dom 22 mar 2026

Seguici su:

12/04/2023

Bricolo (Veronafiere): “Con Vinitaly piattaforma permanente per incoming ed export”

Enorme successo dell’evento: il ritorno dei buyers non europei fa impennare il mercato. Il presidente del comitato organizzatore: “Aziende sono la vera forza”. L’amministratore delegato Danese: “Da qui si ragiona per lo sviluppo del comparto”

Con 93.000 visitatori di cui quasi 30.000 stranieri provenienti da 143 paesi, lo scorso 5 aprile, Verona ha celebrato la cinquantacinquesima edizione di Vinitaly che ha visto la presenza di 4000 aziende espositrici da più di 30 nazioni con 17 padiglioni occupati negli spazi di Veronafiere.

Rispetto all’edizione dello scorso anno la maggiore crescita è dovuta quasi totalmente dagli ingressi di buyer provenienti dall’estero. Exploit di presenze dagli Stati Uniti (+45%) seguiti da Germania, Regno Unito Cina e Canada.

Gli organizzatori evidenziano il grande ritorno degli operatori da tutti i mercati extra-Europa: l’Asia, più che raddoppiata (116%) trainata dal rientro dei visitatori cinesi che superano le 1000 presenze, e il Giappone che registra un +143%, mentre le Americhe segnano un +38% con exploit oltreché degli Stati Uniti, del Brasile (+46%). Benissimo anche l’Australia che registra un ottimo +130%.

(foto di Andrea Merola)

Prospettive per l’export

Enorme soddisfazione tra gli addetti ai lavori: “siamo particolarmente soddisfatti per il riscontro che stiamo riscuotendo dalle aziende e dai territori, che rappresentano la vera forza di questa manifestazione” afferma Federico Bricolo, presidente di Verona Fiere per il quale l’obiettivo “è quello di costruire con i partner istituzionali una piattaforma promozionale permanente e coordinata in grado di attrarre da un lato gli investimenti dell’incoming sull’Italia, dall’altro sul prodotto italiano all’estero con un radicamento di Veronafiere - dopo Brasile e Cina - negli Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud e Far East”.

Maurizio Danese, amministratore delegato della struttura, aggiunge un ulteriore focus sull’estero: “Gli investimenti fatti in favore dell’incoming estero – ha detto l’ad di Veronafiere, Maurizio Danese – hanno dato un primo concreto risultato a un Vinitaly che vogliamo sempre più decisivo per il business degli espositori che per la manifestazione riservano risorse importanti.

Un matching domanda-offerta che ha funzionato, come dimostrato anche dagli oltre 11.000 appuntamenti pianificati tra espositori e buyer della piattaforma Vinitaly plus che si aggiungono a quelli fissati direttamente tra aziende e buyer.

Il nuovo corso è iniziato ma non è certo terminato: Vinitaly sarà sempre vettore del made in Italy, sia qui che all’estero, se ragionerà in termini di sviluppo del settore e delle sue imprese, ed è questo che stiamo cercando di fare”.

(foto di Andrea Merola)

Export vinicolo italiano leader nel Mondo

Grande è stato il fermento che ha coinvolto la città scaligera con la parallela kermesse “Vinitaly and the City” (una sorta di fuorisalone) che per 4 giorni, ha visto un susseguirsi di degustazioni, eventi ed incontri in tutta la città dove per gli Hotel si è registrato il tutto esaurito.

Secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly e Prometeia il vino dell’Italia rappresenta il campione dell’export made in Italy, con una bilancia commerciale in attivo di 7,4 miliardi di euro.

L’industria vitivinicola nazionale vale oggi 31,3 miliardi di euro ed impegna 530.000 aziende con all’incirca 870.000 addetti.

Secondo una recente ricerca dell’istituto Circana relativa all’anno 2022 per la Grande distribuzione organizzata sul podio troviamo il Prosecco con 46 milioni di litri venduti, il Chianti con 17 milioni di litri ed il Lambrusco con quasi 17 milioni di litri.

Mentre la classifica dei vini “emergenti”, cioè quelli che hanno registrato il maggior tasso di crescita rispetto all’anno passato è questa: Ribolla +12%; Muller Thurgau +10,0%; Vermentino +9,9%. Buoni anche i risultati di Vernaccia, Orvieto e Nebbiolo.

(foto di Andrea Merola)

In attesa della nuova edizione in programma a Verona dal 14 al 17 aprile 2024, nel futuro prossimo si guarda alla Cina, dove grazie al sostegno di Ice, Vinitaly ci saranno due incontri, uno in queste ore a Chengdu e successivamente, il 14 aprile a Shenzhen per una degustazione nel padiglione italiano della fiera governativa di Hainan e la presentazione dell’Italia a Wine to Asia (11-13 maggio).

Di Andrea Merola
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 7023475
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com 

Argomenti: