sab 14 mar 2026

Seguici su:

05/02/2024

Confagricoltura: Pac e Green deal inadeguati per la competitività

(Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura)

In una nota, l'organizzazione agricola ricorda come sia stata la sola a muovere le critiche: "Le imprese sono chiamate ad aumentare gli impegni in materia di sostenibilità ambientale, ma a fronte di minori risorse finanziarie e non c'è semplificazione amministrativa"

La Politica agricola comune e le proposte della Commissione europea per l'applicazione del Green Deal al settore agricolo sono i due temi al centro della

mobilitazione degli agricoltori in Europa, che li giudicano 'strumenti inadeguati per la competitività': lo rileva la Confagricoltura in una nota.

Sulla Pac, la cui riforma risale a giugno 2021, l'organizzazione agricola rileva che allora quell'accordo "suscitò commenti generalmente positivi da parte degli addetti ai lavori" e che "solo Confagricoltura sollevò nell'occasione una serie di riserve".

In particolare, il presidente Massimiliano Giansanti aveva rilevato che "le imprese agricole sono chiamate ad aumentare gli impegni in materia di sostenibilità ambientale, ma a fronte di minori risorse finanziarie" e che non era stato "assolutamente centrato l'obiettivo della semplificazione amministrativa da tutti auspicato".

Oggi, prosegue la nota, le proteste degli agricoltori riguardano "pagamenti insufficienti, ulteriormente ridotti in valore reale dall'eccezionale aumento dell'inflazione".

Critiche anche al piano per l'economia circolare

Sul Green Deal, la Confagricoltura osserva che "la Commissione europea in carica ha sempre manifestato un atteggiamento ideologico negativo nei confronti dell'impatto ambientale dell'agricoltura e, in particolare, della zootecnia".

Al riguardo, ricorda che "nel 2022, per far fronte all'instabilità dei mercati dovuta al conflitto in Ucraina, la Commissione decise una deroga agli obblighi della Pac in materia di destinazione non produttiva dei terreni e rotazione obbligatoria annuale dei seminativi".

Dai provvedimenti furono esclusi mais e soia perché produzioni tipicamente utilizzate per l'alimentazione del bestiame. 

Il ripristino della natura

Nella nota si rileva infine che, "nel tempo che resta a disposizione prima della conclusione della legislatura europea, occorre puntare a bloccare l'entrata in vigore delle intese raggiunte sul ripristino della natura e sulla revisione della direttiva relativa alle emissioni industriali".

Dopo le elezioni di giugno al Parlamento europeo e l'insediamento della nuova Commissione, conclude la Confagricoltura, "i testi potranno essere rivisti e aggiornati per far coesistere, grazie alle innovazioni tecnologiche, la sostenibilità ambientale con quella economica".

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com