ven 30 gen 2026

Seguici su:

24/05/2023

Confindustria Veneto Est e sindacati insieme per la crescita

Firmato il "Patto metropolitano", per lanciare un nuovo modello di relazioni industriali che garantiscano coesione sociale, crescita partecipata e sviluppo sostenibile. Destro: "Siamo alle porte di una rivoluzione industriale, che cambierà il paradigma di fare impresa nel nostro territorio". Cgil, Cisl e Uil: "Punto di svolta"

Confindustria Veneto Est, Cgil, Cisl e Uil hanno delineato il cosiddetto 'patto metropolitano', fondato su dialogo e reciprocità, per lanciare un nuovo modello di relazioni industriali che garantiscano coesione sociale, crescita partecipata e sviluppo sostenibile nei territori di Padova, Treviso, Venezia e Rovigo.

Il documento è stato siglato stamane nella sede della confederazione degli industriali di Marghera (Venezia). Tra gli obiettivi ci sono in primis il rafforzamento della contrattazione di secondo livello, il sostegno alla capacità competitiva del sistema industriale, la partecipazione dei lavoratori nell'organizzazione e nelle strategie delle imprese.

Il patto vuole aprire a una sperimentazione sugli orari di lavoro, verso una maggiore flessibilità e conciliazione con i tempi della vita e con la tutela del salario.

L'accordo mira ancora a rafforzare i presidi e la formazione per prevenire infortuni e morti sul lavoro, e a innalzare l'occupazione giovanile e femminile, contro ogni forma di discriminazione di genere.

In questo quadro, il documento siglato da Confindustria e rappresentanze sindacali si snoda attorno a quattro capitoli: 'Contrattazione di secondo livello'; 'Sicurezza sul lavoro'; 'Mercato del lavoro e formazione'; 'Sviluppo sostenibile, rigenerazione urbana e territoriale, legalità'.

"Il momento storico è importante, con cambiamenti e cigni neri che stiamo affrontando in continuazione - ha commentato il presidente di Confindustria Veneto Est, Leopoldo Destro -, basta vedere ciò che è successo in questi giorni in Emilia Romagna, per far capire che non possiamo mai stare tranquilli, ma sempre attenti a quanto accade nel territorio. Siamo alle porte di una rivoluzione industriale, che cambierà il paradigma di fare impresa nel nostro territorio".

Il Veneto "affronta in maniera attiva questa fase - ha proseguito - con una visione comune con i sindacati, che parte da presupposti partecipativi, voglia di essere protagonisti di un cambiamento e di una nuova forma di collaborazione". 

Aziende siano soggetto appaltante

Destro aggiunge: "Chiediamo al Governo di mettere a terra il Pnrr e portare avanti i progetti importanti nelle sue diverse sfaccettature. È chiaro che il piano potrebbe essere modificato, ma gli accordi vanno fatti con Europa.

Tra le nostre proposte c'è quella che se alcuni fondi non possono essere investiti in alcune infrastrutture, le aziende possono essere il soggetto appaltatore".

I fondi, per Destro, potrebbero essere investiti sull'Industria 4.0 "considerando i temi attuali di sostenibilità, digitale e formazione. Facendo le aziende da soggetto appaltante, le risorse vanno nel territorio, con le aziende che potranno aiutare e supportare chi governa".

Le parole dei sindacati

"Un patto significativo - dichiarano i Segretari Generali Cgil, Aldo Marturano, Mauro Visentin, Daniele Giordano e Pier Alberto Colombo - non solo per il suo impatto - coinvolge le confederazioni sindacali di 4 province e una rilevante associazione del sistema Confindustria - ma, soprattutto, perché apre a temi da tempo al centro della nostra agenda come, ad esempio, il coinvolgimento dei lavoratori, con le loro rappresentanze, nelle scelte organizzative e strategiche d’impresa e l’accordo per l’apertura a sperimentazioni sull’organizzazione e orario di lavoro che concilino, a parità di salario, crescita produttiva con i tempi di vita e di lavoro dei lavoratori.

Importanti, sono poi i comuni intenti in tema di sicurezza dove si riafferma l’importanza della collaborazione tra le varie figure professionali dedite alla sicurezza dei luoghi di lavoro, con particolare richiamo all’adeguamento delle dotazioni organiche degli Spisal.

Rilevante anche il comune impegno ad affrontare la questione salariale, sia sul piano dei rinnovi dei contratti nazionali che su una contrattazione di secondo livello che riconosca il ruolo dei lavoratori nella crescita economica dei nostri territori.

Infine, da sottolineare, l’attenzione rivolta al mondo della scuola, intesa come luogo di crescita degli adulti di domani, in grado di fornire le competenze per la transizione digitale nel segno della sostenibilità ambientale, condizione su cui entrambe le parti hanno medesima sensibilità".

"Le Cisl territoriali ritengono la firma del Patto un atto importante che risponde ai grandi processi di trasformazione tecnologica industriale, dentro un quadro di sostenibilità ambientale di processo e di prodotto che coinvolgerà i nostri territori mettendo al centro la partecipazione dei lavoratori - dichiarano i Segretari Generali Cisl, Massimiliano Paglini, Samuel Scavazzin e Michele Zanocco -. Gli obiettivi condivisi si concretizzano nel riconoscimento reciproco quali interlocutori dello sviluppo sostenibile del territorio, dell'economia e della società, dalla stabilità e coesione sociale ad una crescita partecipata, diffusa ed inclusiva in un sistema di relazioni sindacali continue, con la condivisione di strumenti, di azioni congiunte verso il decisore pubblico anche per il sostegno alla transizione in corso, la formazione e staffetta generazionale e l'impegno a sostenere il rinnovo dei contratti anche nazionali.

Fondamentali si confermano la contrattazione di secondo livello, la tutela della sicurezza sul lavoro, del mercato del lavoro e della formazione, la rigenerazione urbana e territoriale e la legalità.

Riteniamo altresì fondamentale l’attuazione del Patto sottoscritto, mediante il potenziamento della contrattazione di secondo livello e la definizione dei tavoli territoriali che valorizzino e rispondano alle specificità.

È un'ottima base di partenza per favorire la partecipazione attiva dei lavoratori e del Sindacato alle scelte che verranno fatte, oltre che un bel segnale di unitarietà di intenti tra Cgil, Cisl, Uil e quella che è diventata dimensionalmente la seconda Confindustria d'Italia".

"Sicurezza, legalità, contrattazione, crescita sostenibile, lavoro di qualità: questi sono gli obiettivi messi nero su bianco nel patto con Confindustria Veneto Est.

Quello siglato è un accordo di grande portata per i territori interessati - sostengono i Coordinatori provinciali Uil, Igor Bonatesta, Massimo Zanetti, Gino Gregnanin e Gianluca Fraioli -. Riteniamo che questi temi siano essenziali per incamminarci insieme lungo la strada della crescita economica e sociale delle nostre province, con una ricaduta certa su tutto il Veneto.

Dobbiamo tornare ad essere attrattivi per aziende che vogliano investire, stabilizzarsi e crescere, creando quel legame virtuoso tra azienda e territorio che deve essere alla base di una nuova cultura industriale del Veneto.

Il futuro non può passare dal lavoro precario, incerto, a rischio di infiltrazioni mafiose e senza piena sicurezza. Occorrono investimenti soprattutto nelle risorse umane: occupazione femminile, conciliazione dei tempi di vita e lavoro attraverso nuovi orari, ingresso dei giovani nelle imprese sono le leve che muoveranno la produzione industriale.

Il patto guarda anche alle istituzioni per cercare di far sentire la voce del nostro territorio per non perdere tutte le possibilità date dai fondi destinati al lavoro come Pnre e Zls. Solo lavorando insieme potremo ottenere risultati. Il futuro del lavoro passa da qui".

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com