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29/09/2023

Cna Marche: "Investire sulle infrastrutture fisiche e digitali per spiccare il volo"

Assemblea dell'associazione artigiana sui nodi infrastrutturali del territorio. Silenzi e Bordoni: "Porto, rete ferroviaria, aeroporto e interporto possono essere la chiave del futuro, ma occorre lavorare anche sulle strade, visto che le aree interne sono poco collegate fra loro. Molti ritardi sulla banda larga". Il presidente regionale Acquaroli e l'assessore Baldelli: "Abbiamo creato una filiera tra Regione, enti locali e categorie produttive sull’arretramento dell’A14, ma ereditiamo problemi dal passato e c'è tanto da fare. Partiranno i primi voli quotidiani su Roma e Milano". Il Commissario alla ricostruzione Castelli: "Sui ritardi della banda ultra larga e della copertura digitale delle Marche,  a volte sono i Comuni e le popolazioni locali a ritardarli per l’opposizione alle infrastrutture del 5G"

Un gap infrastrutturale da superare per consentire alle Marche di spiccare il volo e diventare uno snodo fondamentale per lo sviluppo economico nazionale, sfruttando anche la centralità della sua posizione geografica.

Se n’è parlato all’assemblea generale di Cna Marche che aveva per tema “Marche e infrastrutture, connettersi al futuro. Criticità, obiettivi e progetti per superare l’isolamento”.

La tavola rotonda, ospitata presso la sede regionale di Ancona dell’associazione, ha visto la partecipazione, oltrechè di presidente e segretario della Cna Marche Paolo Silenzi e Moreno Bordoni, anche del presidente della Regione Francesco Acquaroli, dell’assessore alle infrastrutture Francesco Baldelli, del commissario alla ricostruzione post sisma ed ex sindaco di Ascoli Piceno Dario Castelli e del presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini.

Quest’ultimo è intervenuto da remoto con un saluto, ricordando che “il lavoro che la Camera di Commercio sta facendo sulle infrastrutture di concerto con la Regione e con le categorie economiche, con grande attenzione alla valorizzazione delle aree interne del cratere, che hanno subito gli eventi sismici e che devono essere messe in grado di ripartire”.

Il confronto è stato moderato da Daria Paoletti, giornalista parlamentare di Sky Tg24.

Porto, aeroporto, interporto e rete viaria

“Fondamentali dal nostro punto di vista – hanno spiegato Silenzi e Bordoni – le infrastrutture strategiche del Porto di Ancona, Aeroporto e Interporto che vanno integrate in una Piattaforma Logistica per potenziare i collegamenti nazionali e internazionali della nostra regione”.

Con particolare riferimento al trasporto su gomma, hanno poi sottolineato la necessità di numerosi interventi: “Dalla terza corsia sull’autostrada A14 al completamento della Quadrilatero e alla Fano Grosseto, passando per intervallive e pedemontane per collegare le aree interne delle Marche con la costa e con le altre regioni italiane.

Da noi l’87 percento delle merci transita su gomma. Attualmente la rete viaria marchigiana ha una lunghezza di 65,3 chilometri ogni 100 chilometri quadrati rispetto a una media nazionale di 58,1 chilometri ma sono strade che vanno dall’entroterra alla costa mentre le aree interne sono collegate tra loro poco e male”.

La rete ferroviaria

Dall’alta velocità nella linea adriatica e dal potenziamento dei collegamenti con Roma (Falconara Orte) passa la fine dell’isolamento ferroviario delle Marche con conseguente rilancio del turismo e del traffico merci intermodale.

“Senza questi interventi – secondo Silenzi e Bordoni – arriveremo impreparati al 2030, quando il 30 per cento del trasporto merci su strada, per tratti superiori ai 300 chilometri, dovrà essere trasferito su rotaia o su nave. Una percentuale che sale al 50 per cento entro il 2050.”

Attualmente nelle Marche ci sono 4,1 chilometri di ferrovia ogni 100 chilometri quadrati contro i 5,5 km dell’Italia. A essere elettrificata è il 62,1 per cento della rete contro il 71,8 per cento in Italia mentre il 52,1 per cento è a doppio binario rispetto al 46,1 per cento della media nazionale. Lo scorso anno il treno è stato utilizzato soltanto dal 28,9 per cento dei marchigiani mentre le merci movimentate con i treni sono il 13 per cento del totale.

Banda ultra larga

Ma le marche sono in forte ritardo anche sulla fibra. Soltanto il 46,5 percento della regione, è stato spiegato, è coperto dalla Banda Ultra Larga. E solo un marchigiano su quattro (il 25,3 per cento) ha un abbonamento ad essa, con la  percentuale che scende al 5,7 per cento se si fa riferimento agli indirizzi postali.

Drammatica la situazione dei distretti industriali. In Italia, secondo una elaborazione del Sole 24 Ore su dati Istat e Agcom, la copertura della banda ultra larga nella versione più performante in Ftth è sotto l’1 percento in 52 distretti su 141. Ma addirittura sono sette i distretti con copertura ancora inferiore all’1 per cento: Montegranaro, Porto Sant’Elpidio, Pergola, Cagli, Urbania, Urbino e Recanati

“Telemedicina e-commerce e altre attività digitali – hanno sottolineato Bordoni e Silenzi – “dipendono dalla velocità di collegamento e su questo occorre un grande sforzo perché siamo indietro e in certe zone interne delle Marche, altro che fibra, neanche i cellulari riescono a collegarsi perché non c’è campo”.

(Moreno Bordoni e Paolo Silenzi)

Le sfide della Regione: colmare i ritardi e abbattere i tempi

La Regione ovviamente, è chiamata in causa in questo percorso di sviluppo economico che deve passare per investimenti forti in tutti i settori.

Acquaroli ha ricordato che da domenica partiranno da Falconara voli di continuità territoriale giornalieri verso Roma, Milano e Napoli: “Si tratta – ha sottolineato – di un passo importante per contrastare quell’isolamento infrastrutturale che ha frenato in passato la competitività delle nostre pur bravissime imprese.

L’aeroporto, insieme al Porto e all’Interporto dovrà diventare quel Centro Intermodale attorno al quale far ruotare le altre infrastrutture viarie sulle quali stiamo investendo con progetti, in alcuni casi già cantierabili: terza corsia dell’A14, Fano Grosseto, Pedemontana, Salaria solo per citarne alcuni”.

Gli fa eco l’assessore Baldelli: “Le Marche – ha spiegato – possono diventare il perno di una piattaforma logistica dell’Italia centrale per unire i Balcani con la penisola iberica e con il Corridoio Atlantico e mettere l’Italia al centro dell’Europa.

Una opportunità che non dobbiamo lasciarci sfuggire, colmando i ritardi infrastrutturali ereditati dal passato. Ritardi che ci stiamo impegnati a superare creando una filiera tra Regione, enti locali e categorie produttive sull’arretramento dell’A14.

Entro la fine dell’anno inizieranno i lavori sulla Fano Grosseto per arrivare a collegare le Marche con i porti di Piombino e La Spezia”.

La ripartenza post sisma

Non meno importante ovviamente, la rinascita delle Marche dopo il sisma del 2016, con la Regione che soltanto adesso – come le altre colpite dalle scosse – sta lentamente ricominciando a crescere: “Nell’area del cratere – ha sottolineato il commissario Castelli – in accordo con le Regioni Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio stiamo efficientando le connessioni viarie per un ‘area di 8000 metri quadrati, attivando il fondo supplementare sisma di oltre 200 milioni.

In particolare la pedemontana andrà da Fabriano fino ad Ascoli Piceno per arrivare a Roma attraverso la Salaria via Chieti o via Teramo. Grazie al Fondo complementare è anche previsto il restyling delle stazioni ferroviarie di Macerata, Fabriano, Tolentino e Ascoli.

Sui ritardi della banda ultra larga e della copertura digitale delle Marche, va detto che a volte sono i Comuni e le popolazioni locali a ritardarli per l’opposizione alle infrastrutture del 5G”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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