Confagricoltura Veneto: “Resiste il crisantemo per Ognissanti nonostante la crisi”

Sarà ancora una volta il crisantemo il simbolo delle ricorrenze di Ognissanti e dei defunti. Un fiore che resiste, nonostante il momento non felice per il comparto florovivaistico veneto, che nel 2024 ha segnato un calo delle vendite anche a causa del meteo non favorevole
Proprio le previsioni buone del weekend potrebbero, invece, dare una mano ai fiorai, non solo con le vendite di crisantemi ma anche di ciclamini, viole, anthurium e rose.
“In questi giorni c’è sempre un po’ di movimento e la domanda di crisantemi anche, ovviamente tempo permettendo – sottolinea il veneziano Claudio Padovani, presidente dei florovivaisti di Confagricoltura Veneto – Sono soprattutto gli anziani ad acquistare i fiori per i defunti, anche se il calo della domanda c’è, a causa della crisi economica.
Del resto in Veneto la produzione non solo di crisantemi, ma di fiori recisi, si è notevolmente ridotta, anche a causa dei costi di produzione che sono sempre più alti.
Il settore, quest’anno, ha subito in generale una forte flessione, dovuta anche alle piogge persistenti sia della primavera che dell’autunno, che non hanno aiutato la voglia di dedicarsi ai fiori e al giardinaggio. Speriamo che tra le ricorrenze di questi giorni e Natale si possa recuperare qualcosa, anche se l’annata finirà comunque con il segno negativo”.
Più ottimista Alessandro Bertelli, florovivaista di Confagricoltura Rovigo, con sede a Badia Polesine: “Le vendite stanno andando bene, come l’anno scorso, e il tempo ci sta dando una grossa mano. Il giro di gente c’è, in questi giorni.
Le serre sono sempre più tecnologiche e automatizzate, e ci aiutano nella produzione di alta qualità. Tra costi di produzione alti e crisi economica il momento non è facilissimo, ma chi sa lavorare bene raccoglie i frutti. Confidiamo che fino a fine anno, con la spinta delle festività natalizie, si possa lavorare ancora bene”.
Nel 2023 il comparto florovivaistico regionale, stando alle stime di Veneto Agricoltura, ha registrato un’ulteriore flessione del numero di aziende attive, sceso a 1.377 unità (-0,6%), così come della superficie destinata al florovivaismo, stimata in circa 2.439 ettari coltivati (-0,4%).
Redazione Cuoreeconomico
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