sab 14 mar 2026

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BONUS GAS. Basilicata, UILP: “Mancanza di chiarezza e ingiustizie, gli anziani lasciati soli”

Il Bonus Gas, ideato dal centrodestra lucano come misura di sostegno alle famiglie per contrastare il caro energia, si sta rivelando un labirinto burocratico che rischia di penalizzare proprio chi ne avrebbe più bisogno. A denunciarlo è Carmine Vaccaro, segretario regionale della Uil Pensionati Basilicata, che parla di un’iniziale “propaganda ingannevole” seguita da un’attuazione piena di ostacoli

Secondo Vaccaro, il meccanismo del bonus è stato progettato senza un criterio di selezione basato sul reddito, finendo per distribuire le risorse “a pioggia” senza una vera attenzione ai più bisognosi. Inoltre, il nuovo disciplinare, emanato nei giorni scorsi, introduce obblighi poco chiari, come la necessità di un risparmio energetico del 5%, senza però fornire indicazioni precise ai cittadini su come adempiere a questa condizione.

Uno dei punti più critici è il nodo dei conguagli. “Prima bollette con cifre stellari, poi l’impegno a bloccarli, ora si parla di riscossione entro agosto 2025. I cittadini si sentono presi in giro”, accusa Vaccaro. Soprattutto gli anziani, spesso meno avvezzi alle comunicazioni digitali e ai tecnicismi amministrativi, sono stati indotti a consumare gas senza preoccupazioni, credendo che il bonus coprisse interamente i costi. La realtà, però, è ben diversa.

Un’altra criticità evidenziata dalla UILP riguarda l’assenza di un sistema di supporto ai cittadini. Con la nuova gestione, non ci sarà più una piattaforma dedicata e gli utenti dovranno interfacciarsi direttamente con le compagnie fornitrici, un passaggio che rischia di creare ulteriore confusione. “Sarebbe stato più semplice aprire sportelli dedicati per fornire assistenza diretta, soprattutto alle fasce più deboli della popolazione”, sottolinea Vaccaro, che lamenta anche la mancata condivisione della misura con i sindacati e le associazioni dei consumatori.

A tre anni dalla sua approvazione, il Bonus Gas si presenta ancora come una misura poco chiara e mal gestita. “Non chiediamo altro che la semplificazione di una procedura che rischia di provocare ingiustizie, favorendo chi meno ne ha bisogno e penalizzando chi realmente necessiterebbe di aiuto”, conclude Vaccaro.

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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