sab 14 mar 2026

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Coldiretti, la Toscana regina degli itinerari enogastronomici

(Letizia Cesani, Presidente Coldiretti Toscana)

La regione conquista il primo posto per numero di percorsi enogastronomici con 137 riconoscimenti tra città del vino, dell’olio e del bio, strade del vino ed altri itinerari che valorizzano enogastronomia, turismo, agricoltura e ambiente. La Toscana stacca il Piemonte (123) e la Campania (123), più distanti ancora il Veneto (99), la Sicilia (88) e la Sardegna (87)

A dirlo è Coldiretti Toscana sulla base dell’analisi dell’Osservatorio degli Indicatori Territoriali di qualità di Ismea e della Fondazione Campagna Amica. Stando ai numeri, Il primato degli itinerari certificati della Toscana è determinato dalla presenza di 55 Città dell’Olio e 23 Strade del Vino, 48 Città del Vino, Olio e Sapori e 11 Città del Bio.

Ma non solo. La Toscana può contare anche su 22 Presidi Slow Food, 6 riconoscimenti per i paesaggi rurali, 35 per le riserve statali, 20 per le Oasi del Wwf, 4 siti Fai, 21 patrimonio dell’Unesco, 6 parchi nazionali e 5 regionali oltre a 47 riserve regionali e 34 statali che fanno salire a 302 i riconoscimenti territoriali e mercati e punti vendita Campagna Amica diventati un punto di riferimento per l’acquisto di souvenir gastronomici.

A beneficiare della straordinaria ricchezza di brand territoriali è senza dubbio il turismo rurale che ha visto, dal 2001 in poi, esplodere l’ospitalità agrituristica che oggi può contare su 5.600 strutture presenti nel 97% dei comuni regionali e 5 milioni di turisti con il 20% in più di stranieri ed un incremento di presenze nazionali del 13% rispetto all’anno pre-Covid.

Due turisti su tre considerano la cultura ed il cibo le principali motivazioni per programmare un viaggio o una vacanza.

Un terzo del budget speso è destinato proprio alla tavola che è uno straordinario volano economico per le nostre campagne e soprattutto per le nostre aziende agricole – spiega Letizia Cesani, Presidente Coldiretti Toscana – La Toscana è una terra baciata da Dio che i nostri agricoltori hanno saputo nei secoli comprendere, custodire e valorizzare creando tutti quei presupposti che posizionano oggi la nostra regione ai vertici mondiali dell’ospitalità rurale, del buon cibo e della biodiversità.

La presenza di tanti itinerari enogastronomici sono un fattore di resilienza in molte aree marginali dove la presenza delle imprese agricole è vitale per la sopravvivenza delle comunità. Il 92% delle aziende agricole che propongono tra i loro servizi anche l’accoglienza e della ristorazione tipica si trovano proprio tra la in montagna e la collina”.

Redazione Cuoreeconomico
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