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15/03/2023

Case green, Pichetto Fratin: "Bene rifugio per gli italiani, bozza Ue ci penalizza"

(Gilberto Pichetto Fratin, ministro della transizione ecologica)

Parere positivo del Parlamento Europeo alla norma sulla neutralità carbonica degli edifici entro il 2030. Ma l'Italia, che è in ritardo e presenta strutture molto vecchie, vota in gran parte contro. Pichetto Fratin: "Ignorato il nostro contesto nazionale". Salvini: "No ad imposizioni". Confedilizia: "Governo si impegni per stoppare la normativa". Parere positivo del Gruppo S&D, si spaccano Renew Europe e Ppe

Via libera dall’assemblea plenaria dell’europarlamento alla bozza di direttiva per rendere neutra dal punto di vista delle emissioni e dei consumi energetici l’edilizia dell’unione entro il 2050. Il testo è stata approvato con 343 voti a favore, 216 no e 78 astensioni e ora sarà oggetto di un negoziato con la Commissione per trovare la forma definitiva.

Cosa prevede la proposta

La proposta di revisione della direttiva sulle prestazioni energetiche nell’edilizia mira a ridurre sostanzialmente le emissioni di gas a effetto serra e il consumo di energia nel settore edilizio dell’UE entro il 2030 e a renderla climaticamente neutra entro il 2050.

Tutti i nuovi edifici dovrebbero essere a emissioni zero a partire dal 2028, con la scadenza del 2026 per i nuovi edifici occupati, gestiti o di proprietà delle autorità pubbliche.

Tutti i nuovi edifici dovrebbero essere dotati di tecnologie solari entro il 2028, ove tecnicamente idoneo ed economicamente fattibile, mentre gli edifici residenziali in fase di ristrutturazione hanno fino al 2032.

Gli edifici residenziali dovrebbero raggiungere almeno la classe di prestazione energetica E entro il 2030 e D entro il 2033. Gli edifici non residenziali e pubblici dovrebbero raggiungere gli stessi rating rispettivamente entro il 2027 e il 2030.

L’aggiornamento delle prestazioni energetiche (che può assumere la forma di lavori di isolamento o miglioramento del sistema di riscaldamento) avverrebbe in occasione di una vendita o di un’importante ristrutturazione di un edificio, se è in affitto, alla firma di un nuovo contratto.

Il ruolo degli stati membri

Gli Stati membri stabiliranno le misure necessarie per raggiungere questi obiettivi nei loro piani nazionali di ristrutturazione che dovranno includere regimi di sostegno per facilitare l’accesso a sovvenzioni e finanziamenti.

Gli Stati membri devono istituire punti di informazione gratuiti e programmi di ristrutturazione a costo zero.

Le misure finanziarie dovrebbero fornire un premio importante per ristrutturazioni profonde, in particolare degli edifici con le prestazioni peggiori, e sovvenzioni e sussidi mirati dovrebbero essere messi a disposizione delle famiglie vulnerabili.

I monumenti sarebbero esclusi dalle nuove regole, mentre i paesi dell’UE potrebbero decidere di escludere anche gli edifici protetti per il loro particolare valore architettonico o storico, gli edifici tecnici, gli edifici utilizzati temporaneamente, le chiese e i luoghi di culto.

Gli Stati membri possono anche esentare gli alloggi pubblici sociali, laddove i lavori di ristrutturazione porterebbero ad aumenti degli affitti che non possono essere compensati da risparmi sulle bollette energetiche.

Italia spaccata sulla direttiva

Ancora una volta l’Italia va in ordine sparso sulla direttiva. Tra gli italiani, favorevoli alla direttiva la delegazione del Pd, dei Verdi e del M5S mentre Nicola Danti e Giosi Ferrandino, di Italia Viva-Renew, si sono astenuti.

Sandro Gozi, anche lui in Renew e segretario del Partito Democratico europeo (che però conta come deputato francese, essendo stato eletto con En Marche) ha invece votato sì.

Il gruppo dei liberali, del resto, non ha votato compattamento a favore del testo: una minoranza si è divisa tra contrari e astenuti. No compatto di Forza Italia ad eccezione di Lucia Vuolo. Grande spaccatura anche in Europa dentro allo stesso Ppe.

Gli eurodeputati Paolo Borchia, Isabella Tovaglieri, Matteo Adinolfi e Elena Lizzi del gruppo della Lega al Parlamento europeo hanno presentato una proposta di reiezione al testo sull'efficienza energetica degli edifici, che però ha ricevuto voto contrario. 

Salvini, Ministro delle Infrastrutture, ha attaccato il provvedimento: "Un'altra direttiva sulla testa e sul portafoglio di 8 milioni di famiglie italiane, una mazzata economica in un momento di grande difficoltà per tanti. "Sì ad incentivi, ma no penalizzazioni e divieti.

La Lega - promette Salvini - cercherà di bloccare e modificare questa ennesima imposizione di Bruxelles contro il patrimonio immobiliare e culturale del nostro Paese. La casa non si tocca".

Parere negativo anche di Gilberto Pichetto Fratin, ministro della transizione ecologica: "La direttiva sulle Case Green approvata in Parlamento europeo è insoddisfacente per l'Italia. Anche nel Trilogo, come fatto fino a oggi, continueremo a batterci a difesa dell'interesse nazionale".

"Non mettiamo in discussione - spiega il Ministro - gli obiettivi ambientali di decarbonizzazione e di riqualificazione del patrimonio edilizio, che restano fondamentali.

Manca però in questo testo - osserva Pichetto - una seria presa in considerazione del contesto italiano, diverso da quello di altri Paesi europei per questioni storiche, di conformazione geografica, oltre che di una radicata visione della casa come 'bene rifugio' delle famiglie italiane". 

"Individuare una quota di patrimonio edilizio esentabile per motivi di fattibilità economica - prosegue Pichetto - è stato un passo doveroso e necessario, ma gli obiettivi temporali, specie per gli edifici residenziali esistenti, sono ad oggi non raggiungibili per il nostro Paese".

"Nessuno - chiarisce il Ministro - chiede trattamenti di favore, ma solo la presa di coscienza della realtà: con l'attuale testo - prosegue - si potrebbe prefigurare la sostanziale inapplicabilità della direttiva, facendo venire meno l'obiettivo 'green' e creando anche distorsioni sul mercato".

"Forti anche della mozione approvata dal nostro Parlamento - conclude Pichetto - agiremo per un risultato negoziale che riconosca le ragioni italiane". Sarebbero circa 1,5 milioni gli edifici da sistemare, secondo una prima stima.

A favore invece si è espresso tutto il gruppo S&D. Il capodelegazione italiano Brando Benifei, dice "Esprimiamo piena soddisfazione per l'esito del voto sulla direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia, testo chiave del pacchetto Fit for 55.

La Plenaria approva un nostro emendamento dall'importanza davvero cruciale, che vincola la Commissione a presentare una relazione sullo stato dell'avanzamento della direttiva e presentare strumenti aggiuntivi, tra cui sufficienti risorse finanziarie, per facilitare la transizione e attenuare eventuali incidenze socioeconomiche negative".

(Giorgio Spaziani Testa, presidende di Confedilizia)

Confedilizia: ora intervenga il Governo

Giorgio Spaziani Testa, presidende di Confedilizia, nel ringraziare la maggioranza di Governo per aver votato contro il provvedimento, dice: "La vicenda non si conclude qui. Da oggi, infatti, ha inizio una fase di negoziazione che vedrà protagonisti anche i governi dei Paesi dell'Unione.

In questo contesto si inserisce l'approvazione da parte della Camera dei deputati, mercoledì scorso, di una mozione di maggioranza che ha impegnato il governo italiano 'ad adottare le iniziative di competenza presso le competenti istituzioni europee al fine di scongiurare l'introduzione di una disciplina' giudicata - a ragione - pericolosa per il nostro Paese.

Chiediamo al presidente del Consiglio di impegnarsi in prima persona per il raggiungimento di questo obbiettivo", conclude Spaziani Testa.

Redazione Cuoreeconomico
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