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04/02/2024

Coldiretti e la battaglia sul latte: "Confermate violazioni di Lactalis, pagano agricoltori italiani"

(Ettore Prandini, presidente Coldiretti)

Il numero uno dell'associazione agricola sulla vicenda dei prezzi ribassati: "Non si può scendere sotto il costo. Molte aziende agricole hanno timore di ritorsioni nel denunciare eventuali illeciti imposti da grandi gruppi industriali e catene distributive e per questo la discesa in campo della rappresentanza degli agricoltori e allevatori garantisce l'anonimato sulla denuncia della singola impresa"

"Prima vittoria di una battaglia sui prezzi del latte che sarà lunga e difficile. I prezzi pagati non devono scendere sotto i costi": è quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

"L'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione delle frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf) - spiega l'associazione agricola - ha riscontrato delle violazioni della norma sulle pratiche sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agroalimentare relativamente ai contratti sul latte stipulati con gli allevatori italiani dalla multinazionale francese Lactalis, i cui rappresentanti saranno presto ascoltati al Ministero".

La vertenza - sottolinea ancora - è stata aperta dalla Coldiretti a settembre con la denuncia della multinazionale francese Lactalis per aver modificato unilateralmente il contratto con gli allevatori fornitori di latte, diminuendo i prezzi riconosciuti e introducendo anche un nuovo indice collegato tra l'altro alle quotazioni del latte europeo non concordato e fortemente penalizzante per i produttori italiani, già fortemente penalizzati dal caro costi.

Applicare le leggi italiane sui prezzi

"Chiediamo che Lactalis, società che ha acquisito Parmalat, Locatelli, Invernizzi, Galbani, Cademartori e Nuova Castelli, paghi anche la differenza agli allevatori danneggiati", annuncia Prandini nel ricordare che si tratta dell'applicazione del decreto legislativo n.198 dell'8 novembre 2021.

"Una norma che - precisa - prevede che i prezzi pagati ad agricoltori ed allevatori non scendano mai sotto i costi di produzione ma che la Coldiretti è stata la prima ed unica a voler applicare. Abbiamo iniziato con il latte, ma siamo pronti ad agire su tutte le filiere per impedire altre pratiche sleali contro gli agricoltori". Una iniziativa, si aggiunge, coerente con la mobilitazione a Bruxelles.

"La legge nazionale infatti - precisa Coldiretti - ha recepito una direttiva europea, fortemente voluta proprio dalla Coldiretti, e indica tra le pratiche sleali pagamenti non connessi alle vendite, contratti non scritti e prezzi riconosciuti agli agricoltori e agli allevatori inferiori ai costi di produzione. Ed è quest'ultima la situazione che si è verificata con la modifica delle condizioni contrattuali che hanno comportato un taglio dei prezzi riconosciuti agli allevatori". 

Verifiche e denunce a segno

"Dopo la denuncia sono scattate le verifiche e sotto la lente dell'Icqrf sono finiti tutti i contratti e le variazioni intervenute da parte della multinazionale. E sono scattate le contestazioni.

Se il procedimento si concluderà con la condanna del più grande gruppo industriale del latte in Italia e in Europa - sostiene la Coldiretti - sarà un risultato importante per tutto il mondo agricolo.

Molte aziende agricole hanno timore di ritorsioni nel denunciare eventuali illeciti imposti da grandi gruppi industriali e catene distributive e per questo la discesa in campo della rappresentanza degli agricoltori e allevatori quale è la Coldiretti garantisce l'anonimato sulla denuncia della singola impresa e quindi offre un maggiore potere contrattuale".

Redazione Cuoreeconomico
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