Campania a due velocità, Lampugnale (Confindustria): "Valorizzare i territori per evitare spopolamento"

(Pasquale Lampugnale, vicepresidente di Piccola Industria Confindustria)
Piccola Industria Confindustria Campania ha presentato il rapporto sulle aree interne, con focus su Irpinia e Sannio: persi 40.000 abitanti in cinque anni, 12.000 dei quali negli ultimi 12 mesi. Il presidente regionale di Confindustria Traettino: "Autonomia differenziata non aiuterà le industrie storiche di quella zona, bene la salvaguardia dell'unità nazionale"
In un’Italia che viaggia a due velocità, come confermato anche dallo Svimez, che ha stimato mezzo milione di nuovi poveri nel Meridione nel 2023, anche le varie regioni vanno a due marce differenti.
Lo certifica il “Rapporto aree interne della Campania-Focus Sannio”, presentato all’Unione Industriali di Napoli, promosso e realizzato da Piccola Industria Confindustria Campania in collaborazione con il Dipartimento di Diritto, Economia, Management e Metodi Quantitativi dell’Università degli Studi del Sannio.
Fra gli interventi quelli di Pasquale Lampugnale, vicepresidente nazionale e presidente regionale Campania di Piccola Industria Confindustria; Luigi Traettino, presidente di Confindustria Campania; Gerardo Canfora, rettore dell'Università degli studi del Sannio; Giuseppe Marotta, ordinario di Economia ed Estimo Rurale presso il Dipartimento di Diritto Economia Management e Metodi Quantitativi dell’Università degli Studi del Sannio; Michele Cammarano, presidente della Commissione Speciale “Aree Interne” del Consiglio Regionale della Campania; Alessandro Fontana del Centro Studi Confindustria; Felice Casucci, assessore al Turismo e alla Semplificazione amministrativa della Regione Campania e Antonio Marchiello, assessore alle attività produttive, lavoro, demanio e patrimonio della Regione Campania.
A grandi passi verso lo spopolamento nonostante le potenzialità
Il rettore Canfora ha disegnato un quadro desolante: “Le due province di Avellino e Benevento hanno perso circa 40 mila persone nell’ultimo quinquennio e circa 12.000 nell’ultimo anno.
Si tratta di una perdita importante di capitale umano, peraltro qualificato (molti giovani laureati), che influirà negativamente sulle future dinamiche di sviluppo del territorio ma anche sulle dinamiche demografiche per il conseguente calo delle nascite.
Le potenzialità sono rappresentate, invece, dal fatto che queste aree presentano un importante patrimonio di risorse naturali, in particolare vento, sole e acqua, che costituiscono le tre risorse strategiche da cui dipende l’efficacia della transizione ecologica, del contrasto al cambiamento climatico e del conseguimento degli obiettivi di Agenda 2030.
Per valorizzare queste potenzialità è importante la consapevolezza della necessità di azioni partecipate e condivise, basate sulla sussidiarietà orizzontale, e di politiche mirate orientate anche alla redistribuzione locale del valore creato.
L’Università del Sannio è pronta a fare la propria parte, mettendo a disposizione del territorio e delle istituzioni le competenze necessarie per dare concretezza a queste potenzialità”.
Lampugnale: valorizzare tutti i territori per decongestionare Napoli
“Il rapporto aree interne - spiega Pasquale Lampugnale, presidente regionale e vicepresidente nazionale di Piccola Industria Confindustria - descrive una Campania a due velocità: quella della fascia costiera che cresce e si sviluppa, e quella delle aree interne che vivono un lento ed inesorabile deterioramento dei principali indicatori economici e demografici.
In questo scenario attuale, il Sannio e l’Irpinia devono essere viste come aree di pregio, sviluppo e interconnessione con la grande area metropolitana di Napoli.
Le aree interne possono rappresentare una prospettiva di crescita in una rinnovata centralità regionale: bisogna quindi realizzare un masterplan in grado di valorizzare le tante iniziative in atto pianificando interventi complementari e tenendo conto delle varie disponibilità di aree industriali che possono ospitare nuovi investimenti produttivi.
Questi territori possono rappresentare opportunità di nuova residenzialità per decongestionare l’area metropolitana di Napoli, oltre a rappresentare lo scenario ideale per valorizzare i progetti delle energie rinnovabili in questa fase di grande transizione”.
Autonomia differenziata: salvare l’unità nazionale
In questo quadro, come è evidente, l’autonomia differenziata che sta già dividendo e sulla quale il presidente della Regione Campania De Luca si era già espresso negativamente, potrebbe incidere ancora.
Luigi Traettino, presidente di Confindustria Campania, sottolinea: "L'unico spiraglio sul tema dell'autonomia differenziata è la clausola di salvaguardia introdotta ora dal Presidente del Consiglio, che parla di salvaguardia dell'unità nazionale.
Resta poi essenziale che i Lep (livelli essenziali delle prestazioni) non possono essere basati sulla spesa storica, ma devono ristabilire quella equità che segna la differenza tra Sud e Nord del Paese e che rimane nelle stesse condizioni anche per le aree interne.
Ricordo in particolare che nelle aree interne della Campania ci sono industrie significative storiche ma anche estere, come nel beneventano e nell'area dell'Irpinia: abbiamo in attività realtà internazionali importanti ma attorno a loro servono migliori infrastrutture, servizi e formazione dei giovani".
Redazione Cuoreeconomico
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