Cisl deposita legge iniziativa popolare, Sbarra: "Governo dia risposte su sanità, pensioni e Pnrr"

(Luigi Sbarra, segretario generale Cisl)
Il segretario nazionale del sindacato, ha guidato prima la manifestazione, ricordando anche la giornata contro la violenza sulle donne, incalzando la Meloni ed i ministri: "Troppe cose non vanno bene nella legge di bilancio: serve un nuovo patto sociale per crescita e sviluppo sostenibile". Poi la missione alla Camera con le firme raccolte
"Non possiamo più tollerare l’intollerabile. Serve una grande alleanza sociale e culturale contro l’escalation di aggressioni, violenze, prevaricazioni, molestie, femminicidi a cui stiamo assistendo. Basta con la ‘cultura patriarcale’”.
Lo ha detto a Roma il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra dal palco di piazza Santi apostoli concludendo la Manifestazione nazionale.
“Partecipare per crescere: migliorare la Manovra, costruire un nuovo Patto sociale” indetta dalla Cisl per chiedere a Governo e Parlamento di correggere e migliorare la legge di bilancio e in coincidenza con la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, insieme alle delegazioni di tutte le regioni italiane e delle diverse categorie che stanno manifestando con il nastro rosso al braccio e sulle bandiere, anche per dire forte "No alla violenza sulle donne".
Nella giornata di lunedì invece, l'appuntamento alla Camera dei Deputati, per dare seguito al percorso per la legge di iniziativa popolare sulla partecipazione gestionale, consultiva, organizzativa, economico-finanziaria dei lavoratori alla vita delle aziende private e pubbliche in attuazione dell’articolo 46 della Costituzione iniziato ormai diverso tempo fa e conclusosi con un plebiscito ai banchetti.
Le ragioni della manifestazione
"Siamo qui oggi in nome di milioni di lavoratori, pensionati, giovani, famiglie, migranti, precari, disoccupati che hanno affrontato e stanno affrontando stagioni dure e pesanti per la caduta dei redditi e per una condizione sociale difficile e proprio per questo hanno ancora più bisogno di noi” – ha proseguito Sbarra nel corso della manifestazione sottolineando la necessità di “migliorare la manovra di bilancio e negoziare un nuovo patto sociale per crescita e sviluppo sostenibile, riforme e partecipazione, investimenti e produttività, qualità del lavoro e formazione, politiche sociali e coesione sociale: questa la grande sfida che ha davanti il Paese.
Per favorire la crescita l’unica strada davvero utile al Paese è quella del confronto, del dialogo. È così che sono ripartiti i Tavoli con il Governo. È grazie alla nostra azione tenace che è tornato a vivere un metodo da tempo abbandonato.
Rispettiamo le scelte di mobilitazione di Cgil e Uil – ha precisato il leader della Cisl – ma le consideriamo sproporzionate: in un momento già pesante, lo sciopero danneggia le tasche dei lavoratori, rischia di incendiare i rapporti industriali. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno”.
Le richieste al Governo
Poi le richieste, incalzanti, al Governo: "Le misure in manovra a sostegno di fasce deboli, famiglia, natalità senza di noi non ci sarebbero state. Riconoscerlo dà la possibilità di modificare quello che non va. E di cose che non vanno ce ne sono eccome nella legge di bilancio.
Al Governo lo diciamo oggi e torneremo a dirlo con forza, senza giri di parole a cominciare dalle pensioni: non va bene. Intervenire in modo così grave e sbagliato, irrigidendo le regole. Su questo bisogna subito tornare indietro.
Ci dica la premier Meloni come intende rilanciare la sanità e abbattere le liste d’attesa se alimenta la più grande fuga di operatori sanitari degli ultimi anni!
Ci dica il ministro Giorgetti come pretende di realizzare il Pnrr se gli Enti Locali si svuotano! Ci dicano, come immaginano di rafforzare il welfare e la scuola con plessi e istituti d’infanzia desertificati!”.
“Come pensano di sostenere lavoratori impegnati in occupazioni gravose con le nuove regole punitive su Ape sociale e Opzione donna? Bisogna prendere un’altra strada, dare una pensione di garanzia a giovani e donne. Si intervenga in Parlamento
Per questo si alzano le nostre voci, le nostre proposte, il nostro coraggio. Sappiamo che l’orizzonte verso cui procedere è vasto e che c’è bisogno di tutte le energie di cui il Paese dispone. Nessuno si fermi al proprio interesse particolare”.
Il giorno della legge di iniziativa popolare
La consegna alla Camera delle centinaia di migliaia di firme segna il passo chiave della proposta del sindacato. Ora tocca quindi al Parlamento decidere sulla della proposta di legge di iniziativa popolare.
“Aumentare a tutti i livelli il coinvolgimento dei lavoratori vuol dire organizzare il lavoro in maniera dinamica, condivisa, flessibile” ha sottolineato Sbarra.
“Vuol dire aumentare la ricchezza creata e distribuirla in modo più equo, rendendo più pesanti le buste paga. Vuol dire offrire nuovi stimoli a ricerca, innovazione e formazione continua dei lavoratori.
Significa poter arginare le delocalizzazioni e frenare pirateria industriale e finanza speculativa. Significa più controllo sul rispetto delle procedure di sicurezza nelle linee produttive, nei cantieri, sui campi e nelle fabbriche.
Per poter arrivare, un giorno, a scrivere la parola “fine” in fondo a quell’orribile e vergognosa pagina rappresentata dalle morti sul lavoro”.
Redazione Cuoreeconomico
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