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27/04/2023

Coldiretti e Confagricoltura pronte ad aiutare la ripartenza dell'Ucraina: "Sistema solido ne farà partner strategico"

Le associazioni di categoria hanno preso parte al bilaterale per la ricostruzione. Prandini:"Il ruolo delle imprese agricole, agroalimentari e della meccanizzazione agricola italiane sarà determinante per ripristinare e potenziare le relazioni economiche con l’Ucraina". Cilento (Confagricoltura): "Garantire al Paese una transizione verso la Ue"

Anche il mondo dell'agroalimentare è pronto a fare la sua parte nella ricostruzione dell'Ucraina perchè è proprio dalla ripartenza di settori strategici che si concretizza la rinascita di un Paese, nella certezza, come è stato detto nella Conferenza bilaterale per la ricostruzione dell’Ucraina che si è svolta a Roma, con la partecipazione del primo ministro ucraino, della presidente del consiglio Giorgia Meloni ed in collegamento del Presidente Zelensky che l'Ucraina vincerà la guerra e lo farà presto.

Coldiretti e Confagricoltura erano presenti. Coldiretti, Filiera Italia ed il consiglio agricolo Ucraino, con il sostegno dei Ministeri dell’agricoltura Italiano ed Ucraino, hanno stipulato una intersa.

Si tratta di un Memorandum of understanding contenente progetti congiunti del settore agroalimentare da realizzare in Ucraina con partnership tra aziende italiane ed Ucraine.

Decontaminazione dei terreni per uso agricolo alla meccanizzazione intelligente, tracciabilità  dei raccolti, miglioramento genetico delle piante, formazione alla produzione di bioenergie sono alcuni degli impegni assunti per l’agroalimentare.

Obiettivo di tali progetti, alcuni dei quali potranno essere attivati a brevissimo termine ed altri a medio lungo periodo è quello di rendere il modello dell’ Agrifood italiano protagonista nella ricostruzione agroalimentare dell’Ucraina e del contrasto congiunti alla insicurezza alimentare globale.

La guerra ha rimodulato infatti lo scenario degli approvvigionamenti di materie prime e della food security a livello mondiale, con ripercussioni in particolare per le aree più vulnerabili del Pianeta (a partire da Medio Oriente e Nord Africa).

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Le parole di Prandini (Coldiretti)

Secondo il Presidente della Coldiretti Ettore PrandiniL’agroalimentare rappresenterà uno dei settori strategici della ricostruzione ucraina e uno degli assi portanti del contributo ad essa dell’Italia.

Il ruolo delle imprese agricole, agroalimentari e della meccanizzazione agricola italiane sarà determinante per ripristinare e potenziare le relazioni economiche con l’Ucraina, nel reciproco interesse dei due Paesi”.

Le aziende aderenti a Filiera Italia - dichiara luigi Scordamaglia amministratore delegato di Filiera Italia - con il loro know how e tecnologia innovativa, sono già protagonisti delle politiche internazionali legate all’agroalimentare, nonché delle iniziative di sostegno e cooperazione internazionale sulla food security del Governo italiano e ciò sarà ancora più importante nei progetti elaborati in partnership con le aziende ucraine che offriranno a tale Paese colpito dal dramma della guerra importanti leve di rilancio a breve ed a medio termine”.

Le parole di Cilento (Confagricoltura)

Nicola Cilento, componente della Giunta di Confagricoltura sottolinea come “L’aggressione russa all’Ucraina ha spinto le istituzioni europee a dare maggiore priorità al processo di integrazione.

In questo iter, l’Ucraina rappresenta un Paese dal grande impatto agricolo e demografico, capace, solo con il proprio ingresso nell’Ue, di ridisegnare la geografia dell’Unione, dispiegando un peso politico di elevata caratura e obbligando, a suo tempo, a rivedere interamente la Pac, ridimensionando il quadro finanziario pluriennale europeo”.

La guerra ha generato una grave destabilizzazione a livello di sicurezza alimentare globale, viste le ingenti quantità di grano e semi oleosi che l’Ucraina esportava in tutto il mondo, ponendola al terzo posto a livello internazionale per export agricolo.

Dopo lo scoppio del conflitto, la ratifica dell’Accordo del Mar Nero siglato sotto l’egida dell’Onu ha rappresentato un passaggio significativo per la sicurezza alimentare, evitando una crisi che avrebbe spinto alla fame gran parte del continente africano.

Un investimento mirato sull’agroindustria ucraina - ha spiegato Cilento - permetterebbe l’esportazione di materie trasformate, evitando disequilibri di offerta produttiva di alcune materie prime come il mais, il grano o i semi oleosi. Inoltre, investire sull’agroindustria del Paese significherebbe generare valore aggiunto in loco e favorire l’occupazione”.

La realizzazione di un sistema agroindustriale solido renderebbe l’Ucraina un partner strategico per gli Stati membri, che importerebbero prodotti già trasformati senza dazi interni, evitando così di creare un pericoloso disequilibrio nel mercato interno.

Import agricolo ucraino in crescita grazie a stati membri Ue

La sospensione da parte dell’Ue dei dazi sui prodotti agricoli importati dall’Ucraina - ha ricordato Cilento - ha comportato un precedente con cui il Paese si è insediato, nel giro di un anno, al terzo posto tra i fornitori di prodotti agricoli per l’Europa.

Per questo, alcuni Stati membri dell’Est europeo hanno posto in essere degli accordi per non collocare i prodotti agricoli sul proprio territorio, evitando così gravi squilibri di mercato nazionale”.

E’ rilevante - aggiunge Confagricoltura - il ruolo dell’Ucraina per supplire alla carenza di materie prime, tra cui i fertilizzanti, originariamente importati in massa dalla Russia.

Nel processo di ricostruzione, il Paese potrebbe pertanto sviluppare un sistema di produzione dei fertilizzanti utile a ridurre la dipendenza europea dai Paesi terzi, fra cui la Russia.

Il percorso di adesione all’Ue portato avanti dalle istituzioni europee mostra un elevato livello di fiducia e una propensione ad assicurare un futuro più certo ai cittadini ucraini. - conclude Confagricoltura - L’Ucraina rappresenta in questo momento storico un baluardo della democrazia e, come tale, deve essere preservato nelle sue fondamenta, garantendo al contempo una transizione rapida e irreversibile verso il sistema Ue, sviluppando un progresso agroindustriale capace di salvaguardare e valorizzare la vocazione esportatrice del Paese".

Redazione Cuoreeconomico
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