Bordoni (Cna Marche): “Export ha salvato l’economia regionale, ma Zes è occasione persa per valorizzare i piccoli comuni”

(Moreno Bordoni, segretario di Cna Marche)
Il segretario dell’associazione artigiana a CUOREECONOMICO: “Poca banda larga e assenza di opportunità nei comuni colpiti dal Sisma spingono tanti giovani a lasciare l’entroterra. Eliminare completamente il Superbonus ha fatto perdere credibilità all’Italia”
Nonostante le Marche siano uno delle regioni italiane più propense al commercio internazionale (secondo l’ultimo rapporto dei Centri Studi di Cna e Confartigianato nel primo trimestre le esportazioni sono cresciute del 18,2 percento con la Cina che è il primo paese di destinazione), non tutte le città sono coperte dalla banda larga e ciò complica le relazioni di chi vuole vendere all’estero.
“Più della metà delle zone delle Marche non sono collegate ad essa e addirittura in alcuni punti non prende la linea telefonica”, dice Moreno Bordoni, segretario di Cna Marche.
“Questi problemi - continua - spingono tanti giovani a lasciare i territori dell’entroterra, favorendo così lo spopolamento di tante zone”.
Segretario, ora che il procedimento per entrare nella Zona economica speciale è fermo pensa che per le Marche sia un’occasione persa?
“Essere stati tagliati fuori da un’opportunità come la Zes è un problema che si ripercuote non solo sulle esportazioni, ma anche sulla vivibilità dei nostri piccoli comuni colpiti dal sisma del 2016 e delle realtà del Sud delle Marche.
La nostra regione ha tutte le potenzialità per entrare in una Zes perché esistono intere filiere della manifattura che operano nella stessa provincia e buona parte dei prodotti finiti che si trovano sui mercati internazionali sono totalmente fabbricati nei nostri territori”.
Ora che la Commissione europea ha acconsentito alla quarta rata del Pnrr si sente rassicurato sui progetti futuri?
“Sicuramente è una buona notizia, ma non basta per riqualificare le nostre infrastrutture digitali e di trasporto. In Italia manca una strategia per il dissesto idrogeologico, tanto che l’eccessiva burocrazia sta rallentando gli aiuti per l’alluvione e la cancellazione del Superbonus non fa altro che ostacolare la messa in sicurezza degli edifici”.
A proposito di Superbonus, la sua eliminazione che effetti ha dato alle attività marchigiane?
“Eravamo consapevoli che il bonus al 110 percento non poteva durare per sempre, ma cambiarlo fino all’eliminazione è stato uno sbaglio. Ad oggi ci sono migliaia di cantieri lasciati a metà e tante imprese a rischio chiusura.
La maggior parte delle imprese si è comportata bene e con il Superbonus lo Stato ha guadagnato tanto. Credo che l’eliminazione del Superbonus abbia causato al Governo una perdita di credibilità a livello internazionale”.
Rimanendo sui provvedimenti del Governo, come valuta i contenuti della Manovra?
“Dalla Manovra ci saremmo aspettati di più perché contiene misure che non risolvono gli attuali problemi ma ne tempera la portata. Un esempio riguarda il Patto anti-inflazione che non copre i costi di produzione.
Noi siamo preoccupati per l’imminente futuro perché a tutt’oggi risentiamo dei problemi legati alla guerra in Ucraina e dell’aumento delle materie prime. Ciò nonostante gli indicatori dell’export sono in positivo, segno che nonostante le difficoltà i nostri prodotti sono apprezzati nel mondo”.
Condivide l’opinione dell’Assessore Antonini secondo la quale occorre incoraggiare lo sviluppo di fonti rinnovabili ma tutelando i terreni?
“Il nostro patrimonio paesaggistico va tutelato ma oggi tante piccole e medie imprese hanno installato impianti di autoproduzione di energia pulita all’interno dei loro stabilimenti e hanno tutte le carte in regola per procedere verso la transizione ecologica.
Credo che l’autoproduzione sia una delle chiavi di svolta per e mi auguro che la politica ne incoraggi il suo sviluppo”.
L’aumento dei tassi d’interesse sta generando timore per chi vuole investire?
“L’aumento del costo del denaro rappresenta uno dei fattori che ha rallentato la crescita della nostra economia e che ha ridotto le aspettative di vendita della scorsa estate.
Gli effetti si sono visti anche sui settori importanti delle Marche come la manifattura e il legno che nonostante abbiano per l’export spinge tanti imprenditori a rinunciare agli investimenti, dato che la Bce non ha ancora detto fino a quando durerà la sua politica monetaria”.
Vi preoccupa la crescente desertificazione bancaria?
“Per noi la mancanza di sportelli e strutture bancarie una vera e propria preoccupazione perché tra il mondo del credito e i cittadini, non solo le imprese. Il processo ormai sembra irreversibile e le banche online, ma con Confidi abbiamo aperto dei punti fisici affinché tutti possano accedere ai servizi bancari”.
Di Matteo Melani
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