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09/02/2024

Bozzi (Confindustria Romagna): "Nonostante l'alluvione, la nostra economia tiene"

(Roberto Bozzi, presidente Confindustria Romagna)

L'analisi degli industriali romagnoli: "Abbiamo avuto un 2023 con indicatori positivi, anche se con percentuali inferiori al passato. Per il 2024 preoccupano gli scenari geopolitici". Ma la produzione è comunque auspicata in aumento

Un 2023 sostanzialmente positivo  per le imprese romagnole nonostante l'impatto dell'alluvione dello scorso maggio e un avvio di 2024 su cui pesano alcune incognite legate alla situazione geopolitica internazionale.

E' questa il quadro delineato - sull'ultima parte dell'anno da poco concluso e l'avvio di quello in corso - dalla rilevazione condotta tra le aziende associate nelle province di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna dal Centro Studi di Confindustria Romagna.

Secondo l'associazione malgrado "la produzione di novembre scorso abbia registrato a livello nazionale una forte flessione, le imprese del territorio romagnolo evidenziano un andamento ancora positivo di tutti gli indicatori per il 2023, sebbene con percentuali inferiori rispetto agli ultimi due anni.

Per l'anno in corso - viene sottolineato - prevale un clima di incertezza, a causa degli scenari internazionali che vedono aprire nuovi fronti di instabilità geopolitiche".

In particolare, argomenta il presidente degli industriali romagnoli, Roberto Bozzi, il 2023 "è stato segnato dall'alluvione che ha colpito gran parte della Romagna, con impatti diretti e indiretti su numerose imprese associate e sulle loro filiere di riferimento, ma nell'ultimo trimestre ha visto anche segnali positivi, soprattutto nei servizi, grazie al calo dell'inflazione e del costo delle materie prime.

Il 2024 - aggiunge - si è aperto però con nuove incognite per i flussi commerciali, dovuti alla forte riduzione dei transiti nel canale di Suez. Al momento - chiosa Bozzi - non registriamo impatti particolari a livello locale ma teniamo monitorati potenziali rischi".

Le prospettive per il 2024

Sul primo semestre del 2024, "le aspettative - emerge dalla rilevazione confindustriale - sono di prudenza. L'andamento della produzione viene previsto in aumento dal 33,9 percento delle imprese, stazionario dal 45% mentre il 21 percento prevede una diminuzione.

Il 55 percento delle aziende si aspetta una stazionarietà negli ordini, il 33,9 percento un aumento e l'11,1 una diminuzione. Le previsioni sull'occupazione sono stazionarie per il 68,8 percento del campione, in crescita per il 22 ed in calo per il 9,2".

Redazione Cuoreeconomico
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