ven 30 gen 2026

Seguici su:

19/03/2024

Carfagna (Azione): “Parità di genere, servono atti concreti. Su Pnrr Sud mai menzionato, a che punto siamo?”

La vicepresidente di Azione in Umbria per un evento organizzato dal partito, si concentra sul tema centrale, quello del gender gap: “Bisogna mettere le donne in condizione di fare figli e progettare una famiglia avendo la ragionevole certezza che lo stato le assista nel percorso di crescita dei bambini, per esempio investendo sui nidi”. E sulla Pac dice: “Servono soluzioni strutturali, basta gestire l’emergenza”

Il Sud e le donne sono da sempre due degli ambiti di intervento maggiori di Mara Carfagna. La vicepresidente di Azione continua le stesse battaglie anche dai banchi dell’opposizione. Di recente in Umbria per un’iniziativa organizzata dal suo partito, abbiamo avuto l’occasione di incontrarla e discutere con lei di queste tematiche.

Sulla parità di genere c’è ancora tanto da fare – dice rimettendo al centro un tema sempre caldo – Vero che sono stati fatti tanti passi avanti, ma il gender gap è ancora dovunque e si tocca con mano e persiste in alcuni ambiti.

In Italia lavora solo una donna su due; una su tre al Sud. E una su cinque abbandona dopo il primo figlio, perché non riesce a conciliare vita e lavoro, così come anche le donne in posizione dirigenziale.

Continua a persistere un gap retributivo, che si traduce anche in pensionistico. Questo ci dice che la strada da fare è lunga, bisogna ancora impegnarsi con atti concreti”.

Carfagna tocca anche il tema della violenza: “Almeno una donna su tre ha subito violenza in qualche forma. Non è più una emergenza, purtroppo è un fenomeno endemico che va di pari passo con una cultura che ancora oggi nega alle donne pari opportunità”.

Lavoro, rete di assitenza e asili nido

Carfagna poi si concentra sugli altri due temi legati alle donne, ovvero il bonus maternità, promosso dal Ministero per la Famiglia (del quale avevamo parlato con Andrea Cuccello, segretario confederale della Cisl) e sulle dichiarazioni di alcuni esponenti del Governo secondo i quali le donne a 18 anni “dovrebbero sposarsi e fare figli”: “Bisogna mettere le donne in condizione di fare figli e progettare una famiglia avendo la ragionevole certezza che lo stato le assista nel percorso di crescita dei bambini – dice l’esponente calendiana – Bisogna investire sugli asili nidi, sulle reti di assistenza all’infanzia.

Il Pnrr prevede 4,6 milioni proprio per l’edilizia scolastica dei quali 2 per nuovi nidi nelle zone dove è particolarmente carente, ovvero aree interne e mezzogiorno”.

LEGGI GLI ARTICOLI DI ECONOMIA

Il Pnrr ed il Mezzogiorno.

Proprio parlando di Mezzogiorno e Pnrr, Carfagna era intervenuta nei giorni scorsi sottolineando come “nelle comunicazioni sullo stato di attuazione, il ministro Fitto è riuscito nell’impresa di non pronunciare mai le parole Sud o Mezzogiorno, sebbene uno degli obiettivi cruciali del Piano sia proprio la riduzione dei divari territoriali Nord-Sud e nonostante tra le tante deleghe del ministro ci sia anche quella al Sud.

Nulla anche su Quota Sud, cioè sul vincolo di legge che io fortemente volli da ministro del governo Draghi e che destina il 40 percento delle risorse del Piano, oltre 85 miliardi di euro, al Mezzogiorno, su cui il governo ha il dovere di aggiornare il Parlamento e il Paese con dati e numeri certi.

Niente di tutto ciò - osserva - anzi, su Quota Sud manca ancora la relazione sullo stato di attuazione. Quante risorse del Pnrr sono state effettivamente assorbite dal Mezzogiorno? Il vincolo viene rispettato? Non è dato saperlo".

E lancia una frecciata: “ll Governo Draghi su questo aveva previsto un monitoraggio, con localizzazione degli interventi, prevedendo anche poteri di affiancamento, o addirittura sostituzione, per gli enti inadempienti. Un obbligo di trasparenza”.

Una Pac da rivedere

Molto netta  anche la posizione sulla Pac: “È innanzitutto necessario che l'Europa e l'Italia si facciano carico delle difficoltà degli agricoltori non agendo sull'emergenza ma attraverso soluzioni strutturali: sicuramente la Pac va rivista”.

E disegna alcune soluzioni: “Serve compensare i costi sostenuti per la transizione, attraverso incentivi per chi investe in innovazione, in ricerca, nelle tecnologie green. Bisogna garantire il principio di reciprocità, cioè la coerenza tra gli obblighi imposti agli agricoltori europei e i requisiti che vengono applicati alle importazioni dai Paesi terzi.

Ultimi due aspetti fondamentali: c'è bisogno di un grande piano per l'acqua, che preveda la realizzazione di nuovi invasi e la ristrutturazione delle reti idriche colabrodo esistenti, e serve infine una politica per la gestione del rischio, per tutelare i nostri agricoltori da eventi climatici avversi, visto che gli strumenti esistenti non sono adeguati”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com 

Argomenti: