Redazione Cuoreeconomico
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