sab 14 mar 2026

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Coppotelli (Cisl Lazio): “Lazio regione dinamica. Nei prossimi anni richiederà nuovi addetti per sostenere produzione e crescita economica”

(Enrico Coppotelli, Segretario generale Cisl Lazio)

Seconda solo alla Lombardia, il Lazio si conferma una regione a forte vocazione industriale. Con un fabbisogno di oltre 350mila lavoratori, nei prossimi anni richiederà nuovi addetti per alimentare la produzione e sostenere la crescita economica

Di seguito l’intervista a Enrico Coppotelli, Segretario generale Cisl Lazio

Segretario Coppotelli, come descriverebbe l'attuale situazione del mercato del lavoro nella regione Lazio? Quali settori stanno registrando una crescita significativa e quali, invece, stanno affrontando maggiori difficoltà?

Con un fabbisogno di circa 356.500 lavoratori il Lazio è la seconda regione, dopo la Lombardia, che nei prossimi anni esprimerà maggiore richiesta di nuovi addetti per sostenere produzione e crescita economica, secondo l’ultimo rapporto Excelsior di Unioncamere sui fabbisogni occupazionali a medio termine (2024-2028).

Si conferma quindi una regione dinamica, a vocazione industriale dove poter investire, in un periodo storico segnato in positivo dalle attese legate a eventi come il Giubileo 2025, dagli andamenti del farmaceutico, dell’ICT e, purtroppo, in negativo, dalla crisi Stellantis e dai cali, speriamo transitori, dell’aerospaziale, del distretto ceramico di Civita Castellana e dell’ortofrutticolo dell’Agro Pontino.

La quota più rilevante delle offerte di lavoro riguarderanno profili ad alta specializzazione come dirigenti e tecnici, figure impiegatizie e professioni nel commercio e nei servizi, operai specializzati e conduttori di impianti”.  

Quali sono le problematiche principali che i lavoratori del Lazio stanno riscontrando in questo momento? Si tratta principalmente di precarietà contrattuale, salari inadeguati, mancanza di formazione, o ci sono questioni critiche più specifiche?

I lavoratori, così come anche i pensionati, stanno resistendo faticosamente all’aumento generalizzato dei prezzi.  Lo abbiamo capito e certificato facendo una nostra analisi, insieme al Caf regionale, sui redditi da lavoro e da pensione negli ultimi anni.

I salari da lavoro sono troppo bassi, notevolmente inferiori alla media europea e, per le donne e i giovani, il gap è ancora più marcato. Questo deriva, evidentemente, da una qualità contrattuale del lavoro che li penalizza.

A fronte di un tasso di occupazione regionale in crescita dal 2021 (46,5%) al 2023 (48,7%) e un tasso di disoccupazione al ribasso (dal 10,2% al 7,3% dello stesso periodo), a crescere maggiormente sono però i contratti atipici rispetto al lavoro a tempo pieno e indeterminato che offre tutta una serie di garanzie contrattuali che altre tipologie non danno, a partire da salari più adeguati e dignitosi”.

Guardando al futuro, quali sono, secondo lei, le principali sfide che il mondo del lavoro nel Lazio dovrà affrontare per rimanere competitivo e garantire il benessere dei lavoratori? Qual è il ruolo della CISL in questo contesto?

La crescita di contratti atipici è un dato che ci preoccupa. Il calo delle esportazioni (-13,7%), e la diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie (-1%) secondo gli ultimi dati Bankitalia, anche.

È fondamentale avviare una politica dei redditi che permetta ai salari di recuperare il potere d’acquisto perso per l’inflazione. Come Cisl del Lazio, chiediamo di riattivare il Comitato per lo Sviluppo, ponendo il Consorzio Industriale Unico del Lazio al centro delle strategie di crescita.

Nell’attesa che si possano riaprire i termini per le ZES, bisogna agire con leve per la semplificazione amministrativa, il rifinanziamento delle norme per l’incremento dello sviluppo economico, della coesione sociale e dell’occupazione. Perché, se è vero che Roma sviluppa l’80% della ricchezza regionale, le altre province non devono essere lasciate indietro.  

Il lavoro, specie quello di qualità, può arrivare solo da un tessuto economico sano, competitivo e ben strutturato”.

Di Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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