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21/09/2023

Brumgnach (Italia Solare): “Fondo di garanzia dello Stato per incoraggiare investimenti sulle nuove energie”

(Andrea Brumgnach, vicepresidente di Italia Solare)

Il vicepresidente di Italia Solare a CUOREECONOMICO: “Occorre anche lavorare su un cambiamento di mentalità, perché con un impianto a fonti rinnovabili il ritorno dell'investimento è comunque garantito anche con il costo alto del denaro”

Con una crescita del 160 percento dell'energia prodotta rispetto al 2021, il fotovoltaico risulta un'opzione di approvvigionamento scelta da molti italiani.

Secondo l’ultimo rapporto di Italia Solare, Il residenziale, caratterizzato soprattutto dagli impianti di potenza inferiore ai 12 kW, ha coperto ben il 44% della potenza totale connessa nel 2022, per un valore pari a 1,1 GW, risultato evidente del Superbonus, mentre il settore commerciale-industriale pesa per il 28% sul totale con 678 MW.

Nonostante la crescita, il divario tra le regioni è ancora alto e per incoraggiare l’adozione di impianti a energia pulita, il Governo ha promosso il Piano energia e clima (Pniec) con obiettivi da qui al 2030.

“Si tratta di un piano che ha delle linee generali giuste e che riflette lo spirito di cambiamento dettato dall’Unione europea per la diffusione delle energie pulite”, dice Andrea Brumgnach, vicepresidente di Italia Solare.

Occorre però - continua - che si snellisca il quadro normativo generale  perché i tempi della burocrazia sottesa agli impianti sono ancora troppo lunghi”

Oltre che per i piani energetici, anche sui progetti del Pnrr si stanno accumulando ritardi. Come vivete questo momento?

Siamo preoccupati, ma non per questo attacchiamo il Governo perché il Pnrr ha progetti di dimensioni importanti e le risorse sono contingentate.

Purtroppo le lungaggini burocratiche si stanno ripercuotendo anche sull’operatività del Pnrr e oggi è una corsa contro il tempo.

I Comuni sono i soggetti che soffrono di più questi ritardi, tanto che a un anno dal Decreto attuativo per gli investimenti nei nuovi impianti da 2 miliardi di euro ad oggi non è partito nessun progetto”.

Come valuta l’impegno del Governo per l’agrivoltaico?

Si tratta di una misura giusta per gli agricoltori che in questi ultimi anni si sono dimostrati attenti alla sostenibilità. Il secondo bando è più generoso del primo, tanto che in alcuni elementi i fondi sono raddoppiati.

Credo però che serva attenzione anche per le piccole e medie imprese degli altri settori produttivi, con fondi di garanzia anche per quelle attività in difficoltà e che purtroppo non sono prese più in considerazione dagli istituti di credito”.

A questo proposito dal suo punto di vista l’aumento del costo del denaro ha scoraggiato le imprese e le famiglie a convertire i propri impianti?

L’aumento del costo del denaro rappresenta una difficoltà ulteriore in questo momento e per questo motivo sarebbe utile un fondo di garanzia da parte dello Stato per incoraggiare la produzione di energia pulita.

Occorre anche lavorare su un cambiamento di mentalità, perché con un impianto a fonti rinnovabili il ritorno dell'investimento è comunque garantito anche con il costo alto del denaro”.

Secondo lei gli obiettivi della Direttiva Timmermans sono fattibili?

Gli obiettivi della Direttiva sono condivisibili, così come quelli dell’intero Green Deal ma sta agli stati membri recepirne i contenuti e dimostrare in questo modo la loro sensibilità al rispetto del Pianeta.

Purtroppo in questi anni si sono accumulati ritardi come per l’aggiornamento del Testo unico sulle connessioni attive che sta ostacolando i nuovi impianti”.

Condivide l’approccio dello European Chips Act che punta a creare un'industria europea dei semiconduttori?

I principi sono giusti, da più di 20 anni si parla di sostegno all'innovazione ma senza risultati eccelsi. Mi auguro che si possa ripensare il modello industriale ededucativo europeo perché la pandemia ci ha insegnato che occorre essere quanto più autonomi.

Mi auguro che in Europa migliori anche la filiera del fotovoltaico perché la maggior parte dei pannelli solari sul mercato provengono dalla Cina, che fa un ottimo lavoro perché ha consentito di abbassare i prezzi della tecnologia, ma purtroppo siamo troppo dipendenti da fattori geopolitici che potrebbero creare un freno allo sviluppo del settore.

Un approccio interessante è quello che sta attuando il presidente degli Stati Uniti Biden con l'Inflation Reduction Act (Ira), che prevede quasi 400 miliardi di dollari per contrastare il cambiamento climatico”.

Redazione Cuoreeconomico
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