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25/01/2024

Civica (Uil Lazio): “Sanità, sociale e lavoro povero: serve un nuovo modello economico”

(Alberto Civica, segretario regionale Uil Lazio)

Il segretario regionale del sindacato a CUOREECONOMICO: “Il Pnrr, dopo la rimodulazione, peggiorerà la situazione e questo ci preoccupa. Regione a più velocità: Roma traina ma avrebbe bisogno di più risorse. La questione sicurezza è legata a quella degli stipendi: abbiamo un precariato altissimo e molta gente accetta stipendi bassi pur di mantenere il posto”

Il Lazio e le sfide dell’economia nel 2024. La regione della Capitale è da sempre piena di complessità che le derivano proprio dalla presenza di Roma.

Una situazione che spesso finisce per accentuare l’ampiezza delle ricadute del contesto economico e politico nazionale.

CUOREECONOMICO disegna il quadro con Alberto Civica, segretario regionale della Uil Lazio e la fotografia che ne esce è quella di una regione in difficoltà, che si appresta a vivere un 2024 molto intenso.

Iniziamo l’anno come l’avevamo finito – spiega Civica – con le stesse preoccupazioni. Al di là dei dati mirabolanti sull’occupazione che vengono forniti, la situazione è ben diversa. Il reddito non cresce, il 26 percento delle famiglie è a rischio povertà, un dato questo superiore di due punti rispetto alla media nazionale.

La sanità fa acqua da tutte le parti: ci sono 1000 persone in attesa del pronto soccorso e 50 ambulanze ferme perché non possono lasciare il malato, il sociale è inesistente.

Non vediamo miglioramenti: a Rocca chiederemo conto per esempio del taglio degli interventi sulla sanità previsti dal Pnrr, quindi questo vedrà al ribasso anche gli ospedali di comunità”.

Una regione a due velocità e non solo

La presenza di Roma poi, è croce e delizia per il Lazio: “Roma rappresenta il 70 percento di tutto quello che avviene nella Regione – dice Civica – questo vuol dire che la gran parte degli interventi si concentrano lì, ma anche che la Capitale diventa un volano per tutto il territorio.

Ma il vero problema è che Roma ha una espansione territoriale enorme, è grande come le prime 4 città italiane. Ma è sotto finanziata, cosa che per una città che durante il giorno fa 4 milioni di abitanti è un grande problema anche per tutta la Regione.

Il trasporto pubblico, per esempio, è pagato la metà rispetto a Milano e ha problemi enormi. La sanità romana vede tutti gli ospedali concentrati qui. I soldi sono sempre quelli, per cui adesso che il progetto regionale è rinforzare il resto delle città, è un po' come una coperta corta”.

La desertificazione bancaria

Roma e il Lazio pagano anche un conto salatissimo alla desertificazione bancaria. La Uil ha girato l’Italia nel 2023 per sensibilizzare su questo problema: “L’innovazione non si può fermare – dice Civica – di questo ne siamo ben consapevoli. Oltre al fatto che l’Italia parte però 20 anni indietro, c’è l’aspetto sociale.

Se chiudono tutte le agenzie, gli anziani devono comprarsi uno smartphone e quindi spendere, far gestire il conto a qualcun altro. Sono costi sociali dei quali nessuno tiene conto”.

Sicurezza e  lavoro povero

Il 2024 della Uil inizia invece sul fronte della sicurezza e del precariato. Il tour è partito dalla Lombardia e toccherà tutta l’Italia. La situazione del Lazio, spiega Civica, è molto critica: “Noi abbiamo chiesto al Governo una Legge sul modello spagnolo – dice – dove il contratto è solo a tempo indeterminato, con quello determinato che è una eccezione, mentre vengono riproposti i voucher.

Chiaramente la distanza è tanta e il problema precariato e sicurezza nel Lazio è alto, il lavoro povero è altissimo: il 30 percento dei lavoratori privati non agricolo viaggiano ad 8000 euro di reddito medio, settori come turismo e commercio addirittura viaggia sui 6000.

C’è gente che pur di mantenere il posto di lavoro accetta queste cifre. L’insicurezza sta diventando cronica: su stiamo portando avanti le nostre battaglie”.

Senza banche e con stipendi bassi, diventa sempre più difficile anche solo pagare le rate del mutuo, come certifica la Fabi. Ma anche per i giovani, pensare di mettere su famiglia: “C’è tutto un sistema da cambiare – conclude Civica – a cominciare dalla logica del profitto, che è la sola che domina.

Lo diceva in fondo anche Papa Francesco, che un nuovo modello economico è possibile: da quello dobbiamo ripartire”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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