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12/10/2021

Carraro (Confindustria Veneto): «Pnrr, non interventi a pioggia ma politica industriale per attrarre investimenti»

(Enrico Carraro, presidente Confindustria Veneto)

Il presidente a CUOREECONOMICO: «Spingere sulla logistica e rafforzare le filiere produttive. Dobbiamo moltiplicare gli investimenti privati sulle missioni prioritarie della ripresa. Attenzione a materie prime e decarbonizzazione, non è gratis»

Gli obiettivi della decarbonizzazione, la necessità di infrastrutture e il problema dei costi delle materie prime che riducono marginalità e affossano gli investimenti.

Enrico Carraro, presidente Confindustria Veneto ne ha parlato a CUOREECONOMICO.

Pnrr, Bonus, Rigenerazione urbana, il Nord Est sarà chiamato a contribuire al rilancio del paese: quali sono le idee per lo sviluppo?

«Il Nord Est può e deve svolgere un ruolo da protagonista per il rilancio del Paese “sfruttando” la grande opportunità offerta dal PNRR e, soprattutto, dalla necessità di riformare il Paese per non perdere le risorse comunitarie.

Non dobbiamo disperdere gli interventi a pioggia ma concentrarli per cantierare grandi progetti di politica industriale in grado di attrarre investimenti da parte di grandi aziende italiane e straniere.

Penso alla valorizzazione della Zona Logistica Semplificata (ZES), ad un piano integrato sulla logistica (Porto, Interporti, Aereoporti, AV/AC), al rafforzamento delle filiere produttive, a cominciare dall’automotive che sta attraversando una transizione senza precedenti.

Ma penso anche alla rigenerazione e alla valorizzazione del territorio, legando turismo ed eccellenze manifatturiere (moda, legno arredo, agrifood…).

E’ fondamentale programmare fin d’ora il dopo PNRR, traguardando obiettivi a 10/20 anni e progettando la politica industriale con scelte chiare per puntare ad una crescita strutturale, che ci faccia recuperare la produttività persa negli ultimi vent’anni.

Sarà poi importante capire quale sarà il ruolo delle Regioni nell’attuazione del PNRR. Avranno un margine discrezionale nelle decisioni? Se si, quanto? Le Regioni saranno trattate tutte allo stesso modo o si terrà conto delle diverse capacità gestionali dovute alla storia e alla complessità di ciascun territorio?»

C'è un problema materie prime, cosa sta succedendo e come se ne esce?

«I prezzi delle materie prime in realtà hanno cominciato ad aumentare già a fine 2020. Oggi stanno raggiungendo livelli mai visti prima.

Ma a preoccupare ancora di più per la ripresa è l’offerta di materia prima del tutto inadeguata rispetto alla domanda e, spesso, anche di scarsa qualità.

Inoltre, bisogna mettere in conto anche fattori aggiuntivi come container introvabili e costosi e tempi di approvvigionamento che si allungano.

Inevitabilmente, a volumi invariati, la marginalità delle imprese si riduce, togliendo fiato a investimenti in innovazione, formazione, transizione digitale ed ambientale.

È un problema di cui non vedo una soluzione a breve termine e soprattutto andrebbe affrontato in sede europea per trovare soluzioni di contenimento».

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Rincaro energie, tra speculazioni e obiettivi di decarbonizzazione, qual è il punto e cosa rischiano gli imprenditori?

«Il sostanziale aumento delle bollette porta in primo piano un tema che finora non è stato sufficientemente preso in considerazione: che la transizione ambientale è necessaria ma certo non gratuita.

Sulla bolletta confluiscono tutta una scelta di politiche economiche ed energetiche, per esempio anche quella di aver negato negli anni la realizzazione di impianti e infrastrutture alternativi per l'approvvigionamento di energia e quindi necessari a perseguire la decarbonizzazione.

Ricordo che se le risorse pubbliche a livello europeo per questa sfida supereranno i 1.000 miliardi di euro, oltre 2.500 miliardi saranno a carico del settore privato e gli stessi fondi del PNRR destinati alla transizione energetica rappresentano solo il 6% del fabbisogno di investimenti necessari all'Italia per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione.

Come Confindustria Veneto, abbiamo promosso il progetto Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità collaborando attivamente alla redazione del piano coordinato dalla Regione Veneto, nella parte relativa alla creazione di una Hydrogen Valley che coinvolga distretti e filiere industriali del Veneto a partire dall’area di Marghera.

Ciò consentirà non solo un significativo abbattimento di CO2 attraverso il consumo di energia pulita nei processi industriali, ma anche la creazione o riconversione di molte aziende in una supply chain per la produzione di idrogeno estremamente promettente anche per il futuro».

Grandi cantieri, cosa serve davvero al Paese? Si produrrà occupazione?

«I 20 anni prima del Covid 19 sono stati quelli economicamente peggiori degli ultimi 160. Bisogna crescere in modo strutturale, non a spot. Servono tecnologie migliori, investimenti fisici, a cui aggiungere quelli in capitale umano.

A livello pubblico servono infrastrutture, comprese quelle digitali. Bisogna semplificare l’apparato normativo e fare subito la riforma della Pubblica Amministrazione, così da evitare ostacoli auto imposti che impediscono di spendere le risorse che abbiamo.

Dobbiamo riuscire a moltiplicare gli investimenti privati convincendo il maggior numero di imprese a co-investire sulle missioni prioritarie del PNRR: transizione ecologica e digitale, sanità, inclusione sociale.

Senza questo effetto leva, la crescita aggiuntiva del PIL, in 6 anni, è stimata tra il +1,8% e il +3,6%. Non basta! Questo numero può crescere molto se anche i privati investiranno e ciò dipenderà da come si scriveranno i bandi delle gare e del procurement.

A livello infrastrutturale, i dati dell’Osservatorio OTI Nordest (www.otinord.it) sono chiari e preoccupanti: nel 2020 su 68 progetti infrastrutturali monitorati in tutto il Nord Italia, 23 sono completamente fermi e 24 hanno avuto un avanzamento inferiore ai programmi. 

Tra le cause, la pandemia ma anche il mancato finanziamento, la burocrazia legata alle procedure e ai processi decisionali e il persistere di veti e indecisioni politiche. Non possiamo più permetterci queste lentezze o non saremo in grado di spendere in tempo le risorse del PNRR.

In Veneto abbiamo molto da fare: dagli investimenti sulla rete ferroviaria (AV/AC, treni regionali) all’intermodalità e logistica integrata con la digitalizzazione di porti e aeroporti, fino alla messa in sicurezza di strade, viadotti e ponti.

E poi ci sono le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 che rappresentano un volano ed un motore di opportunità enorme per le nostre aziende ed il nostro territorio».

Di Luigi Benelli
(Riproduzione riservata)

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