Cgil Napoli e Campania: chiarimento sull'intervento al Napoli Pride e impegno per il dialogo

(Assemblea Confindustria, Napoli)
Assemblea Confindustria, Paudice (Cgil Napoli e Campania),“Tessuto industriale in evidente difficoltà nonostante proclami della Meloni. No alla revisione del progetto Bagnoli"
È quanto afferma Raffaele Paudice della segreteria Cgil Napoli e Campania. “La prospettiva dei futuri dazi al 10% imposti dagli USA – secondo Paudice - rende il quadro drammatico in molti settori industriali, aggravando crisi già in corso come quella del settore tessile e dell'automotive che necessitano di interventi urgenti di politica industriale che al momento non vediamo. Né crediamo che la risposta possa essere quella di provare a fermare il Green Deal europeo, di fronte a una crisi climatica senza precedenti e con il rischio di deresponsabilizzare i produttori europei e di ritardare la necessaria innovazione della nostra industria con conseguenze drammatiche sul futuro e sull'occupazione al di là dei danni attuali provocati dalle scelte tardive e sbagliate di governo e dei produttori”.
“Una visione poco lungimirante che – aggiunge Paudice - ritroviamo anche nel giudizio positivo degli industriali sulla ZES unica del Sud che come invece avevamo denunciato quando il governo decise di assumerne il controllo, togliendo al territorio quello che allora si stava mostrando come un utile strumento a sostegno degli investimenti a Napoli e in Campania, oggi si è trasformata in oggetto di cui non capiamo la funzione e di cui a stento conosciamo i risultati”.
Dalla Cgil arriva anche un "no" secco alla proposta di revisione del progetto di Bagnoli, avanzata dal numero degli industriali napoletani.
“Dissentiamo fortemente – conclude Paudice - dall'idea lanciata dal presidente Jannotti Pecci, di cui abbiamo letto ampie anticipazioni sulla stampa, di una revisione del progetto di Bagnoli giudicato troppo ideologico, a favore di nuove lottizzazioni e della significativa riduzione sia dell'estensione del parco a favore di una sua funzione completamente diversa da quella del progetto originario. Su questo versante ci batteremo in tutte le sedi affinché quell'area non sia regalata agli interessi speculativi, come sta avvenendo altrove, ma affinché venga restituita alla città e a i suoi abitanti”.
Redazione Cuoreeconomico
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