mer 28 gen 2026

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Cashless society e Buy Now Pay Later: l'Italia fa passi avanti

(Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Responsabile Area Scenari e Intelligence di The European House – Ambrosetti)

The European House – Ambrosetti presenta una prima fotografia dell’Italia dei pagamenti digitali e anticipa alcuni risultati del Rapporto della Community Cashless Society 2024 che sarà discusso a Cernobbio il 4 aprile con le Istituzioni e le aziende della filiera cashless. Dai risultati della survey condotta presso gli esercenti, 8 su 10 accettano pagamenti digitali e oltre il 50% ne ha beneficiato con un aumento delle vendite, ma il divario Nord-Sud e il gap in termini di competenze digitali rallentano la transizione cashless

L'Italia dei pagamenti digitali accelera anche se rimane ancora un forte attaccamento al contante. È quanto emerge dalla survey agli esercenti condotta dalla Community Cashless Society di The European House – Ambrosetti, il cui Forum Finale si terrà il 4 aprile 2024 a Villa d’Este, Cernobbio.

La survey, condotta quest’anno per la prima volta da Ambrosetti su un panel di 500 esercenti, evidenzia come sia l'aumento della domanda da parte della clientela a spingere l’accettazione del cashless.

Sono 8 su 10 gli esercenti che, oltre al contante, accettano pagamenti digitali, sebbene solo una piccola percentuale accetti modalità P2P (come Paypal e Satispay).

Di questi, il 58 percento ha introdotto i pagamenti digitali per venire incontro alla richiesta dei clienti. Infatti, senza pagamenti digitali, gli esercenti stimano di perdere in media il 26 percento della clientela, con picchi superiori al 60 percento in settori come Alimentari, Abbigliamento, Bar/Tabacchi e Hotel/Strutture ricettive.

Oltre il 50 percento degli intervistati ha registrato un aumento delle vendite con l'introduzione del cashless.

I pregiudizi sul pagamento digitale

Tuttavia, nonostante la percezione di maggiore sicurezza dei pagamenti digitali rispetto al contante, solo il 13,7 percento degli intervistati ha aumentato l'adozione del cashless per questo motivo.

Anzi, il 20 percento degli esercenti considera ancora il contante il metodo di pagamento più sicuro, rivelando una certa resistenza al cambiamento.

Interessante notare come la dipendenza dal contante e la percezione di sicurezza sia più pronunciata nelle regioni del Mezzogiorno. Questo suggerisce la presenza di forti divari Nord-Sud relativi all’accettazione e all’utilizzo del cashless.

Oltre ai pregiudizi culturali, un altro ostacolo è rappresentato dalla cultura digitale diffusa tra gli esercenti. Il 60 percento giudica basso o molto basso il grado di raccolta e valorizzazione dei dati dei propri clienti, mentre il 26 percento non utilizza affatto il web per la propria attività. Inoltre, quasi il 50 percento dei rispondenti non ritiene di avere bisogno di competenze digitali avanzate.

Tuttavia, questo scenario contrasta con l'ampio spazio che metodi di pagamento avanzati come il Buy Now Pay Later (BNPL) stanno guadagnando. Nel 2023, ben il 40 percento degli utenti ha effettuato almeno il 10  percento dei propri acquisti online rateizzando i pagamenti digitali con soluzioni BNPL.

Dato ancora più interessante è che il 60 percento degli utenti senza questa opzione non avrebbe finalizzato l'acquisto.

Il contributo all'economia circolare

"L'Italia sta abbracciando sempre più i pagamenti digitali, ma restiamo un Paese ancora cash-based. La ricerca sui comportamenti degli esercenti rivela un quadro complesso, dove le dinamiche di sviluppo del cashless si intrecciano con ostacoli culturali e preconcetti”, afferma Lorenzo Tavazzi (Senior Partner e Responsabile Area Scenari e Intelligence di The European House – Ambrosetti).

“Serve rimuovere le barriere che ostacolano la promozione dei pagamenti digitali. La spinta della clientela, che rappresenta il driver principale di trasformazione, potrebbe diventare ancora più importante con la diffusione, ad esempio, delle soluzioni Buy Now Pay Later.

Ci auguriamo che a Cernobbio possa esserci l’opportunità di condividere come il percorso di digitalizzazione e modernizzazione potrà essere realizzato solo attraverso la piena collaborazione e l’impegno di tutti gli stakeholder pubblici e privati".

I pagamenti cashless contribuiscono anche alla transizione ecologica: l'Italia si trova al secondo posto in Europa, dopo la Germania, per le emissioni totali di anidride carbonica generate dai pagamenti in contante, con oltre 160,8 mila tonnellate di anidride carbonica circa 2,7 chili per abitante, causate dei pagamenti in contanti.

Secondo le stime elaborate da The European House – Ambrosetti, il pagamento cashless ha un’impronta di carbonio inferiore del 21 percento rispetto al contante.

Redazione Cuoreeconomico
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