Cavallo (Cisl Basilicata): “Mettiamo insieme i mondi vitali richiamati dalla conferenza episcopale lucana intorno ad un progetto condiviso”

“Dal 20 dicembre al 6 gennaio le rubriche di CUOREECONOMICO racchiuderanno le idee, le riflessioni e gli interventi che hanno contribuito ad analizzare il quadro economico e sociale italiano nel 2024”
(Vincenzo Cavallo, Segretario Generale Cisl Basilicata)
In un contesto internazionale sempre più incerto e complesso, la Basilicata deve fare i conti con una serie di eventi che esulano dal controllo.
Per la Cisl regionale, la sfida si riflette in una modalità di approccio ai cambiamenti, che prevede la proposta di un patto sociale basato su un progetto condiviso di sviluppo e coesione sociale.
Di seguito l’intervista a Vincenzo Cavallo, Segretario Generale Cisl Basilicata.
Quali sono le principali sfide socioeconomiche che la Basilicata sta affrontando attualmente, e in che modo la CISL sta lavorando per affrontarle?
"Complessità, incertezza e interdipendenza sono i caratteri qualificanti di questa epoca. Si tratta di potenti fattori con i quali siamo chiamati a misurarci ormai quotidianamente perché ne registriamo gli effetti tangibili sulla vita delle persone. Pensiamo alla recente vittoria di Trump alle presidenziali americane.
Oggi il tema non è se metterà in pratica o meno la politica dei dazi annunciata in campagna elettorale, ma come quel tipo di retorica isolazionista e nazionalista sta già rideterminando i rapporti di potere nel mondo. Oppure, pensiamo ai grandi cambiamenti tecnologici, come l’AI, o gli effetti del cambiamento climatico sulle famiglie e sulle imprese.
La nostra regione è dentro un flusso di eventi che non possiamo controllare e che comporta rischi evidenti, si pensi alla situazione nel settore automotive o alla crisi idrica, ma anche straordinarie opportunità. Ecco, io credo che la sfida più grande consista nel modo di approcciarsi ai cambiamenti.
E la risposta non può che essere quella del patto sociale proposto dalla Cisl: mettere insieme i mondi vitali richiamati dalla conferenza episcopale lucana intorno ad un progetto condiviso di sviluppo e coesione sociale".
Come vede evolversi il mercato del lavoro in Basilicata nei prossimi anni, considerando la transizione ecologica e digitale? Quali settori ritiene abbiano il maggior potenziale di sviluppo?
"Ci sono segnali di forte sofferenza, specie nelle filiere manifatturiere più esposte sul fronte della transizione ecologica e digitale, come l’automotive che sta vivendo una crisi nella crisi per effetto di una visione troppo ideologica a livello europeo e di scelte aziendali non appropriate.
Servono risposte urgenti su difesa dell’occupazione e ammortizzatori sociali. Per questo, insieme al ripristino dei fondi nazionali per la filiera, sollecitiamo un grande patto europeo per l’automotive in grado di mettere in campo politiche coordinate e risorse adeguate per contrastare l’agguerrita concorrenza cinese e non solo.
È importante anche la qualità e il profilo del management chiamato a governare una fase di transizione così complessa, come dimostra in negativo il caso di Tavares.
Serve un supplemento di riflessione per costruire percorsi di sostenibilità sociale che tengano insieme gli obiettivi di transizione energetica con la salvaguardia dei posti di lavoro in tutti i settori industriali.
Dobbiamo ragionare insieme su come accompagnare le lavoratrici e i lavoratori in questo percorso di cambiamento e di come sostenere il potere di acquisto delle famiglie".
Quali misure ritiene necessarie per sostenere i giovani e ridurre l'emigrazione, garantendo allo stesso tempo una maggiore inclusione per le fasce vulnerabili della popolazione?
"Serve un cambio di paradigma nelle politiche giovanili: dobbiamo passare dalle politiche per i giovani alle politiche dei giovani, coinvolgendoli nelle fasi di ideazione, pianificazione e realizzazione delle politiche.
Ciò implica l’istituzione di tavoli di dialogo permanente tra rappresentanti dei giovani, istituzioni, università, imprese e associazioni, per assicurare che le voci dei giovani siano ascoltate e che le loro idee e proposte diventino parte integrante delle strategie di sviluppo regionale.
Una delle priorità è arrestare il fenomeno dello spopolamento, che minaccia il tessuto sociale ed economico della Basilicata. Per realizzare questo obiettivo, è essenziale costruire insieme ai giovani certezze e prospettive concrete di vita e lavoro nella loro regione.
La sfida per la Basilicata e il Mezzogiorno è quella di trasformare la condizione giovanile da fattore di fragilità a motore di sviluppo, attraverso politiche che mettano al centro i giovani, le loro esigenze, le loro aspirazioni e la loro capacità di innovare e creare valore".
Di Claudia Boccucci
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