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22/01/2024

Calice (Cna Abruzzo): “Sul Pnrr rischiamo di buttare un’occasione. Le banche siano meno rigide”

(Silvio Calice, Direttore di Cna Abruzzo)

Il direttore dell’associazione artigiana abruzzese a CUOREECONOMICO: “Senza un’uscita ordinata dal Superbonus, gli effetti saranno pesantissimi sulle imprese e sulle famiglie, con la prospettiva di migliaia di contenziosi legali. Bene la legge regionale per lo sblocco dei crediti incagliati”

Insieme ad altre organizzazioni abbiamo espresso apprezzamento per una misura che rappresenta un buon esempio a livello nazionale”, dice Silvio Calice, Direttore di Cna Abruzzo.

Certo, il coinvolgimento delle società controllate dalla Regione consente di mettere in campo risorse limitate rispetto alla massa imponente di crediti incagliati - continua -, ma è sempre meglio che niente.

Se poi, come la stessa legge prevede, la misura fosse estesa anche alle società partecipate degli enti locali, l’impegno sarebbe migliore”.

Direttore, facciamo il punto sulla questione Superbonus.

Abbiamo chiesto una proroga  in tutte le sedi, sollecitando Governo e Parlamento  perché secondo noi il blocco improvviso avrebbe portato sull’orlo del fallimento migliaia di imprese con i crediti incagliati, senza considerare i danni provocati alle famiglie.

Per questo motivo non posso non esprimere delusione per l’assenza di risposte nella Legge di Bilancio senza una proroga, seppur circoscritta ai condomini che stanno ultimando i lavori. Senza un’uscita ordinata gli effetti saranno pesantissimi sulle imprese e sulle famiglie, con la prospettiva di migliaia di contenziosi legali”.

Come valuta il percorso fin qui fatto del Pnrr?

Con i problemi accumulati crediamo che questo piano straordinario abbia perso la propria capacità di aiuto per il mondo delle micro imprese e dell’artigianato.

Come associazione abbiamo spiegato al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso l’esigenza di prevedere stanziamenti per incentivare l’installazione di piccoli impianti da fonti rinnovabili per l’autoproduzione e autoconsumo di energia.

La nostra richiesta ha l’obiettivo di individuare procedure e criteri semplici per arrivare rapidamente all’uso di risorse che possano coinvolgere il sistema della piccola impresa”.

Pensa che sia stato giusto mettere un freno all’aumento del costo del denaro da parte della Bce?

Abbiamo espresso soddisfazione per questa decisione, che però non riteniamo ancora  sufficiente perché si deve porre a breve la questione della riduzione dei tassi di interesse che tanto hanno penalizzato il mondo della micro impresa e dell’artigianato, come del resto mostra la restrizione di accesso al  credito patita in questi mesi.

Chiediamo poi alle banche di allentare quegli irrigidimenti che gli artigiani, e le micro e piccole imprese provano sulla propria pelle, evitando così di soffocare l’ossatura del sistema produttivo nazionale e locale che porta a una china depressiva”.

Quanto al settore dell’artigianato e delle piccole attività, vi preoccupa la desertificazione bancaria?

Tantissimo, e in Abruzzo forse più che altrove perché 179 dei 305 comuni sono privi di uno sportello bancario e dalla fine del 2017 l'Abruzzo ha perso ben 158 sportelli, con un decremento percentuale del 27 per cento contro una media Italia del 23 per cento.

Questa tendenza, soprattutto per il mondo delle micro imprese e dell’artigianato rappresenta un ostacolo in più nell’accesso al credito, tanto che tra gennaio e giugno del 2023 i prestiti concessi alle imprese hanno subito un calo rispetto al secondo semestre del 2022 del 3,87% con un valore assoluto pari a 393 milioni”.

Crede che l’esperienza delle Botteghe Scuola sia utile per avvicinare i giovani all’artigianato?

Indubbiamente. Il rapporto diretto all’interno dell’azienda rappresenta sotto il profilo formativo uno strumento essenziale per la formazione dei giovani, e questo non contrasta con il crescente sviluppo di nuove tecnologie nei processi produttivi.

Giusto che la Regione Abruzzo abbia rilanciato questo strumento per l’artigianato artistico, ma è sbagliato che escluda gli altri settori.

E ancor più negativo è che giaccia nel dimenticatoio une legge organica sull’artigianato con altri interventi, come esempio l’aiuto alla trasmissione d’impresa, in modo da impedire che tante aziende in buona salute chiudano i battenti per mancanza di persone interessate a succedere ai titolari. Purtroppo le nostre istanze non sempre trovano attenzione dalle istituzioni, magari più attente a interventi-spot”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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