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07/01/2025

Confindustria Marche, inizio anno in salita per le imprese marchigiane

(Roberto Cardinali, presidente Confindustria Marche)

Prospettive ancora deboli, seppur meno pessimistiche di quelle inerenti al 2024. È quanto emerge dall'indagine "Le prospettive economiche" condotta dal Centro studi di Confindustria Marche tra l’11 ed il 23 dicembre, su un campione di   738 imprenditori marchigiani

Tra i buoni propositi per l'anno appena iniziato, la sfida maggiore per le imprese della regione sarà guadagnare stabilità in un mercato ancora incerto e sottotono. Seppur migliorano le anticipazioni relative agli investimenti, la criticità maggiore coinvolge le aziende di piccole dimensioni. 

Un'incertezza produttiva che rimane elevata nel primo semestre del 2025: per un imprenditore su cinque (21,3%) le prospettive di mercato della sua azienda sono oggi più incerte rispetto a tre mesi fa. L’attività produttiva è prevista in calo per il 30,1% degli intervistati, contro il 38,9% della precedente rilevazione. Attese contenute anche sulle vendite: nei mercati internazionali prevede livelli stabili il 54,7% del campione, mentre il 30,4% segnala una flessione. Analoga la tendenza per il mercato interno, stazionarietà per il 49,9% e calo per il 34%. 

Differenze significative si notano in base alla dimensione d’impresa: le previsioni più critiche si registrano nelle attività con meno di 10 addetti, mentre si riduce la flessione attesa nelle aziende con più di 50 dipendenti. Segnali incoraggianti sul fronte degli investimenti: circa la metà degli imprenditori (48%) non diminuisce la spinta ad investire e il 19,4 degli intervistati fornisce indicazioni positive.

“L'industria marchigiana affronterà un primo semestre segnato dall’incertezza e da una attività produttiva prevista in rallentamento – commenta il presidente di Confindustria Marche, Roberto Cardinali - Nonostante un contesto economico ancora complesso e il livello ancora troppo alto del costo del denaro, le nostre imprese dimostrano capacità di adattamento e solida volontà di investire. Ma è altrettanto chiara l’urgenza di intervenire a sostegno delle imprese con una politica industriale, a tutti i livelli istituzionali, che sia incisiva e di visione”.

Redazione Cuoreeconomico
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