Cecchetti (Susa): ’In questo momento l’Italia è fragile sotto tutti i punti di vista: politico, morale ed economico’
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(Flavio Cecchetti, Presidente Susa)
Comprendo le difficoltà di chi governa perché è una situazione unica e difficile da gestire, la mia non è una condanna anzi, sono disponibile a collaborare, ma sulla seconda ondata ci siamo fatti trovare assolutamente impreparati. Non abbiamo sfruttato i mesi dopo il lockdown per prepararci
"Questa seconda ondata è peggio della prima”. Commenta così il Presidente di Susa, Flavio Cecchetti, il quadro della situazione attuale con il ritorno della crescita dei contagi da Covid-19. Un settore, quello dei trasporti, colpito duramente dalla pandemia e che negli ultimi giorni registra un importante numero di positivi: “Abbiamo passato il lockdown prendendo provvedimenti molto drastici, ma che ci hanno permesso di superare il periodo di fermo: in quei mesi non abbiamo avuto casi di positività, ora invece abbiamo diversi contagi e la regione peggiore è proprio l’Umbria. Noi lavoriamo con filiali in tutta Italia e stiamo navigando in un mare in tempesta. Sanifichiamo sempre e cerchiamo di far lavorare l’amministrazione in smart working, ma gli autisti che rientrano in sede sono facili portatori di contagio, nonostante le precauzioni. In quanto al fatturato - spiega Cecchetti - fino a maggio abbiamo perso 16 milioni su un totale annuo di 170milioni. Da metà maggio ci eravamo un po’ ripresi, le cose cominciavano a migliorare, i quantitativi erano soddisfacenti, ma ora la prospettiva è drammatica."
Proprio per questo motivo, Cecchetti vede difficile anche stilare una prospettiva per il prossimo anno: “Non sono pessimista - precisa - ma realista. Se mi avessero fatto questa domanda dieci giorni fa avrei risposto che a livello di bilancio finale 2020 avremmo registrato un livello inferiore di fatturato, ma tenendo sotto controllo i costi, ci eravamo dati l’obiettivo di chiudere in pareggio ed ero convinto che ci saremmo riusciti. In questo momento non riesco a prevedere nulla”.
Non condanna il governo Cecchetti, ma ammette che sono mancati i supporti e che in questa seconda ondata ci siamo fatti trovare impreparati: “Noi siamo sempre andati avanti con le nostre forze, non c’è stato alcun aiuto esterno. Se poi a livello di bilancio il Governo dovesse prendere iniziative straordinarie allora è un altro discorso. Certamente in questo momento l’Italia è fragile sotto tutti i punti di vista: politico, morale, economico. I famosi 200 miliardi che arriveranno il prossimo anno come saranno utilizzati? - si chiede - Con queste premesse saremo allo sbando. Comprendo le difficoltà di chi governa perché è una situazione unica e difficile da gestire, la mia non è una condanna anzi, sono disponibile a collaborare, ma sulla seconda ondata ci siamo fatti trovare assolutamente impreparati. Non abbiamo sfruttato i mesi dopo il lockdown per prepararci”. Ma l’imprenditore è duro anche con i governi precedenti: “Dove sono finiti - domanda – quei politici che anni fa predicavano la sanità privata e hanno contribuito a distruggere la sanità pubblica? Il modello della Lombardia che andava fatto in tutta Italia che risultati ha dato? Sanità di eccellenza e tutto il resto terra bruciata; ed oggi scopriamo che servirebbe una sanità capillarmente presente sul territorio. È chiaro che se vengono ridotti gli investimenti nella sanità pubblica ci si ritrova così”.
Un giudizio diverso, invece, per il sistema bancario: “Noi dalla crisi del 2009 ad oggi, dalle banche abbiamo avuto tutto l’appoggio possibile. Abbiamo avuto sempre accesso al credito con tassi convenienti. Ci hanno sempre concesso prestiti accordandoci fiducia: mi sento anzi di dover ringraziare gli istituti con cui collaboriamo perché ci hanno supportato prima e continuano a farlo ora”. La condanna di Cecchetti è piuttosto sulla logistica e sul ruolo ricoperto dal settore trasporti in Italia: “Un Paese come va avanti senza una rete logistica efficiente e razionale. Il fatto che in Italia si preferisca mandare la gente in ferie e fermare i camion definisce l’importanza che viene data a questo settore”.
Di Giulia Sancricca
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