ven 20 mar 2026

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Cardelli (UNIVPM): “I cambiamenti climatici minano la sicurezza alimentare. Mitigazione e adattamento le soluzioni”

(Valeria Cardelli, Docente di Pedologia del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università Politecnica delle Marche)

L’impatto dei cambiamenti climatici nella modificazione dei suoli agricoli: problemi legati alla tutela del territorio e alla biodiversità e l’implementazione delle tecnologie innovative nella salvaguardia dei terreni produttivi. A parlarne è la Professoressa Valeria Cardelli, Docente di Pedologia del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università Politecnica delle Marche

Gli effetti del cambiamento climatico, sempre più tristemente evidenti, colpiscono direttamente anche la salute del suolo. L’Aumento delle temperature, la variazione delle precipitazioni e l’intensificazione degli eventi estremi compromettono la produttività del suolo, minacciando la sicurezza alimentare.

Questi cambiamenti inducono, infatti, fenomeni degradativi al suolo come erosione, salinizzazione e perdita di sostanza organica, tale da ridurre la sua funzionalità ecosistemica. I suoli agricoli, privi di copertura vegetale nei periodi piovosi, sono particolarmente vulnerabili a questi effetti degradativi.

Nei suoli coltivati di versante, le intense precipitazioni causano scorrimenti superficiali portando via le particelle fini e la sostanza organica, poiché l’acqua non ha tempo di penetrare nel suolo. Ciò comporta una riduzione dello spessore del suolo e della sua capacità di trattenere acqua rendendolo più suscettibile a fenomeni successivi anche meno intensi.

La ridotta capacità del suolo di infiltrare acqua, in concomitanza dell’alternanza di siccità estrema e piogge intense, favorisce la salinizzazione, soprattutto nelle zone costiere dove il cuneo salino può penetrare nelle aree interne. Tutto ciò ha un impatto negativo anche sulla biodiversità del suolo, diminuendone la sua funzionalità produttiva.

Infatti, le comunità microbiche e la mesofauna del suolo sono gli attori principali necessari per la decomposizione della sostanza organica, che, disgregandosi, rilascia al suolo elementi nutritivi assorbibili dalle piante.

Riducendo l’efficienza dei cicli dei nutrienti, si riduce, conseguentemente, anche la resilienza del suolo agli attacchi patogeni e agli stress ambientali, con ripercussioni dirette sulla produttività agricola e aumentandone la vulnerabilità.

Per affrontare queste sfide è essenziale adottare strategie di adattamento e mitigazione. Queste includono la gestione sostenibile delle risorse idriche, l'implementazione di sistemi di irrigazione efficienti, la protezione contro l'erosione del suolo tramite copertura vegetale e terrazzamenti, e pratiche che migliorano la salute del suolo e aumentano il contenuto di sostanza organica.

Inoltre, l'agricoltura di precisione, che utilizza sensori, droni e big data per monitorare e gestire le colture, rappresenta una soluzione promettente per ottimizzare le risorse e ridurre l'impatto ambientale.

Un approccio integrato, combinando la tutela del territorio e della biodiversità con tecnologie innovative, è fondamentale per garantire la sostenibilità dei suoli agricoli e la sicurezza alimentare per le future generazioni.

Di Valeria Cardelli, Docente di Pedologia del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università Politecnica delle Marche
(Riproduzione riservata)

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