Commissione Ue: “Pnrr sola strada perché Italia non resti indietro: modifiche non è azzerarlo”

(Emma Toledano Laredo, direttrice per l’attuazione dei programmi della direzione generale della Commissione)
La dg per l’attuazione dei programmi Laredo: “Ci sono regioni italiane che sono regredite rispetto all’ultimo settennato, Molise e Sardegna su tutte”. Gentiloni: “Dare corso a Repower EU”
L’Italia è in ritardo ed il Pnrr è la sua scala per risalire. La Commissione Europea lo ha ribadito, nel corso di un in un dibattito svoltosi all''Europarlamento sull'attuazione dei programmi regionali.
“Rispetto all’ultimo settennato, alcune regioni italiane stanno scivolando all’indietro - ha detto la direttrice per l’attuazione dei programmi della direzione generale della Commissione Emma Toledano Laredo - Molise e Sardegna sono passate da regioni in transizione a regioni meno sviluppate, e Umbria e Marche sono passate da più sviluppate alla transizione.
Ma negli ultimi vent'anni anche molte regioni del Centro Nord hanno avuto una crescita stagnante", ha aggiunto la funzionaria.
"Il Pil pro capite del Piemonte nel 2000 era al 132% della media Ue, nel 2019 era al 102%, nel Lazio i dati corrispondenti sono 151% e 110%".
Per reagire, ha detto Laredo, "abbiamo bisogno più che mai di una strategia di ripresa su due fronti: una forte attenzione alla riduzione delle disparità tra Sud e Nord e una strategia altrettanto solida per rilanciare l''economia del Centro Nord", con "la ripresa economica che dipenderà fortemente dalle riforme e dagli investimenti del piano di ripresa e resilienza italiano”.
Apertura sulle modifiche al piano
Proprio relativamente al Pnrr è intervenuto anche il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni, che apre a modifiche al piano: “Molti paesi hanno già avviato con la Commissione un dibattito su questo - ha spiegato - Per il successo del Recovery Fund l'inclusione di un capitolo Repower è fondamentale quanto prima perché solo così' si potrà dare una riposta efficace alle nuove sfide che derivano dall'aggressione russa.
Ma non voglio dire che i Pnrr siano obsoleti, e che vanno riscritti. L'impegno su questi piani va mantenuto ma al contempo ci sarà questo nuovo strumento”.
"Sul piano RePower dobbiamo fare di più. Il Recovery Fund e il Repower assieme forniscono una fonte di investimento notevole. Gli Stati membri hanno modo di stornare alcuni fondi verso il Repower perché c'è una sinergia tra i due piani”, spiega.
“Cambiare le scadenze è impossibile - ha aggiunto - La scadenza è fine 2026, cambiarla teoricamente si può, rispettando condizioni davvero complicati ma alcuni programmi potrebbe comunque continuare dopo la scadenza a condizione che gli Stati membri chiariscano quali sono le risorse nazioni che useranno per lo sviluppo di questi programmi. La posizione della Commissione è che non stiamo ricominciando da zero”.
Redazione Cuoreeconomico
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