Bonomi (Confindustria): "Zes hanno funzionato, non si blocchino"

(Carlo Bonomi, presidente di Confindustria)
Dal palco del convegno dei Giovani Imprenditori il numero uno degli industriali spinge il Sud: "Non elemosine, ma pari condizioni". E sulla tassazione: "Stimolo agli investimenti e una fiscalità che premi chi investe in impresa"
"Quello delle Zone economiche speciali, per il Mezzogiorno, è "sicuramente uno strumento molto valido. Per le otto Zes già opertative abbiamo abbiamo visto i benefici che hanno portato: la sola Campania l'anno scorso ha investito un miliardo e mezzo e mezzo nella Zes".
Dice il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, dal convegno dei Giovani Imprenditori a Capri: "E' ovvio che è uno strumento di politica industriale e del territorio molto importante.
Che tutto il Mezzogiorno venga ricompreso è un fattore positivo, l'importante è che non diventi però un freno: abbiamo già qualcosa che funziona, non blocchiamo quello che funziona, speriamo che sia qualcosa di aggiuntivo che ci possa aumentare la possibilità di scaricare sul territorio" gli effetti positivi. Sembra un messaggio indirizzato al Governo ed alla volontà del ministro fitto di unificare le Zes.
L'orgoglio del Mezzogiorno
Dal convegno dei Giovani Imprenditori è emerso, "l'orgoglio del Mezzogiorno nel dire che non vogliono sussidi, non vogliono l'elemosina. Chi è stato sul podio ha detto: voglio fare l'imprenditore competitivo, voglio avere le stesse condizioni che hanno gli altri. Vogliamo condizioni per competere alla pari", sottolineano.
Premiare chi investe
"E' positivo che si faccia un bagno di realtà e di ragionevolezza: tenere i conti in ordine è importante per chi come noi ha un debito pubblico così pesante in un momento in cui i tassi schizzano alle stelle - aggiunge Bonomi - Quando Giorgetti dice 'mi mancano 15 miliardi' solo per l'aumento dei tassi, dà l'idea di cosa stiamo parlando".
"Sulla parte fiscale il nostro auspicio era quello di avere un fisco che stimolasse gli investimenti, ne abbiamo necessità per agganciare le transizioni". Gli investimenti sono rallentati, "non ce lo possiamo permettere", sottolinea.
"Credo che si debba cambiare totalmente l'approccio per la tassazione delle imprese. Il governo propone una via di mezzo rispetto a quella che era la nostra proposta iniziale, io ti do un premio Ires se tu assumi. Io non voglio soldi pubblici per fare il mio mestiere. Non ho bisogno di stimoli per fare il mio mestiere.
Quello che chiedevamo era un'altra cosa: tu mi dai una tassazione favorevole, che potrebbe essere la minimum global tax al 15 percento che si paga in tutto il mondo, se non prelievo gli utili, se li lascio in azienda.
Vuol dire che sto investendo in ricerca e innovazione, che sto assumendo, che pago meglio i miei fornitori, che patrimonializzo la mia società.
Se invece prelevo i soldi come socio allora giustamente mi vieni a fare una tassazione. Questa dovrebbe essere la traiettoria principale: stimolo agli investimenti e una fiscalità che premi chi investe in impresa".
Redazione Cuoreeconomico
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