Caro-benzina, Faib: “Obbligo esposizione prezzi penalizza i gestori”

(Giuseppe Sperduto, presidente Faib)
Il presidente nazionale Sperduto sul provvedimento del Governo Meloni: “Rialzi colpa della fine delle accise, in questo modo veniamo colpevolizzati”. Il numero uno ligure Bertagnini: “Benzinai capri espiatori”
Il Governo interviene sull’impennata dei prezzi del carburante, anche a seguito delle enormi proteste e prese di posizione, ultima delle quali quella di Luigi Sbarra, segretario della Cisl.
Mentre è in corso l’indagine della Procura di Roma per verificare possibili speculazioni, un decreto obbliga giornalmente il gestore delle pompe di benzina a comunicare il prezzo del carburante praticato.
In particolare, viene chiesto di esporre il prezzo medio nazionale accanto a quello di vendita, in modo che i consumatori possano vedere la differenza.
Faib, la federazione dei benzinai aderente a Confesercenti, reagisce: “Rispetteremo, ovviamente, quanto verrà deciso dal governo.
Ma certo non era questo il tipo di provvedimento che ci aspettavamo - dice il presidente Giuseppe Sperduto - L’esecutivo smentisce se stesso: i dati ufficiali del Ministero dell’Ambiente certificano che l’aumento dei prezzi è stato in linea con il rialzo dovuto al ripristino delle accise, ma il Consiglio dei Ministri sceglie di ignorarli e di considerare comunque i gestori come pericolosi speculatori.
E per questo vara un provvedimento che scarica su di essi, che non stabiliscono i prezzi e sono evidentemente l’anello più debole della filiera dei carburanti, l’ennesimo assurdo adempimento.
Senza contare che c'è il rischio concreto che il prezzo possa essere influenzato in larga parte dal fenomeno, già noto agli organi di controllo e sotto gli occhi di tutti, dell’illegalità fiscale e contrattuale che, secondo le nostre stime, conta per il 30% dell’erogato totale della rete.
Inoltre, si esasperano ulteriormente i gestori che, già oggi, espongono una decina di cartelli prezzi sulle aree di servizio.
Si crea una vera e propria babele cartellonistica, utile solo ad esporre i gestori ad ulteriori sanzioni creando confusione nei consumatori. Si apre poi un vulnus nella regolamentazione europea in materia di concorrenza: siamo curiosi di sapere cosa ne pensa l'antitrust”.
(Fabio Bertagnini, presidente Faib Liguria)
Non è un deterrente
A queste parole si allinea il presidente regionale ligure Fabio Bertagnini: “Il provvedimento è assurdo perché non serve minimamente a limitare l'esplosione dei prezzi, e non solo perché questi non dipendono dai gestori, cosa ormai nota ma che evidentemente è sempre bene ribadire, stante il tenore delle polemiche che ciclicamente si ripetono e finiscono sempre per mettere sul banco degli imputati i benzinai.
Ma al di là di questo, riflettiamoci: se ciò che saremmo tenuti ad esporre è il prezzo medio, in quanto tale frutto di una media dei prezzi praticati in tutta Italia, questo non potrà che essere inficiato a sua volta dai prezzi fuori mercato denunciati dallo stesso governo, risultando quindi perfettamente inutile.
Senza contare - prosegue - che la gran parte delle irregolarità riscontrate, e sbandierate sui giornali, riguardano semplicemente la mancata comunicazione dei prezzi al Ministero, prezzi però assolutamente regolari.
Siamo già costretti ad assolvere ad un obbligo che costituisce un aggravio del nostro lavoro, ed è inaccettabile che una semplice mancata comunicazione, pur nel rigoroso rispetto dei prezzi, ci possa esporre ogni giorno a multe fino a mille euro”.
Redazione Cuoreeconomico
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