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16/11/2022

Cavini (Cna ER): “Caro-energia può far chiudere 21 imprese su 100”

(Paolo Cavini, presidente Cna Emilia-Romagna)

Il presidente della Confederazione: “Credito di imposta per impianti delle rinnovabili, meno burocrazia e rateizzazione delle bollette o molte aziende non ce la faranno a proseguire”

Bisogna interloquire con il Governo, concretamente, per ottenere una rateizzazione molto spinta sul pagamento delle bollette, da poter spalmare in 5-10 anni, così come la richiesta di mantenere e rafforzare al 50% i crediti di imposta sui maggiori costi di elettricità e gas”.

La richiesta arriva dal presidente di Cna Emilia-Romagna, Paolo Cavini, dal palco dell'Arena del Sole a Bologna, durante l'assemblea regionale dell'associazione.

Sulla stessa linea d'onda l'assessore allo Sviluppo economico della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, intervenuto verso la chiusura del dibattito.

Colla ha esortato Cna a chiedere nell'incontro con il Governo Meloni, già fissato, di “prorogare le scadenze di finanziamenti e moratorie sui mutui e di applicare sgravi sulle bollette”.

Altrimenti – ha avvertito – le imprese artigiane non ce la faranno. Non ce la fanno neanche i panettieri”.

Anche in Romagna la crisi morde

Il nostro centro studi – ha reso noto Cavini – ha stimato che, senza un rapido cambiamento, circa il 13% delle imprese emiliano-romagnole non sarà più nelle condizioni di proseguire il proprio lavoro e oltre il 21% sarà costretto a ridurre l’attività e, conseguentemente, anche l’occupazione”.

E' sempre più evidente – ha sottolineato – quanto il problema del costo dell'energia sia l'elemento di maggior preoccupazione per le imprese e le famiglie che si vedono recapitare bollette con costi sempre crescenti”. “Il rischio – ha avvertito il presidente di Cna – è quello di un problema sociale enorme”.

Un ulteriore conferma arriva da un'indagine condotta da Cna presso le imprese associate che evidenzia l'impatto dei rincari sui conti delle aziende.

Nei primi otto mesi di quest’anno – spiega Cavini – i costi energetici sostenuti dalle imprese sono in molti casi triplicati rispetto allo stesso intervallo temporale del 2021: è una situazione su cui è fondamentale intervenire velocemente con ogni strumento che la politica può mettere a disposizione”.

In Emilia-Romagna – avverte – le imprese assorbono il 73% dei consumi elettrici e il 56% di quelli di gas naturale di tutta la regione: significa che aumenti con percentuali di tre cifre impattano in modo tremendo sui costi di produzione”.

Rinnovabili e non solo, per sopravvivere

I prossimi mesi – ha aggiunto – saranno decisivi per la sopravvivenza di molte imprese e , di conseguenza, per la salvaguardia dei posti di lavoro e il benessere delle nostre comunità”.

“Il problema del caro energie – ha poi approfondito Cavini – non riguarda solo le aziende energivore ma, secondo la nostra indagine, coinvolge moltissime imprese artigiane che devono affrontare spese energetiche superiori al 40% dei costi complessivi di produzione”.

Un'altra misura fondamentale, per Cna, deve essere adottata sul versante delle rinnovabili, con “il sostegno all'autoproduzione, con l'introduzione del credito di imposta per l'installazione di impianti e la sburocratizzazione rapida per gli impianti fotovoltaici sotto ai 200 Kw” spiega Cavini, che si sfoga: “Ci sono 125.000 capannoni artigiani senza vincoli ambientali o di altro tipo, pronti per essere coperti con i pannelli senza arrecare alcun danno ambientale, cosa stiamo aspettando? Non possiamo permetterci che funzionino tra un anno, perché il problema energetico c'è ora”.

Di Paola Benedetta Manca
(Riproduzione riservata)

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