mar 28 apr 2026

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Caner (Regione Veneto): “La Regione sostiene le imprese, ma occorre che l’Unione europea cambi approccio sull’agricoltura”

(Federico Caner, Assessore all’agricoltura Regione Veneto)

Viaggi e agricoltura sono due settori che negli ultimi tempi stanno diventando sempre più complementari e per venire incontro alle esigenze delle comunità locali, la Regione Veneto intende promuovere un turismo di qualità coinvolgendo le imprese dei territori

Il Veneto da diversi anni si dota di un Piano Strategico Turistico frutto di un ampio processo partecipativo che, nell'ultima edizione 2022-2024, ha coinvolto oltre 200 stakeholder del sistema turistico regionale.

Il Piano definisce la visione, gli obiettivi e le strategie in ambito turistico, e viene declinato annualmente in un Piano Turistico Annuale in cui sono definite le diverse azioni da intraprendere”, dice Federico Caner, Assessore all’agricoltura della Regione Veneto.

La qualità e la sostenibilità - continua - rappresentano elementi centrali per la competitività delle destinazioni e delle imprese.

Per questo motivo, anche con le Politiche di Coesione 2021-2027 puntiamo molto a favorire l’evoluzione di destinazioni e imprese, supportandone la maggiore accessibilità, lo sviluppo tecnologico, la transizione digitale ed ecologica.

Infatti il bando del 2023 che ha finanziato 134 imprese (su 151 ammesse) per un totale di 13.578.995 euro e il bando 2024 con una dotazione finanziaria di 15 milioni, di cui 6 milioni riservati alle aree montane che ha visto presentate 369 domande”.

Assessore, a questo proposito pensa che la legge sui Distretti del cibo presentata dal Consigliere Bozza vada nella giusta direzione di sviluppare un’economia turistica enogastronomica anche nelle zone rurali al di fuori delle classiche mete turistiche?

"I Distretti del cibo rappresentano uno strumento di programmazione territoriale, in grado di creare sinergie fra le diverse realtà agroalimentari, commerciali e turistiche, dando impulso dando impulso alla collaborazione dei diversi attori delle filiere.

Le sinergie che si possono creare nell’ambito dei Distretti possono rendere un territorio meta di quel turismo esperienziale che il turista-viaggiatore oggi vuole vivere in prima persona, immergendosi nelle realtà produttive e enogastronomiche locali.

Infatti negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per le attività turistiche svolte nelle zone rurali, dall’agriturismo, all’enoturismo e all’oleoturismo che contribuiscono a rendere il Veneto la prima regione turistica italiana".

Come valuta l’inserimento del Tiramisù di Treviso nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Veneto dal Ministero delle Politiche agricole?

"Grazie a questo riconoscimento nazionale, valichiamo la soglia simbolica dei 400 prodotti agroalimentari tradizionali della Regione del Veneto, posizionandoci al quarto posto nella classifica nazionale, alle spalle di Campania, Lazio, Toscana e superando, quest’anno, l’Emilia Romagna.

Un attestato che certifica il saper tramandare le tradizioni, le storie, i sapori e soprattutto i saperi della buona cucina veneta".

Dopo due anni di siccità ora l’eccesso di pioggia, segni del cambiamento climatico. Quale strategia ha messo in atto la Regione per fronteggiare il nuovo scenario?

"Il decorso delle precipitazioni meteoriche dal 2023 è tornato nella media e sta consentendo il graduale recupero del periodo siccitoso che ha caratterizzato il 2021 e il 2022. Nei primi 5 mesi del 2024 il problema è stato anzi la straordinaria abbondanza di precipitazioni, la quale sta mettendo a dura prova la rete idraulica del Veneto.

Sul fronte dell’infrastruttura per assicurare l’acqua irrigua la Regione nel 2023 ha consegnato al Commissario straordinario per l’emergenza siccità e al Governo l’elenco delle opere infrastrutturali necessarie messo a punto congiuntamente ai Consorzi di bonifica.

Si tratta di un centinaio di invasi e di altre strutture realizzabili in pianura con un investimento stimato in un miliardo di euro, e del completamento degli interventi di riconversione delle reti infrastrutturali irrigue esclusi dai finanziamenti del PNRR o nazionali disponibili tra il 2020 e il 2022 per esaurimento delle risorse.

Con gli strumenti a nostra disposizione stiamo agendo in due direzioni. La prima, per proseguire l’opera di riconversione delle aziende agricole verso sistemi irrigui più efficienti con il sostegno del CSR 2023-2027.

La seconda, per avviare e completare le istruttorie di rinnovo delle circa 500 concessioni di derivazioni di acqua irrigua dai grandi fiumi che alimentano le infrastrutture irrigue collettive gestite dai Consorzi di bonifica.

Questa strategia complessiva richiederà alcuni anni di impegno, di investimenti e di lavoro per produrre i risultati che tutti speriamo, consentendoci di fronteggiare gli effetti del cambiamento climatico sulla disponibilità della preziosa risorsa idrica".

Pensa che le istituzioni Ue debbano cambiare approccio riguardo l’agricoltura?

"Penso che le proteste a cui abbiamo assistito nell'ultimo anno siano un sintomo del malessere che la politica agricola comune (PAC) ha contribuito a generare nelle campagne.  La PAC è diventata un insieme molto dettagliato di norme e regole per disciplinare in tutta l'Ue sistemi agricoli molto eterogenei sviluppati in ambienti profondamente diversi, che forse ha perso di vista l'obiettivo primario dell'agricoltura, cioè quello di produrre cibo.

Nel corso degli ultimi anni l'agricoltura italiana e veneta hanno fatto grandi passi in avanti nella direzione del rispetto e della tutela dell'ambiente e, anche per questo, ritengo che la PAC debba essere rivista nel senso di un maggior equilibrio tra le tre dimensioni della sostenibilità, quella ambientale, quella sociale e quella economica che, fino a prova contraria, è ancora il fine delle imprese.

Credo che in questi processi, più che l'eccesso di norme, un ruolo decisivo lo potrà giocare l'innovazione, basti pensare alle nuove tecniche genomiche e alle tecnologie satellitari a supporto dell'agricoltura di precisione. In questo senso, ma anche per la sostenibilità in senso ampio, decisivo sia il supporto che la politica deve assicurare alla ricerca, alla divulgazione e alla formazione degli operatori per l'innovazione".

Redazione Cuoreeconomico
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