Confindustria: "Rinnovare crediti di imposta per acquisto energia"

L'associazione ha parlato alla commissione finanze: "Riteniamo fondamentale ripristinare l'originaria scadenza del 31 dicembre 2023 per poter usufruire dei crediti di imposta del primo e secondo trimestre dell'anno in corso o adottare correttivi differenti per consentire un adeguato e tempestivo monitoraggio dell'utilizzo delle risorse"
Nel novero delle misure adottate per il contenimento dei costi energetici "non rientrano i crediti di imposta per le imprese relativi alle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica e gas dopo le misure previste per il primo e il secondo trimestre 2023.
La mancanza di interventi di questa tipologia a favore delle imprese industriali sta incidendo sulla ripresa della produttività e sul confronto competitivo a livello internazionale, per cui la riedizione dei crediti di imposta per il caro energia per i mesi ottobre e novembre andrebbe attentamente valutata in presenza di risorse".
Così rappresentanti di Confindustria in audizione in Commissione Finanze e Attività produttive della Camera sul Dl energia.
"Sulla base di calcoli effettuati, il rinnovo non avrebbe avuto un impatto negativo sulle casse dello Stato potendosi utilizzare gli accantonamenti derivanti dai trimestri precedenti - hanno spiegato i rappresentanti di Confindustria - Per i mesi di ottobre e novembre 2023 non avrebbe quindi un impatto negativo sulle casse dello Stato potendo utilizzare l''avanzo' derivante dalle misure previste per il primo e secondo trimestre 2023 che ammonterebbe, secondo le nostre stime, a 997,25 milioni di euro".
Tempi per la compensazione creano problemi alle imprese
I rappresentanti di Confindustria richiamando il Dl Proroghe hanno spiegato che "contiene un articolo che anticipa i termini per fruire i crediti d'imposta energia inseriti nella scorsa legge di bilancio 2023 e di quelli del Dl n.34 del 2023 per energivori (e non) e gasivori (e non)" e "la mancata previsione di misure di sostegno per le imprese, soprattutto le energivore, per quest'ultima parte dell'anno unita alla anticipazione del termine suddetto contribuisce a creare una situazione fortemente critica per l'industria.
Infatti, per tutti si accorcia il tempo per l'uso in compensazione dei crediti del primo e secondo trimestre, che passa dal 31 dicembre 2023 al 16 novembre del 2023 causando problemi alle aziende che si vedono cambiare le regole in corsa, limitando la possibilità di utilizzo del credito e togliendo certezza anche per la programmazione del sistema produttivo".
Quindi, hanno spiegato, "riteniamo fondamentale ripristinare l'originaria scadenza del 31 dicembre 2023 per poter usufruire dei crediti di imposta del primo e secondo trimestre dell'anno in corso o adottare correttivi differenti per consentire un adeguato e tempestivo monitoraggio dell'utilizzo delle risorse".
Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com




.jpg?1709913396845)





