mar 28 apr 2026

Seguici su:

30/01/2024

Bussone (Uncem): "No a taglio a fondi per i piccoli comuni, rafforzare gli enti di tutela"

(Marco Bussone, presidente dell'Uncem)

In una lettera ai parlamentari, il presidente dell'Unione comuni comunità enti montani chiede di reintegrare i soldi che erano destinati allo sviluppo delle realtà sotto i 1000 abitanti e dare forza con una nuova legge che sostituisca la vecchia, alle realtà che tutelano dallo spopolamento le aree interne

"Reintegrare, per il 2024 e per i prossimi anni, il fondo destinato ai Comuni sotto i mille abitanti che ha subito un taglio nella legge di bilancio".

A chiederlo in una lettera aperta ai parlamentari è Marco Bussone, presidente dell'Uncem (Unione nazionale Comuni Comunità Enti montani), che segnala "la perplessità molto forte", di "centinaia di sindaci di piccoli Comuni", su quel taglio.

"Dovevano essere 85.000 euro per ciascun Comune, anno 2024. Invece sono 58000. I contributi per i Comuni sotto i mille abitanti diminuiscono notevolmente, dopo due anni in cui erano stati superiori agli 80mila euro (annui).

Doveva essere così anche questa volta invece scendono per effetto dei tagli in legge di bilancio 2024 al fondo complessivo" denuncia Bussone, segnalando che "il fondo totale 2024 passa da 172 milioni di euro a 128 milioni". 

Risorse fondamentali per il territorio

Si tratta di risorse stanziate a decorrere dal 2021, "per l'avvio da parte dei piccoli comuni di un programma pluriennale per potenziare gli investimenti per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l'abbattimento delle barriere architettoniche a beneficio della collettività, nonché per gli interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile".

Di qui la richiesta di un intervento "perchè quelle risorse, nella formulazione e nella cifra originaria erano decisive per investimenti e progetti pluriennali previsti dagli Enti".

Bussone ricorda anche come "Il 31 gennaio 1994 veniva approvata in Parlamento l'ultima legge organica sulla Montagna della Repubblica italiana. La 97 del 1994 è rimasta per gran parte inattuata.

Muoveva dall'articolo 44 della Costituzione e conteneva - contiene, visto che è vigente - molti articoli lungimiranti e ai quali si è guardato in tre decenni con troppa poca attenzione.

Venticinque articoli, a partire dal fondo per la montagna, un blocco di norme per agricoltura e foreste per evitare frammentazione, abbandono, sostenere le imprese dei territori". 

Quel testo, sottolinea, "si occupa anche di tutela ambientale, partendo non solo dall''ambiente' ma dall'uomo e dalle comunità che vivono nelle zone montane alpine e appenniniche".

Inoltre "agisce su questioni centrali per i territori. Ambiente, economia, servizi, vedendoli collegati come oggi diremmo, cogliendo i segni dei tempi, all'interno delle green communities", commenta Bussone. 

Rafforzare le unioni montane

"Trent'anni fa - prosegue - venne confermata quella che era stata introdotta nel 1971, ovvero le Comunità montane. In tutto il Paese, così importanti per imperniare investimenti, sgravi, misure per contrastare abbandono e spopolamento.

Molte regioni le hanno abolite. Le Unioni montane che le hanno sostituite devono essere rafforzate. Uncem ritiene occorra dare oggi alla montagna una legge che guardi lontano, come aveva fatto la 97 del 1994, vuol dire avere strategia e puntare sulle Istituzioni che generano insieme coesione e opportunità.

Fanno investimenti perché sono prima di tutto comunità. Dicendo grazie ai Parlamentari che lavorarono alle storiche legge sulla montagna, trent'anni fa alla 97, crediamo - conclude il presidente Uncem - che sia necessaria una nuova stagione di riforme vere, che puntino sull'unità e non su quello che divide".

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com