Comitato delle Regioni Ue: "Coinvolgere regioni e territori o Pnrr sarà meno efficace"

Dalla riunione di Bruxelles è emerso il sollecito agli stati membri e la Commissione Ue a trasformare l'attuale governance centralizzata dei Pnrr in un "approccio multilivello, per dare impulso alle transizioni digitali e verdi Richiesta di accelerazione sul salario minimo"
Il rapporto di revisione dello strumento di ripresa e resilienza pubblicato nel luglio 2022 dalla Commissione europea è un'"occasione mancata". Lo sostengono i leader locali e regionali in un parere del Comitato europeo delle Regioni (CdR).
I piani nazionali di ripresa e resilienza possono essere meno efficienti e avere un impatto inferiore a quello desiderato se le regioni e le città non vengono coinvolte efficacemente nella loro attuazione, si legge nel parere.
Il CdR esorta quindi gli Stati membri e la Commissione europea a trasformare l'attuale governance centralizzata dei Pnrr in un "approccio multilivello, per dare impulso alle transizioni digitali e verdi, rafforzare la coesione ed evitare sovrapposizioni con altri strumenti finanziari".
"Il coinvolgimento delle città e delle regioni nell'ulteriore implementazione è una questione non solo di logica ed equità, ma anche necessaria affinché" i Pnrr raggiungano "efficacemente gli obiettivi dichiarati.
In quanto tali, gli enti locali e regionali dovrebbero essere riconosciuti e trattati come partner, non come cosiddetti "stakeholder".
Abbiamo bisogno di più partenariato e cooperazione a più livelli, non di una maggiore centralizzazione", ha detto il politico olandese e relatore del parere Rob Jonkman.
Il Governo italiano, dal canto suo, come ha spiegato a CUOREECONOMICO il sottosegretario Emanuele Prisco, sta per attivare un servizio proprio per aiutare non solo le regioni ma anche i piccoli comuni a mettere a terra i progetti del Pnrr.
Accelerare sul reddito minimo
Il Comitato europeo delle regioni inoltre, che non ci sia tempo da perdere e che la raccomandazione del Consiglio Ue sul reddito minimo debba essere attuata rapidamente in tutti gli Stati membri dell'Ue.
E' quanto richiesto dai leader locali e regionali dell'Ue in un parere redatto dalla politica finlandese Anne Karjalainen.
L'aumento del numero di persone a rischio povertà, causato prima della pandemia di Covid-19 e in seguito della guerra in Ucraina e dall'inflazione, impone "di anticipare di tre anni l'attuazione della raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea sul reddito minimo, che dovrebbe quindi avere luogo nel 2027", si legge nel parere.
"La necessità e l'urgenza di un'azione per garantire un reddito minimo in tutta l'Ue devono portare a un'ulteriore riflessione sul quadro normativo più efficace per attuare una misura in tal senso a livello europeo", ha detto Karjalainen.
Secondo il CdR, i regimi di reddito minimo dovrebbero disporre di "elementi individualizzati atti a rimuovere gli ostacoli al rientro e alla permanenza nel mondo del lavoro e a garantire che il lavoro sia remunerato in misura adeguata, migliorando nel contempo l'inclusione sociale".
Redazione Cuoreeconomico
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