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29/01/2024

Collina (Federconsumatori Marche): “Stipendi bassi, inflazione e assenza di reali misure: le famiglie sono in ginocchio”

(Giancarlo Collina, presidente di Federconsumatori Marche)

Il presidente dell’associazione a CUOREECONOMICO: "La politica economica del Governo ci ha deluso, speriamo che almeno arrivino risposte concrete dal Pnrr. Siamo in difficoltà anche sulla sanità: mancano medici ed infermieri"

Nonostante la Banca Centrale Europea abbia stabilito uno stop all’aumento del costo del denaro, fra i consumatori non è diminuita la paura per il proprio futuro.

“L’aumento dei tassi d’interesse non è servito a contenere l’inflazione e alla fine è sempre il consumatore quello che paga di più, così come le piccole imprese”, dice Giancarlo Collina, presidente di Federconsumatori Marche.

Il Governo aveva detto di voler tassare gli extraprofitti delle banche-continua- ma non ha mantenuto la parola e di questo siamo delusi e sui settori strategici pensiamo che manchi un’idea di sviluppo”

Presidente, rispetto ai consumatori come valuta la Manovra?

La Manovra non ha dato risposte alla famiglie che in questi ultimi due anni hanno perso il proprio potere d’acquisto a causa dell’inflazione e degli aumenti del gas, dell’elettricità e della benzina. Questo scenario si ripercuote anche nell’istruzione perché studiare in un’università fuori dalle Marche costa di più rispetto a prima.

Abbiamo visto che i provvedimenti per la riforma della Legge Fornero ha impattato non solo sui medici ma anche sui pensionati attuale perché una pensione media di 750 euro non è più un ammortizzatore sociale come lo era fino a quindici anni fa.

Oggi ci sono 5 milioni di poveri nonostante abbiano un lavoro e nelle Marche gli stipendi sono più bassi rispetto al Nord”.

Restando sugli interventi del Governo, fra le misure c’è anche il passaggio al mercato non tutelato. Vi preoccupa questo passaggio?

Sì, perché inciderà sulle famiglie e quindi ci aspettiamo interventi che possano accompagnare gli utenti in questa transizione, dato che esistono 700 distributori di energia e oggi le famiglie sono vessate dai centralini.

Con la speculazione nella Borsa di Amsterdam e le tante sanzioni da parte dell’autorità Arera c’è bisogno di una riforma che disciplini il mercato, così come nella digitalizzazione che avrà incidenze anche sull’occupazione”.

A questo proposito, con quale stato d’animo seguite la desertificazione bancaria?

Ci preoccupa, così come il cambio del sistema del credito perché non abbiamo più una banca di riferimento e si sta perdendo il rapporto tra il cliente e i lavoratori. La desertificazione si sta ripercuotendo anche sui risparmiatori perché non tutti hanno dimestichezza con il digitale.

Già in questi ultimi anni abbiamo visto che nelle aree interne si stanno perdendo strutture sanitarie e scolastiche e con questa tendenza non possiamo certo immaginare alcun delle famiglie nei luoghi abbandonati”.

Pensa che i progetti Pnrr vadano per il verso giusto?

Vedremo con il tempo, ma ad oggi si contano meno servizi di comunità e meno personale. Penso che la nostra regione abbia bisogno opere pubbliche che possano portare ricchezze a tutte le aree e che vengano tutelate le attività artigianali e di prossimità affinché non vengano spazzate via da supermercati e centri commerciali”.    

Quanto alla sanità, come valuta l’impegno della Regione Marche?

Purtroppo da parte della Giunta regionale abbiamo sentito sono annunci su nomine e sulle liste d’attesa, ma è stato tolto centralino unico per tutta la regione e per fare una visita occorre pagare per o fare diversi chilometri.

Qualora venisse approvato il disegno di legge sull’autonomia differenziata la nostra sanità peggiorerà. Mancano medici e infermieri: sembra che la lezione della pandemia non sia servita”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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